mercoledì 31 agosto 2016

Una (non) strana felicità

L'aria punge, ma solo perché non osa accarezzarti: non lo prevede il tono di settembre. E la luce ha già giocato con i tetti.

Senti qualcosa di leggero dentro di te: non è eco d'estate, ma il tuo cuore. 

Una strana felicità, che c'era già: solo, non osava mettersi in mostra.

Tanto ti guardavano già strano. Ora danzi a piedi nudi, perché non basta camminare. Pensa: hai pure ritrovato qualcuno, che ti pareva di non riconoscere.

Una strana felicità, che strana non è. Perché fa parte di te e della meraviglia che sei. Racconta dell'amore che hai dentro e che ricevi: quasi quasi si mette a giocare sui tetti, perché è felice pure lui.

martedì 30 agosto 2016

Se non mi sai dare una risposta (red and The City)

Nel cielo spalmo tutte le domande, come un bambino pasticcione e senza colori.

Poi lui mi fissa e ci bacia. Vedo tracce di rossetto tra le fessure dei serramenti, tanto che scivolo verso la finestra e vedo.

Questo rosso grida. Ma nella sua voce non trovo risposte.

Se non puoi darmi risposte, cielo, offrimi colore, offrimi speranza infuocata di gioia.

Lasciar andare - quello che l'acqua insegna

Bisogna lasciar andare. Vivere è anche lasciar andare. Se non credi a te stesso, dai retta all'acqua.

Sospinge senza aver ansia di possesso. Le gocce trasportano e salutano ciò che è troppo pesante o insensato per loro.

Quello che ti sembrava irrinunciabile, già viaggia al largo. E sembra così libero, ma in realtà lo sei tu.

Notte con la luna e il bosco

Sembri perderti, ma tra poco dominerai  tu la scena. Forse perché nemmeno ti importa.

Piccola luna, capace poi di zittire il bosco e di dare tu voce alle creature che chiami. Innamorate o ruvide, tetre o felici, ti risponderanno.

La luna e il bosco, la luna è il bosco: così differenti da darsi una ragione, insieme.

Mi mancate già, entrambi, forse per non cercare in me la ragione.

Notte con la luna e il bosco.

lunedì 29 agosto 2016

Notte e cos'è una figlia

Finalmente ho lampi di coraggio che mi consentono di abbracciare una figlia. Lei che ha perso una luce e combatte per aiutare l'altra.

Sono imbranata abbastanza da non poterla aiutare, mezzo abbraccio malriuscito, e sento dentro di me cosa sia una figlia. Una che aveva tutto, nulla le faceva paura. Una che si scopre più forte di ciò che credeva e immensamente fragile.

Arrampicata su una parete, che sta in equilibrio: non lei. Passo dopo passo, una forza che non poteva appartenerle. Eppure.

Notte e cos'è una figlia.

domenica 28 agosto 2016

Conto le tue luci

Conto le tue luci, come le mie benedizioni.

E non importa se tacciono via via. È per fare posto al timido giorno che cerca di restare abbracciato all'estate, come me.

Notte e una manciata di stelle (anche solo per caso)

Per caso mi sono distratta dalle tue luci e ho alzato lo sguardo. Le ho viste lì, appuntite e un po' seccate: qualcuna cercava di nascondersi dietro sbavature di nuvole.

Una manciata di stelle, che forse mi seguiva anche quando tenevo gli occhi incollati sui laghi e sui monti. O magari passano di qui per caso. Ma non è che con questo rendano meno felici.

Notte e una manciata di stelle (anche solo per caso)

Silenzio parla Agnese (ma ci sembriamo normali?)

I politici vanno ai funerali delle vittime. Che falsi. Non ci vanno. Che disgraziati.

A questo valzer di veleni dovrei essere abituata, forse rassegnata. Basta ignorare il fiume, però, per non farsi trascinare via?

Compaiono altri post e mi rispondo da sola: no.

Si tratta delle parole rivolte ad Agnese Renzi. Io non sono fan di nessuna first lady al mondo, e neanche di mezzo premier, per la precisione. Ma mi ricordo anche cosa siano, ogni tanto. Persone. Come noi. Del resto, come ci trattiamo tra di noi? Scannamenti su pubblica piazza virtuale o serpi che  fingono a oltranza su quella piazza e cercano di seppellirti la vita via messenger o con altri nei loro salotti whatsapp.

Ieri proprio mi è parso di vedere il fondo, anche se purtroppo non dev'essere così.

Quando  sui social leggo insulti, espressioni volgari e rabbiose, derisioni verso questa donna che piange ai funerali (se non avesse pianto, gli insulti non sarebbero mancati comunque), perdo totalmente la speranza.

Ma vi sembra normale?

Ma ci sembriamo normali?

Ma vogliamo svegliarci e parlare da esseri civili, ogni tanto?

Silenzio, parla Agnesi, diceva la pubblicità. Agnese non ha parlato, se non con le sue lacrime che sono quelle, che dovrebbero essere quelle di tutti noi.

Ma stessimo zitti, ogni tanto, noi.

sabato 27 agosto 2016

Quando sei tranquillo

Quando sei tranquillo, sulle ali del mattino. Tiepidi i versi degli animali, fresca la tua risposta.

Quando sei quieto nel risveglio, tutti attorno parlo piano, come per non disturbarti, orizzonte.  

E anch'io ti osservo appena, con la paura  che ti desti troppo in fretta o che ti dimentichi di noi. Silenziosi come te, per una volta, sotto il rito dell'alba.

Cosa non ti fa più male

Quello che non comprendi, ti fa più male. 

Ma quando non ti importa più di capirlo, ecco che non ti fa più male.

Notte e picchi i pugni

A volte sembra che ti addormenti sorridendo; altre che picchi i pugni per non cadere vittima del sonno e lucidare le luci, ancora.

Io non so chi sia mai tu, mio lago. La collina ti veste di scuro, per confondermi le idee. Ma forse sono io a farlo.

Mi sto quasi addormentando con il sorriso, poi picchio i pugni per non cedere e stare a guardarlo, ancora.

Vuoi vedere che siamo così simili, ed è per questo che non ci rincorriamo, ma sempre ci aspettiamo placidamente.


Notte e picchi i pugni.

Sei proprio orribile

Che poi vedo svolazzare questo mostro, ma sì mi dimentico tutto ciò che cerca pazientemente di insegnarmi Willy.

Un essere goffo, scuro e impertinente, che si stampa sulle pareti e poi riparte.

E mi sento dire: guarda, sei proprio orribile, goffo, mostruoso, con quel gran groviglio di zampette di cui non si capisce un tubo.

E lo sento dire: uguale a te, solo che non voli.

Touchée.

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Monferrato song

Non si può viaggiare nel Monferrato senza perdersi, non si può senza ritrovarsi. Ci sono luoghi che cantano come il loro vino e gli occhi della loro gente.

Nel nostro pellegrinaggio verso Castagnole, don Cauda e il Ruché, dobbiamo fermarci alle cantine Sant'Agata. Incontrare ancora Claudio, la sua umanità e la sua cultura (imprescindibili l'una dall'altra), è un piacere che va oltre l'incanto delle bottiglie. Come un piacere è incontrare sua moglie e sua figlia, una ragazzina ferma e adorabile che sa riconoscere gli aromi con spontaneità invidiabile.

