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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

venerdì 17 luglio 2026

Prendendo note e nota di me stessa

Sul pianoforte qualche mese fa ho posato uno spartito, accanto a un minuscolo blocco di appunti. Non è la mia canzone preferita e ragionavo anche su quanto raramente io l'avessi suonata, eppure quell'immagine mi scatenasse riflessioni e sensazioni dentro. I, la parola più breve e in grado di fare più rumore: il sottile confine tra perdersi e trovarsi, tra esibirsi ed essere. 

Sull'album The Elder dei Kiss c'è tutto un dibattito che trascurerò, del resto anche nel mio nuovo romanzo un passaggio sfiora questo tema. Ciò che è certo, è che questa canzone mi ha sospinta negli anni della adolescenza, con tutti i loro dubbi. Non mi ha sempre asciugato le lacrime, quello potevo farlo solo io. Ma piano piano, con l'aiuto dei miei amici rock e delle canzoni che via via mi porgevano, ho pensato che sì, non c'era nulla che non potessi fare: a meno che non lo volessi.
Ecco perché questo spartito per ora riposa sul piano, un promemoria, un invito a credere in me, a urlarlo dentro me stessa e a farlo ancora più forte quando non mi viene affatto. 

Prendo note e prendo nota di me stessa. 
  Now I, I believe in me And I, I believe in something more Than you can understand 

 LA STORIA QUI

sabato 11 luglio 2026

La musica, che mi ha permesso di crescere (ma non troppo). Let's rock con il mio nuovo libro




La musica in questo blog non è soltanto di casa: ne è un tratto fondamentale, fin dall'inizio. Dalle canzoni a lungo condivise per il giorno e la notte, alle piccole follie di una donna che cresceva ma non troppo.

Ecco perché qui non c'è stupore, nel soffermarsi sul nuovo romanzo che ho appena pubblicato con Progetto Cultura.

FIGLI DEL ROCK QUI  E QUI  con naturalezza.

Il rock, in gran parte. Ma non solo, perché la musica mi ha guidato, scosso e coccolato in tante forme. Mi ha salvata, di frequente.

Ho parlato di me? No, o forse anche. Di persone reali? No, o forse anche. Nella vita i gruppi e le canzoni che hanno scandito i miei giorni, momenti, gioie e lacrime, non l'hanno fatto esclusivamente con me. La musica è qualcosa di così personale, eppure comune.

In queste pagine si traccia la storia di un'esistenza, e forse di molte. È un'omaggio alla musica, ma anche all'amicizia: dalle dediche iniziali a pagine in cui si riflettono volti e anime. 

Anche nel mio blog, voglio esprimere la gratitudine per Andrea Camesasca, imprenditore che condivide con me l'amore per il proprio territorio e per la natura e profondamente rocker: la sua prefazione è un dono per me. 

Parleremo, canticchieremo (io no, non preoccupatevi), suoneremo in futuro a partire da queste pagine.

Ma restate sintonizzati: la prima tappa del tour è il 24 luglio a Samarate ore 20, Villa Montevecchio, nel festival organizzato da E20Dversi. 




giovedì 2 luglio 2026

Sereni sotto la pioggia

 

La pioggia mi ha avvolto le speranze e la pelle, prima di fuggire nuovamente. Una tempesta che non conosceva aggressività reale, bensì sembrava voler soltanto liberare dai pensieri.

E liberi da pensieri ho visto due uomini. Uno dai capelli grigi, che camminava lentamente mentre l'acqua lo abbracciava, non lo percuoteva. Così un giovane, poco più tardi: tutti a correre accanto ai palazzi, cercando fragili ripari, lui no in marcia lieve, con un'ombra di sorriso.

Sereni sotto la pioggia, ad accogliere ciò che viene con estrema libertà. 

mercoledì 10 giugno 2026

L'ultimo bacio, prima di lasciare il deserto


 Immagine elaborata da Claude

Un ultimo bacio, lassù, prima di lasciare il deserto. Penso a queste cifre in apparenza incolori del mio traguardo di anni, 58: hanno un senso solo mettendomi allo specchio, come soleva fare mio padre scherzando. Allora lampeggia il numero che fotografa la sua partenza verso il cielo.

