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giovedì 2 aprile 2026

La fiducia è una preghiera

 

Prima che scendesse la notte e si colorasse di solitudine, ti sei posato tu sull'erba dei pensieri. Il primo ad arrivare, a consolare, a ricordarmi il ciclo della vita.

Sei arrivato, sul prato della chiesa, o meglio sei tornato. Mi hai portato il sorriso e il canto che tessera papà per dialogare con i tuoi simili. Mi hai fatto pensare a Zampillo e alla sua lezione di cinque anni fa: il merlo che mi chiese aiuto un'alba e un'alba se ne andò, affidandomi pensieri importanti.

Che cosa cercò di insegnarmi Zampillo? La fiducia. Così hai fatto tu. Mi sei venuto così vicino, che io avevo quasi timore a muovermi, mica di spaventarti. 

Fidati.

Stavo andando in chiesa, dal mio Signore, e non sapevo ancora cosa avrei fatto. Una preghiera fuggevole, per tornare quindi di corsa a chi pigolava a casa. Invece, dietro la porta il tempo si è fermato, come me.

Quando sono uscita, il prato taceva, insieme alla mia mente. 

La fiducia è una preghiera, che non senti nemmeno mormorare, ma entra in te e vola con le ali fragili di un merlo. Così la notte, per quanto percossa dal vento, ti incute meno paura.