È vita solcare queste valli e ribadire ai propri occhi che un vigneto, un campo, un bosco mostrano sfumature completamente diverse l'uno dall'altro.

Da Scurzolengo ci rechiamo (da giornalista frustrata ho una terribile voglia di scandire "ci rechiamo" invece del placido "andiamo") a Castagnole. Dove ci chiedono cortesemente che acqua preferiamo, ma sul tavolo scende implacabile il Ruché.

Sento altri aneddoti su don Giacomo Cauda, lo saluto nel luogo in cui ci ha lasciati dopo una processione del Venerdì Santo. Il sole scotta, come la voglia di respirare questa bellezza.

Salgo idealmente sullo scuolabus con la saggia bambina e ne conosco le tappe, i compagni. Mi fermo con gli altri ad accarezzare i grappoli e il pianeta: perché quando arrivo a un piazzale naturale, scandito dal noce, su queste dolci curve, penso che solo qui puoi sentirti il re del mondo.

E nell'aria i profumi si uniscono, in attesa della vendemmia. Un giorno, presto, i colori si impossesseranno di nuovo della scena.

Ma adesso in questa canzone struggente e implacabile che è il Monferrato, i fortunati siamo noi.




venerdì 26 agosto 2016

Il buio e l'ostinata felicità

Il portico è più buio del cuore, nonostante gli sforzi delle luci disseminate su terra e acqua.

Persino l'aria mormora sottovoce, in questo silenzio di colori.

Oscuro ogni angolo, come se avesse dimenticato già l'estate.

Chissà com'è possibile percepire una ostinata felicità in questo buio.

Notte e un giorno tra le dita

Il grappolo d'uva muto testimone delle vallate. Tu che sorridi: Venere, Bacco e tabacco. 

Tutto vibra in un giorno memorabile, un giorno che ti fa respirare ogni atomo di vita. Non puoi dimenticarti ciò che stanno soffrendo tanti fratelli, ma è come se ti ricordassi che la natura è anche questa.

Ferite e benedizione, quest'ultima sempre presente anche quando non possiamo vederlo. Uno sbuffo d'aria nella  calura, un grappolo che vuole rendersi speciale, tu che lo sei.

Questi sono giorni unici, quelli che restano tra le dita.

Notte e un giorno tra le dita.

giovedì 25 agosto 2016

Sei arrivata tu con l'alba

Poi sei arrivata tu, un'alba più incredibile ancora delle altre.

Un anno fa, piccola volpe, mi hai fissata per momenti interminabili e non sei finita solo sulla mia copertina, non hai solo cambiato la storia.

Mi hai dato una piccola lezione di vita, mentre si smorzavano le ultime luci e si accendeva l'energia di un nuovo giorno.


Fidati. Prima di tutto, di te, creatura, e di Chi ti regala respiri, albe, tramonti e tanti incontri come quello con una volpe.
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Possiamo parlare tutti (invece di)

È che possiamo parlare tutti. Riversare ciò che ci illudiamo di sapere, miscuglio imbarazzante di fragilità e livore.

Possiamo parlare tutti. Invece di pensare.

Notte e se non ti spegni

Su e giù per sfumature e altezze diverse. Aria intensa di estate e un pallore sul lago che mi mette paura: l'estate forse si sta spegnendo davvero, per questo si è talmente imbellettata in questi giorni.

Il caldo sulla pelle, la brezza che precipita su di noi, la folla sulla riva, la pace della salita nel bosco.

Ma continua questo timore, che mi fa parlare come una sciocca all'estate.

Se non ti spegni, ti racconto una storia, ti verso parole d'amore o semplicemente ti guardo, che è la carezza più appassionata.

Notte e se non ti spegni.

I've had enough - canzone per la notte (e grazie Kiss)

Ne ho abbastanza. Lo puoi gridare, quando passi nel fuoco. Quando incontri bugiardi che si truccano gli occhi con la verità, quando dai di più di ciò che hai e senti che tutto vola via.

Ma "ne ho abbastanza" va oltre le parole. È trovare la forza di dire: be', ora non mi ferma più nulla. Agire e sapere che ce la farai nel modo più sincero: in qualche modo.

Di questa canzone adoro anche il secondo ritornello, il suo viaggio dall'amarezza alla grinta. E stasera mi ispira particolare gratitudine e un paio di pensieri.

Mi commuove, e mi rende ancora più felice di aver amato i Kiss fin da ragazzina, constatare come Paul Stanley sia stato tra i primi a preoccuparsi delle vittime e della bellezza ferita a causa del terremoto. Dal pragmatico Gene Simmons analoga solidarietà e una lista di cose da fare per aiutare i terremotati: ok le preghiere, ma servono le azioni, ha raccomandato.

Oggi è anche il compleanno di Gene, spesso nel mirino perché parla troppo (e a volte è vero) e dice ciò che pensa fregandosene delle correnti di pensiero dilaganti (deliziosamente vero).

Grazie ragazzi. E adesso questa è l'ora, tutti insieme.



Wishin' and hopin' won't get you nothin'
Prayin' and schemin', no time for dreamin'
I've got the power, this is the hour now
Wishin' and hopin' won't get you nothin'
Prayin' and schemin', no time for dreamin'
I've got the power, this is the hour now




I've had enough, Kiss, canzone per la notte.

Il canto delle ali

In quel lenzuolo di blu, ti posso solo ammirare con gli occhi. Ma ieri due tuoi compagni sono passati vicino e l'ho sentito.

Un rumore vigoroso, eppure capace di ispirare tenerezza: non sai se siano le ali ad accarezzare l'aria, o viceversa, o entrambe le cose.

Così questo suono diventa canto, che ti bacia senza che io lo meriti affatto.

mercoledì 24 agosto 2016

Ogni alba

Ogni alba, una sorpresa così inspiegabile, un groviglio di emozioni che si inchina ai primi cenni di luce.

Una delle poche abitudini che non riescono a diventare tali. Per questa ragione, che ragione non è, riesci a sentirti ogni volta un pochino più vivo, nonostante la corsa verso il tramonto.

Dialoghi reali - La pasticceria e il fast food

Nel pomeriggio ormai in declino, l'uomo entra in pasticceria, con la bimba in braccio: buongiorno, voglio una torta di cioccolato.

- non ne abbiamo, mi spiace.

- e lì in vetrina? 

- Sono semifreddi.

- Ah, non so, dovrei chiedere a mia moglie. Anzi vado. Ma mi scusi, se torno tra due ore trovo una torta al cioccolato?

Come ammiro gli occhi pazienti dietro il bancone: Siamo una pasticceria, non un fast food.

Ci metto un po'

Ci metto un po' a capire le cose, le persone: non in ordine obbligatorio.

È che poi non escono più dalla mente.

Notte e fa male

Non si sono offuscate le luci. Purtroppo nemmeno le parole, o le immagini. Tutto si intreccia in un dialogo senza senso.

Invidio quasi chi riesce a dissertare, dibattere, polemizzare o far finta niente dopo una tragedia come un terremoto.

So solo che fa male. Tanto più quando si riaffaccia la notte.

Notte e fa male.