Eppure, nella mia vita carica di inciampi, c'è un accostamento che mi indica identità. Quarant'anni sono trascorsi dalla maggiore età conquistata, quel giorno in cui gridai "Adesso sono libera" e finsi di non udire la beffarda risata attorno a me.

Con Mosè ho camminato quarant'anni nel deserto, quel Midbar in cui mi ha guidato da ragazza don Lorenzo. Parole di ricerca, in un silenzio di saggezza: ho vagato e vagato ancora.

Mi sovviene di quell'unica mia tappa nel deserto fisico, sul monte Sinai: uno dei momenti più cruciali della mia esistenza, carico di Sehnsucht. Le stelle si rivelarono veramente tali, tanto da non riconoscerle successivamente più in alcun luogo. Il cielo si scioglieva nel rossore, cullato dal canto di un pope, e io mi sarei fermata volentieri.

Ma non era possibile, non era giusto.

Quarant'anni di cammino nel deserto, le calzature che si sono sfaldate, i muscoli tremanti, gli occhi che vedono molto meno e meno ancora vorrebbero talvolta vedere.

Due astri si allineano e cercano l'ultimo bacio, prima di lasciare il deserto: un po' di coraggio dopo la lunga prova, attendendo le sembianze della prossima. Non ho paura della notte, ci sono nata in mezzo. È che adesso non posso più raccontarmi di essere inconsapevole, persino se è così. 

Some people wait forever
Some people just run out of time
Some people live in darkness
And give up just before the light
You (you), me (me)
No, we won't back down
Let all the others wait
I want someday, someway, right now

Paul Stanley 

lunedì 8 giugno 2026

L'opportunità di arrivare in tempo

 

Sono afferrata alla gola, attirata e deviata da "Person of Interest". Tuttavia, questa sera risalendo all'origine della serie ho compreso il motivo del fascino.

Quello che viene offerto a Reese è l'opportunità di arrivare in tempo. Vi rendete conto che chance straordinaria essa sia? 

Non perdere un istante, non dire: sono giunto troppo tardi. Non piangere: non avevo capito.

L'opportunità di arrivare in tempo. Prima che si venga straziati, abbandonati, dilaniati. Un tesoro che non si può conquistare, se non in rare concessioni.

mercoledì 3 giugno 2026

FinInizio

 

Scivolando fuori ad un'alba già in fuga, il nostro sguardo si è fissato incerto lassù. Ma che è, la luna si è attardata? E dove si è infilato allora il sole?

La fine. L'inizio. Che accadrà mai lassù, per non parlare di quaggiù.

FinInizio. Non uno scioglilingua, ma la consapevolezza dolorosa eppure liberatoria che nulla dipende da noi, che i nostri prossimi passi non sono scontati, i pensieri si stanno già dissolvendo nell'aria. Siamo pronti a cominciare qualcosa, come se potessimo farlo davvero, e l'unica carezza di morrisoniana memoria è la fine. 

Torniamo ad arrampicarci con lo sguardo e c'è un dettaglio che forse grida più di tutti: chiunque sia lassù, è così solo o si tratta di un grande equivoco, ed è immensamente libero? Tutto quel chiacchiericcio che ti hanno rifilato nella vita i lontani, e ancor più i vicini, è sprofondato nel silenzio.

FinInizio. Potessi fare qualcosa, probabilmente nemmeno lo farei. Starei lì a guardarmi attorno, come fa quell'essere in dissolvenza, senza espressioni, senza giudizi.

venerdì 29 maggio 2026

Qualcuno di cui

 

Qualcuno di cui prendersi cura, per un istante, un giorno o nell'incontenibile incedere del tempo.

Qualcuno in cui rispecchiarsi, con cui perdersi o ritrovarsi.

Anche se il tempo non ti appartiene sfacciatamente, non ti senti solo schiacciata in un ruolo: le vere vittime sono quelle che si credono padrone del proprio tempo e di ogni tempo.

Qualcuno di cui prendersi cura, fosse anche se stessi, un giorno di bellezza infinita e un altro di tortura.

Come il fiore che sa raccontare tutto il proprio splendore in una manciata di ore, chiudi la porta alle voci inconsistenti e abbracci coloro di cui ti prendi cura, che ti fanno dannare e ti insegnano l'amore, tutto insieme.

Qualcuno di cui. E sempre tu.