nei cassetti di Malu
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
giovedì 15 ottobre 2026
È tutto in dissolvenza
domenica 11 ottobre 2026
La domanda più bella e ciò che so veramente
A ogni presentazione di Figli del Rock, incontro la domanda più bella. Una classifica, dunque, che si aggiorna di continuo, perché le persone sono una fonte inesauribile di scoperte, prima di tutto su se stessi.
In quello scrigno meraviglioso che è Libooks a Cantù (come sono volati gli anni, da quando appresi della decisione di Manuela, pronta a intraprendere questa strada), accanto a Carla Colmegna è affiorato un interrogativo da parte di una figlia del rock, che già mi aveva fatto riflettere molto sull'attesa e altri elementi del nostro passato.
- Che canzone, che verso ti tatueresti?
Ora, sono ribelle anche verso i tatuaggi per il semplice fatto che non mi piace qualcosa che resti per sempre addosso a me, ricercatrice perenne. Ma questa domanda mi ha costretto a sintetizzare ulteriormente ciò che conta, ciò che mi guida, ciò che cerca di restarmi impresso.
Istintivamente, sono tornata a una delle mie canzoni preferite, Sure Know Something. Per me, fedele socratica, può sembrare una contraddizione, eppure nella mia ignoranza rimane qualcosa che non si lascia travolgere, più una sensazione che una certezza razionale. Ma qualcosa senz'altro so, qualcosa che mi sprona nei momenti più bui, che mi consente, pur a fatica, di non perdermi, di cancellare anche le macchie apparentemente indelebili.
Qualcosa che non so definire, ma che mi permette, accanto alla forsennata esigenza di giudicarmi e bocciarmi, di volermi bene e perdonarmi. Solo così posso sussurrarmi, come Paul Stanley: ho giocato d'azzardo, ma non sono lo scemo di nessuno. E alzare la testa con un sorriso che gioca con una lacrima.
mercoledì 7 ottobre 2026
Tutto è scritto dall'inizio (il manuale trascurato)
Dalla cantina di papà affiorano con pudore le etichette di don Giacomo Cauda. Sono sempre state lì, una presenza timida, perché lui, dal parroco di Castagnole Monferrato, faceva arrivare le bottiglie, non le damigiane, a differenza di altri amici.
sabato 3 ottobre 2026
Voi siete una super band. E i tempi migliori devono arrivare
Sto ancora cercando non di domare, ma di mettere in uno strano ordine le emozioni di questa giornata, gioiosamente segnata dalla presentazione di Figli del Rock nella sede e nel cuore di Progetti Fantasia, a Magnago.
Strano, perché notoriamente non mi appartengono queste operazioni: mi piace lasciare che le sensazioni galoppino in me. Mentre assaggio l'autunno in uno dei miei ristoranti nel cuore, vengo catturata da una canzone dei Manic Street Preachers.
Paint your face with what you like
Wear your love like it is made of hate
Born to destroy, born to create, born to create, born to create, born to create
Clear your heads and get ready to run
So when you hear this autumn song
Remember the best times are yet to come
mercoledì 16 settembre 2026
La mia prima canzone, il fiume
Calipolis. foto di Filippo D'Angelo
mercoledì 26 agosto 2026
Adesso svegliati. Ciò che mi ha insegnato Tim Curry nella notte, ogni notte
Sono una figlia del Rock(y horror). Non ho mai saputo cosa fosse una cultura dominante, perché per me le culture sono tante, né ho bisogno di asterischi e altri strumenti artificiali.
Don't dream it, be it, è stato solo uno dei democratici ordini scanditi da Tim Curry-Frank nel Rocky Horror per me, quel pensiero di Richard O' Brien fatto esplodere dalla prepotenza cortese di Tim.
Quando vidi il Rocky Horror Picture Show, decisi anche che dovevo scoprire quest'uomo incredibile in ogni parte. L'ho seguito con passione - dovrei dire, con antici-pation, ma non so farlo come lui - ma non solo nei grandi film, dove spesso ricopriva il ruolo del cattivo, talvolta finendo male come Frank.
Volli fortissimamente guardare "Times Square" e andai ragionevolmente fuori di testa intercettando "Pissing in a River" di Patti Smith; seguivo con ansia le sorti delle Sorelle Pattumiera, ma la voce di Tim nella veste di deejay mi guidava e a modo suo mi rasserenava.
In fondo, ribadiva ciò che mi aveva già spiegato senza mettersi in cattedra. Un insegnante anticonformista, che sceglieva la vita.
Adesso svegliati.
Ho reso omaggio anche al Rocky Horror nel mio libro "Figli del rock", ma non a lui, a Tim Curry. Lo sussurro oggi, quando non oso cliccare sulla sua autobiografia che ho acquistato tempo fa, a patto che fosse plasmata dalla sua voce. Quando ho tante battaglie, dentro e fuori.
Ma io so ciò che mi ha insegnato Tim Curry nella notte. In ogni notte.
Adesso svegliati: incontrerai un incubo o la realtà, a volte entrambi. Ma se lo vorrai, ti aspetta un sogno che sta solo a te realizzare.
ps Tim, e se per una volta fossi stato proprio Frank, e avessi scelto di partire dopo Dolly Parton? Come lui sognava di indossare i vestiti di Fay Wray.
martedì 18 agosto 2026
Quello che racconta (di noi) l'estate
La chiamata dell'estate era irresistibile, mi alzavo come un automa, nonostante dovessi separarmi dalla mia musica apparentemente, ma tanto mi restava entro. Mi inchinavo ai versi di Jim Morrison.
Che sarà di noi, quando l'estate sarà finita?
Improvvisamente, eppure con una sua bizzarra lentezza, l'estate si è trasformata in una prigione. Una cella dove non si respira, dove bruciano esseri e sogni, dove soppesi ogni respiro di chi ami. Quando si preannuncia la sua fine, o almeno una sua cospicua esitazione, si fa strada il sollievo.