Silenzio blu

Non ci può essere un silenzio così blu, una calma che appare contro natura in ore come queste.

La natura è quella terra che accoglie e sembra tradire. È quest'acqua che sa cambiare rapidamente volto.

Quel cielo che ti abbraccia, poi ti schiaffeggia.

Come noi. Ma senza odio. E questo non mi dà pace.

Solo, un silenzio blu.

Qui sono io

Bisticci sull'acqua, bisticci sulla terra.


Uguali nel gridare: qui sono io.

Come se potessimo decretarlo davvero, piccole e bramose creature solitarie.

martedì 23 agosto 2016

Notte e punti di vista

Ho solcato troppi mari per (non) navigare nella superficialità. Per (non) accorgermi che ciò che è lontano, si fa notare di più.

Arona, sei così riflessiva e unita in te stessa, vista dall'altra riva. E Angera, dove trovi tutte quelle sfumature, mentre mi avvicino.

La distanza è breve, l'azzurro infinito.

Non vi conosco, mai. E oggi mi dico: sarà questione di punti di vista.

Prima di tutto, verso me stessa, in balìa della bellezza blu del mio lago.

Notte e punti di vista.

Dialoghi reali - il ragnaccio

- Che ragnaccio. Che essere orribile ed enorme, adesso ti sistemo io.

Sic, di fronte alla sentenza pronunciata nell'altro locale.

- brutto, ecco. Però è vero che anche tu sei una bestia del Signore.

Roba che a volte mi sembra che a Willy diano retta.

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Il rito della ciliegia

L'estate si gusta sul serio, quando per arrivare alla riva devo entrare in pasticceria.

- Avete la crostata alle ciliegie?

- Certo.

Un piccolo rito, da consumare lontano anni luce da quelli di Twin Peaks. Invece del caffè, un vino azzeccato. E la prima fetta racconta che ti aspettano settimane non di effimera dolcezza, ma intense.

Come una ciliegia che scandisce i sogni e non ti fa venire voglia di dormire. Al contrario, di osare di più e attraversare un mare di sapori fino all'acqua che ti vuole cullare.


Quasi meglio una cartolina

Vecchia abbastanza da pensare che fosse quasi meglio una cartolina. Perché viaggiava, si faceva desiderare e portava le tue emozioni, con le immagini di un altro.

Forse sembra troppo standardizzata al mondo attuale, ma oggi mi pare più pudore. E poi, non è forse standardizzato sparare foto per tutti sui social, con se stessi talvolta più importanti dei luoghi che stanno provando a darci qualcosa?

Quasi meglio una cartolina di tutto questo esibirsi, senza vivere davvero, troppo spesso.

lunedì 22 agosto 2016

A new day, a new ray

A new day, a new ray.

Everything is silent but the airport, keeping its lights.

Dawn is coming and it's shy, hiding behind a tree. 

Dawn is coming and it's hot, kissing the lake and its castle.

A New day, a New ray of Life.

Un giorno nuovo, un nuovo raggio.

L'alba e tutto tace, tranne le luci dell'aeroporto.

L'alba arriva da dietro l'albero, timida.

Bacia il lago e il suo castello, appassionata.

Un giorno nuovo, nuovo raggio di vita.

L'estate deve sempre cominciare

Hai perso il filo, lo ritrovi per caso. Anche dopo un brivido della sera, lo vedi brillare.

L'estate, temi di perderla come una bambina. Ma quando cresci davvero, sai che è con te, ostinatamente.

Di più, l'estate deve sempre cominciare.

Una nuova occasione, deve sempre presentarsi. Forse, farà persino come la luna, riluttante a lasciare un cielo così blu sopra un villaggio.


Immaturità gioiosa (yes master Dee Snider)

L'immaturità gioiosa dev'essere questa. Che obbedisci all'invito perentorio di uno dei tuoi alfieri rock di diffondere un articolo su di lui a fianco di un bimbo difficoltà.

E di rispondergli pure: yes master. Non tralasciando le benedizioni, che si merita, da quando, ragazzina, ti aiutava a ribellarti. E anche un po' ora.

L'immaturità è sorridere ancora più felice, quando a lui piace il tuo post. 

Immaturità gioiosa, vorrei tenerti più stretta a me.


Spider in the Sky with Diamonds (vola, ragno magnone)

Spider in the sky with diamonds. Anche questo ragno ha i suoi diamanti, più splendidi di Lucy, morbidi come nuvole.

Lo scopro grazie alla cucciola, in questa ardita ragnatela che sembra una scala verso il cielo. Invisibile agli occhi, che preferiscono lasciare il passo al cuore.

Come il ragno magnone di Willy, creativo e ardito, tesse i propri limiti per andare oltre, oltre ancora.

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domenica 21 agosto 2016

Niente torna come prima ma

Dopo la tempesta, sprizzi luci di gioia.

Torni come prima, stavo per scriverti, mio lago.

Invece no, niente torna come prima. Ma diverso, migliore.

Notte e il mondo va raggiunto con la musica

I colori si mischiano nella notte, non i suoni. Tengo da parte un post di Michael Sweet, uno dei musicisti che più stimo. Per la voce straordinaria e ciò che trasmette, per la vita e il coraggio, anche di mettersi dalla parte più scomoda.

Su Twitter lo seguo volentieri, perché se la sua musica scuote in apparenza, conforta come lui e gli Stryper.

Per lui la fede è qualcosa da gridare a tutto volume, non da imporre però. Delicato e forte come il rock solo sa essere.

Raggiungiamo il mondo con musica capace di ispirare e incoraggiare le vite.

@michaelhsweet: Let's reach the world with music that inspires & encourages lives🙏 Ask your followers to follow @michaelhsweet and let's rock the world👊


È bello cullare e smuovere il mondo così. Anche quando si addormenta. Soprattutto quando lo fa.

Let's rock the world.

Notte e il mondo va raggiunto con la musica.

E poi tocco la verità

E poi tocco la verità. Quasi mi assale, la fiuto, mi sta afferrando.

La sento così in me, che mi sento pure costretta a fuggirla.

sabato 20 agosto 2016

Chiunque ti protegga

San Carlone, mi basta svoltare e trovarti di fronte per sentire la bontà della tua protezione. O tendermi dalla sponda opposta, dalle colline angeresi.

Un prodigio umano, eppure è solo questo. Ma guidato dalla fede verso Altro.

Chiunque ti protegga, dai pericoli, dalle nuvole, dai nemici (primo, te stesso) lo fa per un Altro. E per questo la gratitudine sale oltre il San Carlone, fin dritto alle nuvole e a ciò che celano, ciò che rivelano.

Notte e sì, è vero (nella chiesetta)

Nella chiesetta di montagna vuoi vedere che corro ancora in cerca di certezze umane. Figure e costumi immutati nei tempi.

E perché ne avrei bisogno? Mi giro e c'è un fantastico papà in stile metallaro, lunghi capelli biondi e una stretta potente che ti trasmette davvero la pace. E il canto della Comunione viene innescato da una creatura deliziosa, che resta in ginocchio più a lungo e che verrebbe etichettata come punk dai più. Bisticcia scherzosamente con il prete, quando questo fa una piccola reprimenda e ammonisce: mica ho detto forza Juve.

Tra abiti ed espressioni, c'è tutta la varietà di un mondo che cambia, ma che si inginocchia per amore, non per paura o costrizione.

Eppure la felicità umana più grande è quando la messa finisce e un piccino, rispondendo alla sua nonna, esclama: sì, è vero.

 A noi sembra che abbia parlato per Qualcuno più in alto e diciamo. E ridiamo di gioia.

Notte e sì, è vero.

Come fiumi controvento

Mi piace girare quando gli altri si rifiutano, perché la pioggia appare troppo minacciosa, specialmente nei loro suv e giubbini ugualmente preziosi.

Cavalco incerta fiumi controvento e assomigliano tanto ai miei contorti pensieri. Noi, incerti, quel che basta e già trattati da stoici perché usciamo.

Che dire del baldanzoso jogger controcorrente. E degli uccellini stretti nelle loro inzuppate piume, che a un tratto si rimettono in volo.

Cavalchiamo tutti fiumi controvento, quasi quanto nei momenti in balía del sereno.

A Dark Kiss (un oscuro bacio)

Un'oscurità che si scioglie in abbraccio, appena incontra la luce.

Fuse due nuvole, patto suggellato dalla luna.

E ora si baci la sposa. 

Non deve neanche dirlo, che fiorisce nel cielo il bacio oscuro.

A dark kiss
A light bliss


Un bacio oscuro 
Una benedizione lieve, di luce.

venerdì 19 agosto 2016

Piogge così irresistibili

Ci sono piogge così morbide e irresistibili che mi sembrano create apposta per fondere.

Desideri e paure, nostalgia e sogno, una carezza e un sussulto. 

Più di tutto, i versi di Rimbaud e Verlaine.

Notte e ci sono sempre nuove vie

Non è mai abbastanza esplorato un paese e anche la notte rivela sorprese. Nuove vie che spuntano dal nulla e per il nulla apparente, pietre che esprimono la meraviglia e alzano la voce per attirare l'attenzione.

Chissà perché di giorno mi era sfuggito questo pianeta dai tratti infiniti. Ora, con la nitidezza del buio, scopro nuovi varchi.

Notte e ci sono sempre nuove vie.

Non sappiamo proteggervi

Bambini, perdonateci: non sappiamo proteggervi. Dalle bombe e dai nostri falsi costumi. Dalle nostre agende virtuali e dai nostri smartphone impazziti.

Dai conflitti sanguinari e da quelli silenziosi. 

E da quella dannata voglia di trasformarvi in foto simboliche, invece che di tenervi come macigni sulla nostra coscienza.

C'è qualcosa di regale

C'è qualcosa di regale nell'attraversare vite, epoche, volti, croci e stelle. Senza fermarsi mai.

Solo procedendo più lentamente, ma con una ostinazione silenziosa. Di metro in metro, aggrappandosi a un ossigeno che non riesci più ad afferrare meccanicamente.

Lottando per respirare, senza perdere il passo e la fiducia, senza smarrire per strada lo sguardo sul futuro.

Dialoghi reali - Decidi tu

- Andiamo fuori a mangiare, decidi tu dove.

- sì, che bello, vorrei provare quel posto di cui ti parlavo.

- perché?

- come, perché.

- stiamo così bene dove andiamo di solito. Non mi va di provare un locale diverso.

- ma avevi detto: decidi tu.

- certo, andiamo nel solito posto: decidi tu.

giovedì 18 agosto 2016

Till the end - canzone per la notte

Essere ancora la persona che si era. Forse perché si è allergici ai consigli, ricevuti o impartiti.

E fino alla fine esserci ancora, anche se non ci sei più.

Ci sei ancora, se non ti hanno ingannato o usato: a volte persino se l'hanno fatto. Perché non importa cosa fanno gli altri.

Ma ciò che sei, fino alla fine.

E che brivido vedere, Lemmy, che già assaggiavi il paradiso: nessuna regola a cui sottoporsi.

Nothing to defend.

Till the end, Motorhead, canzone per la notte.

La luna non si scosta dalla pioggia

Molte cose mi commuovono, lo confesso. Ma una che mi afferra alla gola, è la luna che non si scosta dalla pioggia. Anzi, con le gocce frenetiche si realizza una corona.

Non salta oltre l'ostacolo, ma lo prende con qualcosa simile alla compassione; lo accarezza e lo plasma fino a rendersi più affascinante, più affascinanti.

La luna, la pioggia e una corona che insieme dipingono il cielo.


Notte e rompiamo le righe

Arriva quell'ora magica, quella che fa da spartiacque con la sera, senza seminare troppi indizi.

La accompagna la danza frenetica degli uccellini, che poi si ricompongono sui fili della luce. Dieci, venti, diverse decine ormai. Immobili, eppure basta che un altro compare si avvicini troppo e la creatura sfiorata si rimette in volo.

Infine, eccoli tutti impettiti o sognanti che fissano un loro orizzonte da quei fili tracciati dagli umani. Un piccolo esercito che non ha vane fierezze, né vuole insegnare cosa fare. Passa un aereo e pare andare (più) lontano, ma chissà se è così. E se i passeggeri bloccati in una scatola di metallo sono più liberi.

Restano quelle minuscole sculture sospese nell'aria. Non si può immaginare da dove giunga l'ordine, ma c'è. Quando si levano dai fili, lo fanno tutti, nessuno escluso.

Rompete le righe.

O forse il grido è ancora più magico: rompiamo le righe.

Noi. Ora. Insieme.

Notte e rompiamo le righe.

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Vent'anni fa la prima Scozia (my first Scotland 20 years ago and before that…)

Vent'anni fa la prima Scozia. Una vacanza messa su quasi per caso, sul balcone di casa.

La prima curva contromano, che poi pensavamo fosse l'ultima.

Le amicizie per sempre. Che sì, speravamo durassero. E forse era persino vero.

Le strade condivise, e quelle separate.

La prima sera di pioggia, a Dundee: con me convinta di essere a casa, e probabilmente ci pontificavo su, insopportabilmente,  a Dundee.

E poi scopri che ci sono isole dove è sempre estate, grazie alla corrente del Golfo.

E ti rendi conto che a Skye la Scozia si rivela senza freni, se la desideri davvero.

Ed Edimburgo sprizza vita e colori. Ti viene in mente di concludere in bellezza mangiando messicano, per non essere fissato sul menù scozzese: ti maledirai tutta notte.

E oggi, uno di noi non c'è più. Ma chissà se ride d'affetto, al nostro ricordo.

Vent'anni fa la mia prima Scozia. Eppure tutto iniziò prima, prima ancora. Come se fosse stata la mia alba.

Twenty years ago my first Scotland. No, many years before that. Much earlier, as if it had been my dawn.


mercoledì 17 agosto 2016

Piove il tempo

Piove il tempo di ricordarti che dolcezza e testardaggine si riversano insieme sulla vita.

L'erba non vuole inumidirsi, poi cede. Come a una carezza che si rinvia, solo per prolungarne la gioia. 

Piove il tempo di amare e non voler più smettere, mentre fuori i cuori si inaridiscono.

E pazienza se l'alba non ha colore.

Piove il tempo di dipingere con tutte le sfumature di un'anima.

Devi dirmi di sì - canzone per la notte

Se c'è un ordine che posso, voglio darti è questo. Devi dirmi di sì e ostento sicurezza, perché la possiedo nei tuoi occhi.
Scorre questa canzone, questo disco messo su da un'anima amica.

Una felicità senza pentimento, perché ogni giorno mi scopro migliore. Solo luce, non catene: il dono che ci è stato fatto in un mattino d'estate e per sempre.

Ti ritrovi in un mare di se, ma resto con te.

Devi dirmi di sì, Mina, canzone per la notte.

Notte e ciò che va a fuoco

Quando ti trovo nella tua più spregiudicata bellezza, il tuo fuoco divora anche me.


I miei dubbi, le mie ossessioni, il mio vagare sempre, a volte persino distante da te.

Ciò che va a fuoco, incontrandoti, è il peggio di me. E nella tua bellezza rinasco, ancora timida ma autentica. Quasi come una di quelle ultime nuvole a tingersi di rosa.

Perché va a fuoco anche la fretta, lasciando vivere la gioia di sfiorare te, lentamente.

Lago, cuore, cielo, universo.

Notte e ciò che va a fuoco 

Voglio stare al sicuro

Voglio stare al sicuro, attraversiamo senza incorrere nel pericolo numero uno: le auto che se ne fregano delle strisce.

Transitiamo con pazienza verso l'unico passaggio pedonale senza pericoli: quello regolato dal semaforo. Pigio il pulsante con sollievo e aspetto il verde amico. Esito solo un istante, come per godermi quell'attraversamento sicuro

Il tempo di vedere un'auto che piomba da lontano e si tuffa oltre il rosso e le nostre figure ora vacillanti.

Voglio stare al sicuro. E' quando voglio stare al sicuro che mi trovo nei guai. La vita come la strada.

Gangster nel bosco

Succede che dopo le danze macabre della tempesta escano i malandrini dal bosco. Incoraggiati dalle grida delle nubi e dei rami frenetici, schizzano fuori mischiandosi agli animaletti perbene. Quelli che, per intenderci, non toccherebbero mezza altra creatura.

Ma nel marasma tutti si confondono. I ghiri decidono di intraprendere le personali olimpiadi, lanciandosi sui tetti e correndo oltre i limiti delle zampette, la coda che sobbalza come un rimorchio. Gli scoiattoli non si sottraggono e ridono, ridono forte, lanciandosi dai rami vicino alle persiane. E zampotte pesanti e misteriose divorano l'erba con una furia gioiosa che soltanto la notte può ispirare, mentre i rapaci scavano rumorosi nell'aria.

Versi, versacci, arrampicate fracassone. In breve, un delirio che fa proseguire il ritmo della tempesta. E forse ne prepara un'altra.

La mattina i resti del festino o del destino. Gangster che lasciano piume, avanzi misteriosi rigettati e altro che non nominiamo.

Questo accade quando escono i gangster dal bosco.

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martedì 16 agosto 2016

I never cry - canzone per la notte

Non è una lacrima quella che scende ogni tanto. È quella fitta al cuore che entra nell'occhio e vuole magari volare via.

Cuori veri, come quello di quest'uomo, chissà se riescono a lasciarla andare. Cuori mai usati, fino all'incontro più bello.

E anche allora, commossi, ti dicono: posso bere troppo o sembrarti solo, ma non piango mai.

I never cry, Alice Cooper, canzone per la notte.

Non c'è più voglia di correre (grazie pioggia)

Sarà il canto della pioggia che addomestica e tiene il ritmo. Il resto non conta più, soprattutto non c'è più voglia di correre.

A rispondere, come un soldatino, a spiegare, a giustificarsi, a giustificare, a dare retta alla tempesta di voci.

Resto qui ad ascoltare solo la pioggia, con la sua saggezza da dinosauro.

Risponderò, quando ho voglia. Di giustificarmi, di giustificare, non c'è più voglia, portata via dalla pioggia.

Così fradicia da vederci chiaro, grazie pioggia, Amica nostra.

Notte e chi comanda la luna

Chi comanda la luna, che balla sulle nostre luci con placida insolenza. Si veste di nuvole, poi si spoglia e pare quasi di coglierne il riso.

Tutti noi ad accendere interruttori per sfuggire alla paura del buio. Mentre lei arriva, butta in aria, ricompone e va.
Ci dev'essere qualcuno che la mette in riga o almeno le dà suggerimenti.

E chi comanda la luna, dev'esserne un po' innamorato. Come di noi.

Dialoghi reali - la nuova tentazione

Mica è colpa mia se devo attraversare per forza la pasticceria per arrivare alla riva. È lì conficcata tra il parcheggio e la via del centro.

Vi ho preso la crostata di ciliegia, appena arrivata. Anzi appena arrivate io e la crostata.

Adesso ci casco dentro, sempre forzatamente, e vedo un cartello "Novità": a fianco un dolce di cui non svelo il
Nome, ma che ha un volto suadente e birichino.

Appoggio la tazzina del caffè e chiedo: nuovo nuovo?

- sì, signora.

- Sembra fantastico.

- sì, guardi è fatto...

- Non me lo dica, la prego. Per almeno quattro giorni (conto approssimativo fine panettone e biscotti più tempo smaltimento di due calorie).

Meglio che rimani così, tentazione senza nome, e non un'ossessione.

Ps facciamo tre giorni.

Sospinti insieme

Mamma anatra sospinge i piccoli sulle onde. Poche occasioni di sbandamento, un intervallo di disordine autorizzato. Poi si procede tutti insieme.

La via appare scura la mattina, ma c'è il sole che sbadiglia e partecipa. E quando si sono allontanati tutti, resta una scia di luce, come tracce delle zampette e di piccoli sogni di creature.

lunedì 15 agosto 2016

(Notte e) Preghiera di una creatura per la sera

Ti arrampichi  sull'altare di legno che è la vita e sembri rivolgerti più al lago che alla luna.

Hai compiuto tre anni e mi ostino a chiamarti cucciola, persino quando sei così seria e concentrata. Io penso in una preghiera, che sai dire - non recitare - meglio di me.

Una preghiera della sera, con il sapore di Rimbaud e degli angeli che sbarbava il nonno, o forse più alla Chesterton, con quella "inconsapevole gravità di fanciulla". Con la semplicità di una creatura che troppo spesso l'umano ritiene inferiore e che a volte mi sembra che veda tanto di più.

Anche oltre l'orizzonte tu scruti e scorgi qualcosa che io neanche so immaginare.

Eppure il tuo cuore umile e innamorato manda nei tuoi occhi il messaggio più prezioso: grazie.

Grazie, Signore, che ci hai creati, che ci hai portato qui su paesaggi immensi, che ci hai dato  amore e ci hai insegnato ad amare, anche quando non ci credono. Grazie di ogni creatura, abbracciata da San Francesco.

Grazie anche delle volte in cui ho paura, perché guardo accanto a me e trovo coraggio, nei volti e nelle forme che mi offri tu.

Grazie perché amo, nelle ombre e nelle luci della sera, e quella luna lì mi sembra di poterla toccare. Altrimenti stanotte sognerò di giocarci, ma piano, senza farle male.

Restare semplici e curiosi

Nel fracasso annunciato, restare semplici e curiosi come te.

Non c'è nessun altro al quale io voglia assomigliare, in questo momento e a lungo.

Protesi alla vita, senza sgomitare.

Luci che affiorano

Luci che affiorano, contro noi stessi, per salvarci e portarci nella costa giusta.

E se questa non esiste, poco importa.

Le luci guidano, di viaggio in viaggio, frugando nell'acqua a caccia di perle improbabili; sta a noi decidere se tuffarci o nuotare, coglierle o evitarle sazi del nostro buio.

Luci sull'acqua, quando di luce sembra essercene troppa. Ed è proprio allora che ci servono.

domenica 14 agosto 2016

Il sorriso dentro la festa

La foschia del mattino copre ancora la festa. Da lontano sentiamo i primi scampanellii, creature felici di irrompere nella mattina.

Tutto il resto è ancora placato dal sonno.

Tra poche ore sarà frastuono di festa.

Ma questi momenti mi restano nell'anima. Come dolce minuto nella frenesia un po' pacchiana di ferragosto.

Dietro, dentro questa festa c'è il tuo sorriso umile, Maria, quello che sa cambiare la storia e persino i cuori.

Notte e nuvole tutte

Nuvolette scure, dall'apparenza perfida, si infiltrano nel cielo azzurro. Durano il tempo di un pensiero molesto, che si industria per stare in superficie.


E nuvole rosa, quasi stucchevoli, camminano pigre sull'acqua. Le ultimi nubi bianche cercano di confondersi con la luce e con le vele.

Nuvole, nuvole tutte, parti di vita che si incontrano. Solo la notte le mette d'accordo, in un abbraccio.

Notte e nuvole tutte.

Sì, grida la farfalla

Nelle scorribande con la cucciola, ci imbattiamo in una missione terribile. È lei che nota la faccenda: nell'ultima creazione del Ragno Magnone è finita una farfalla. Ha ali rosse, intrappolate nel silenzio.

Lo so, non bisogna interferire. E commuoversi per una farfalla, e non per una mosca, è da umani. Che poi, che cavolate dico: avvertiremmo quella famosa, insopportabile fitta anche una mosca. Quindi, il vero quesito: il Ragno Magnone, che mangia? Che ne sarà?

Tutte domande legittime, ma sarà colpa dell'ultimo libro su Jim Morrison letto in questi giorni. Mi rimbomba nella mente quel desiderio immenso: sentire il grido della farfalla.

Forse lei, silenziosa nella fine, per niente amica, sta urlando qualcosa a noi.

Mi tuffo nel prato alla ricerca di un rametto, poi risalgo verso la ragnatela. Sotto lo sguardo attento della cucciola, infrango la rete che stringe la farfalla, ma lei non si muove.

Con il rametto riusciamo a sollevarla, senza che lei accenni il minimo movimento. Lo tendiamo sopra una pianta, con le speranze che ormai si sciolgono.

Finché lei sbatte lentamente le ali, ci prova. Sembrano così incollate che non c'è nulla da fare, invece il movimento riprende.

La farfalla spicca il volo. E forse stiamo urlando io e la cucciola, di gioia. Forse il Ragno Magnone, furibondo.

Forse lei.

Forse tutte le creature con le ali, dunque le creature tutte.



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Forever free - canzone per il giorno

La libertà del vento afferra anche noi, che stiamo correndo su una motocicletta o immobili a viverlo.

Eppure è solo una promessa. Di quando saremo liberi, davvero. E forse in questa forza che ci fa volare ci sono coloro che amiamo e sono volati avanti, di tutte le creature tornate alla fonte dell'energia.

Che tu veda o no la strada, dove ti sta portando, viaggi verso una libertà senza fine.

Forever free, Wasp, canzone per il giorno.

Una barca distante

Una barca distante, come in una canzone. Più veloce dell'orizzonte, più veloce della vita: tesse un filo tra due opposti che non potevano nemmeno sfiorarsi.

Una barca che non vuole solitudine o compagnia e neanche si accorge di chi la segue, ma sta al gioco delle onde, finché decide che è ora di riprendere la via. Qualunque essa sia.

sabato 13 agosto 2016

Tra le righe (qualcosa di nuovo)

Una vita a cercare di scrivere dentro le righe: non ne sono mai stata capace, così come i miei colori sfondavano i margini.

Poi apro il tuo quaderno, Elio, e so che devo scriverci qualcosa di nuovo. Di leggibile, di pazzo, di autentico, di svolta.

E mentre mi fingo ancora indecisa, leggo la frase che mi ricorda la marmellata appena assaggiata. Quel tocco piccante voleva dirmi qualcosa.

Sì, una buona ricetta: essere la nota piccante nell'eccesso di zuccheri.

Notte e cosa hai sognato

Pesco vicino alle onde un incontro fugace del giorno: quello di una coppia che passeggia lentamente. Il faticoso procedere di lui emana una strana pace, al braccio di lei.

E non parlano, finché placidamente la donna interrompe il silenzio. 

- che cosa hai sognato, questa notte?

Mi allontano per non raccogliere una risposta, che appartiene solo a loro. Ma scandisco la domanda e domani mattina vorrei saperla ripetere con tanta dolce caparbietà. Con la volontà di entrare in quel luogo unico che è chi si ama.

Notte e cosa hai sognato.

Dialoghi reali - Irriconoscibile

- Guarda, c'è quella mia vecchia amica sul balcone.

 - Salutala, falle cenno mentre passiamo in auto.

Ciao ciao con la manina. La signora impassibile.

- Forse non ti ha vista.

- Ma no, non mi avrà riconosciuta.

- Da quanto tempo non vi vedete?

- Due, tre mesi.

Irriconoscibili, in effetti.

Dialoghi reali - chi capisce le donne

Due uomini camminano lungo la viuzza.

- abbiamo chiuso l'auto?

- sì.

- hai le chiavi?

- sì.

- allora falle riporre da lei.

Indica la donna pochi metri più avanti, con una grande borsa. Dove poi frugherà disperata alla ricerca delle chiavi.

Ma le troverà. Perché le donne (le) trovano sempre e lui lo sa.

Grazie signore per il rinforzo sulla vicenda chiavi 🌷.

Vedere che cambi

Se fossi lo stesso lago o lo stesso cielo, forse non ti crederei.

Ma in te si specchiano i laghi che ho accarezzato, i cieli che mi hanno vegliano.


Sarà per questa ragione che vederti cambiare mi dà certezza che tutto rimane uguale.

venerdì 12 agosto 2016

Ma è la luce

È impastata di foschia e timidezza, scende ancora a fatica sulla terra e quasi inciampa sull'acqua.

Ma è la luce. Indecisa e ancora più affascinante. Impalpabile, eppure  capace di far scoprire ogni cosa.

Se anche rimanesse così confusa, è l'unica a cui offrire i miei passi.

Lei viene e va, senza chiedere.
Ma è la luce, che dà le risposte.

A casa, lontano

Ho dovuto allontanarmi da casa per vederla.

E tornare a casa per vedere lontano.

Eppure c'è la "sorellanza"

Sì, lo so, spesso sfuggo alla "sorellanza". Nei negozi di cosmetici mi annoio a morte, quando non mi metto a starnutire. Non coltivo la minima passione per le scarpe. E potrei continuare l'esasperante lista di luoghi comuni.

Ma quando vedo una donna frugare febbrilmente nella borsa, lo sguardo spaesato, le labbra strette e le mani che si rincorrono, perché non trova le chiavi… allora sì, sono colta da spirito di "sorellanza".

Tanto da cedere piacevolmente a un luogo comune. E da assicurarmi con un gesto meccanico sul luogo segreto dove sono riposte le mie chiavi.

Notte e ora parla l'armonica

Un giorno di musica fracassona, di quelle che rendono soli nella folla. Ma adesso si avvicina lei. Esce dalla sua custodia, contempla il panorama morbido della sera e canta sottovoce.

Il suono che si trascina, il fiato che diventa una, due note. Canzoni che danno il cambio ad allegria e nostalgia.

L'armonica scava una strada piccola e calorosa nella notte, dove custodiamo questa emozione prima di lasciarla viaggiare.

Noi silenziosi. Lei ha qualcosa da dire.

Notte e ora parla l'armonica.

Incontri su un pezzo di pane

Adoro il mio Paese, quando si incontra persino su un pezzo di pane. 

Il burro piemontese si posa con quell'asprezza morbida che aspetta solo un incontro. Così, chiamata, scende un cucchiaio di marmellata calabrese. Sì, diciamo un paio. Clementina più peperoncino: senza inutili conflitti, solo ringraziandosi a vicenda e completandosi.

Le Terre di Zoè e il filo con la Calabria mi arrivano come scoperta dalla Lombardia, dalla Solbiate Olona che mi ha vista crescere e che mi vizia un po' ancora, con le delizie che incontro nella pasticceria di Gianluca Colombo, cugino che è un vulcano di idee e iniziative.

Pizzica, questa marmellata, e lo fa in modo irresistibile per me.


Perché dai sapori piccanti ho sempre tratto un'energia inaspettata, io lombarda. E il burro piemontese, lo sento, approva che io adori il mio Paese anche così, quando si incontra e si fonde senza perdere le proprie, orgogliose caratteristiche.

E arriva un ostacolo

Quando ti sembra di pattinare sulla seta, spunta un ostacolo: aculei ispidi e violenti, una voragine o un muro ruvido e ottuso.

Arriva un ostacolo.

Lo guardi, lo detesti il tempo necessario per sentirti vittima, quindi lo osservi bene: è l'occasione per saltare oltre, misurare i muscoli della tua anima, stenderlo o abbracciarlo tanto che ti accorgi che è un sorriso rivestito di pietre.

Sta a te.

Arriva un ostacolo. E la tua occasione per crescere.

giovedì 11 agosto 2016

Nuotare nel cielo

Nuotare nel cielo, al primo sguardo della mattina. 

Sentirsi goffi e felici, mentre sfrecciano vicino le creature con le loro ali precise e avventurose.

E quando decidi che non è più tempo di sognare, volare ancora, volare più alto con gli occhi e la fiducia.

Luoghi che diventano irrinunciabili

Puerto de Santa Maria. Un post su Facebook  mi conduce sulla pubblica via, sotto il sole.

Non ci sono mai stata, ma non so contare le cartoline con quegli scorci. La donna andalusa che mi ha allevata, non me le faceva mai mancare.

E c'è anche il Brasile, San Paolo: dove sarei dovuta andare, in anni insospettabilmente lontani. Fuggendo a Rio per misurarmi con l'impresa di mio padre.

E il Cairo. E il Camerun che si apre come un cielo gioioso la mattina.

quanti luoghi desiderati, e mai visti. Forse anche per questo diventano irrinunciabili, nella mente.

Notte e tutto inizia sui laghi

Da quando Willy si è trasferito sulle pagine, mi è mancato il suo abbraccio sotto il tramonto.

Che anno folle, spaventoso e amorevole a fasi alterne. Poi il lago arrossisce quando vedi che ti fermi, così gli altri che gli tengono discreta compagnia.

Il tramonto scherza con tutti e una giornata speciale sta finendo, tra gli applausi mai sguaiati del bosco.

Ma qualcosa inizia, mentre ritrovi Willy tra le mani. Anzi, tutto.

Notte e tutto inizia.


mercoledì 10 agosto 2016

Direi basta

Lo sta sussurrando anche la mattina, appena risvegliata.

Sei appena desta e già ti ostini a riordinare cocci di vetro per ferirti. Già stai pensando a tutto ciò che devi fare, a ciò che a fare non riuscirai, a quello che non vuoi eppure ti sta cucito addosso.

Bene, basta.

Direi basta.

Osa ripetere con la mattina ancora confusa: basta.

Lascia cadere tutto per terra e allontanati, perché è altrove il tuo cammino, distante da cocci e respiri affannati.

A casa, lontano

Ho dovuto allontanarmi da casa per vederla.

E tornare a casa per vedere lontano.

Notte e dove andrò mai

Ci sono notti che attraverso troppo spesso, in cui vedo tutta la nuda oscurità e persino le luci fittizie si alleano con il buio.

Ci sono notte in cui sembro girare a caso, persino quando le strade sono più che conosciute. Anzi, forse proprio per quello.

Dove andrò mai, mica so rispondermi: ed è già rischioso porsi la domanda, tra cartelli improvvisamente stranieri.

Ma forse proprio per quello, mi ritroverò.

Notte e dove andrò mai.

Pieno di belle persone

Ogni volta che esco da un luogo magico, dove il dolore non perde mai il sorriso, né la riconoscenza, porto con me la frase del mio amico.

- il mondo è pieno di belle persone

La fatica fisica nel dirlo scompare sotto la luce del suo volto. E io ci credo, davvero.

martedì 9 agosto 2016

Infinita parete

Quando sembra appena sbocciato, il cielo può schiacciarmi.

Un'infinita parete in cui non posso trovare un posto, nemmeno da guardare da lontano.

Finché la brezza del mattino mi sfiora e io mi dico che anche se non so alzarmi o proprio per questo, il cielo si è chinato ad abbracciarmi.

Notte e se sono coraggiosa

La tempesta comincia a sussurrare e io la ascolto con piacere. Coraggiosa, eh? Sotto un tetto, nell'apparentemente più tranquilla città, mi piace vincere facile. Magari in preda a un'illusione.

Ed è bello parlare di coloro che scappano, quando noi siamo seduti.

Di coloro che sbagliano, quando i nostri errori sono invisibili.

Che sarà mai una tempesta, quando non devo affrontare la traversata dei sottopassi. Quasi quasi ci palleggio un po'.


Notte e se sono coraggiosa (è perché mi sento al sicuro)

Una donna si deve giustificare

Una donna si deve giustificare, per natura e statuto.

Se è magra o formosa, se ha pochi capelli o troppi, se già sono argentati, o troppo ossigenati. Se è troppo intelligente o affonda nella propria stupidità. Se ha troppi figli o non riesce o non vuole averne mezzo. Se piange (come una stupida) o ride (come una stupida).

Se fa carriera (sarà andata a letto con qualcuno) o se non la fa per niente (sarà stata troppo orgogliosa).

Un uomo non si deve mai giustificare. Neanche se si comporta da pirla.

Dialoghi reali - La vera domanda

- Hai visto che bello è il frigoriferino nuovo?

- Sì.

- E' blu.

- Già.

- Maneggevole, comodo… senti…

- Sì?

- L'hai caricato nel baule?

Sapevo che sarebbe venuta la vera domanda.

lunedì 8 agosto 2016

Diamo una zampa. Anzi la pappa

Mi capita di andare daI guerriero Lello con la convinzione di poterlo aiutare un pochino. Coccole, pappa speciale, per affrontare anche le terapie con più energia al canile di Busto dove l'Apar cura lui e gli altri amici con dedizione.

Ma Lello mi disarma ogni volta. Il suo sguardo luminoso, la sua zampina che subito cerca la mia mano... Ecco, mi sta già aiutando lui. A vedere la grandezza semplice della natura, a capire che la sofferenza non svuota la vita.

A voler bene. In queste parole già c'è tutto.

Però c'è un modo di dare una mano, una zampa, in questo periodo più che mai: portare loro le pappe.

Il canile in via Canale ne ha bisogno, specialmente umide, perché in agosto la lotta si fa ancora più dura.

Li aiutiamo? Lello e i suoi amici sapranno ricompensarci.





DAL VANGELO
Disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri».

Quando ancora nessuno

Quando ancora nessuno osa parlare, come se temesse di cancellare l'ultimo sogno.

Il latrare incerto di un cane, una porta sbattuta per sbaglio, una frenata attutita in lontananza. E quell'uccellino che si ostina a dire la sua, anche se pochi lo ascoltano. Ma è troppo felice della vita, degli occhi della compagna, di una nuova giornata.

Lo zio è tornato da Marcinelle

Mio zio è tornato da Marcinelle e io ero troppo piccola per capire, anche solo intravedere.

Il suo volto non era scuro e io alle miniere neanche avrei potuto credere.

Quel viso magro, con pieghe come pensieri, era spesso immobile. Sua moglie macinava parole di tenerezza, quando io ero piccina, e mi portarono sul Sacro Monte per curare la mia malattia bambina.

Chissà come curò mio zio, quel dolore che non rivelava. 

Notte e (come) due vecchi amici

In agosto ci si può perdere davanti a un'insalata infinita, per riuscire a raccontarsi.

Tu mi sveli qualcosa che ti stava rodendo, o fingeva di farlo: adesso, cambierai opinione su di me. E a ogni parola, ci provo, ma non riesco. Ho ancora nella mente i tuoi occhi - pochi istanti prima  - che si velavano al ricordo di un amico.

Io scuoto la testa: non riesco a cambiare opinione. Ma ora lascia raccontare me. Ti dico ciò che mi è accaduto due settimane fa. Quando una donna mi ha dimostrato, con poche parole e occhi sofferenti, che il tempo è gentiluomo. Me l'ha confessato, proprio come diceva mio fratello. E in quel momento tutto è crollato e rinato: non siamo noi a dover fare giustizia, ma chi ne sa più di noi.

Tutto è così chiaro, eppure i miei occhi si offuscano, si velano al ricordo di quel momento e di mio fratello.

Oggi siamo qui, in una pausa prolungata di agosto, come vecchi amici. Vecchi amici, improvvisamente.

Notte e (come) vecchi amici.

domenica 7 agosto 2016

Il cielo urla o sussurra

Ci sono mattine d'estate come questa, in cui mi sveglio perché il cielo sembra urlare.

La sua voce calda si infila in ogni pertugio della coscienza e io non riesco più a sognare.

Mi chiedo cos'abbia da gridare. Oppure sussurra, come sempre, ed è il silenzio che sappiamo fare, solo in certe mattine d'estate, a renderci capaci di ascoltare.

Notte e i giochi (non) stancano

Nel bosco d'estate non sembra esserci spazio che per i giochi. Anche se i ricci cominciano a cadere, minuscoli e prepotenti per la chance mancata, e feriscono, quanto feriscono.

Eppure continuiamo a correre scalzi. A ridere, arruffati e stanchi. Perché i giochi d'estate stancano, i  muscoli che si stupiscono della loro forza e poi sul più bello vacillano. La pelle arrossata, brucia: solo per tornare a farsi mordicchiare dal sole l'indomani.

Perché i giochi sono fatti così: stancano il corpo, perché la mente non stancano mai. E siamo già pronti a ricominciare.

Notte e i giochi (non) stancano.

Doctor doctor - canzone per la notte

Sì, lo so che sto andando troppo veloce. Correndo tra la vita e l'amore. Ma non è colpa mia se li hanno separati.

Dottore, dottore, per favore. Non lo sa che non posso vivere altrimenti. Che non posso stare lontano.

E se striscio su un pavimento, le sembrerà bizzarro. Ma forse è perché ho coraggio.


Doctor doctor - Iron Maiden - canzone per la notte.

sabato 6 agosto 2016

Un nastro rosa, da qualche parte

Il cielo sembra immusonito, poi compare un nastro rosa inatteso. Chissà se conosco la mano che l'ha steso con pazienza sull'orizzonte, prima di lanciarlo.

Forse mi ha svegliata la sua risata bambina. O forse la voglia di vedere un nastro rosa. Perché anche nei sogni più cupi c'è un nastro rosa da qualche parte.

Tante lacrime, tante vite

Ci sono tante lacrime, come ci sono tante vite.

Alcune, te le prestano. Altre, te le infliggono. Altre sono un dono che ti sfiora e ti chiarisce.

Scorrono le lacrime, almeno più libere dei sorrisi, e anche più silenziose.

Notte e se assaggi la libertà (libera)

Voglio addormentarmi così: non con gli atti di umana arroganza, che decidono chi deve vivere e chi morire, chi può parlare e chi no.

Voglio scivolare nel sonno con l'immagine del giornalista iraniano, finalmente libero, che strappa alla prigionia i granchi acquistati e li restituisce ai loro movimenti e al mare.

Se perdi la libertà, la vivi più di tanti altri manichini che passeggiano. Se la ritrovi, se la assaggi in tutto il suo gusto irresistibile, finamente, non ti accontenti. Al punto che se trovi una creatura imprigionata, sai cosa devi fare: liberarla.

Notte e se assaggi la libertà, libera.

Dove corrono le nuvole

Dove corrono le nuvole, strette tra il lago, l'aria e il nostro sguardo.

Neanche sapevo che potessero muoversi così rapidamente. Mi parevano immusonite e ingombranti.

Al contrario, ecco che corrono, inciampano, danzano persino. Sembrano dirette verso il lago, ma credo sia troppo piccolo per ospitarle tutte.

No, forse non è così. Perché vedo che il suo cuore si dilata e offre loro uno specchio per contemplare la danza.

Dove corrono le nuvole, che importa, finché ci fanno tenere lo sguardo incollato al cielo.

Qualcosa che non hai mai fatto

Inizia con una decisione, ammonisce dolcemente il rabbi. E tu sai cosa serve, per scendere da una giostra infausta.

Qualcosa che non hai mai fatto.

Qualcosa che non hai mai detto.

Un volume che finalmente alzi.

Un colore che improvvisamente scegli.

C'è solo una direzione per cambiare meta: ed è quella diversa da prima.

Qualcosa che non ha mai fatto, mette in circolo nuove energie. E ti riconosci per ciò che sei, non per ciò che ti è parso troppo a lungo di essere.