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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

venerdì 27 marzo 2026

Costa la Primavera

 

Per distogliere un istante gli occhi da te, dal tuo esitante avanzare, ci vuole un piccolo miracolo di bellezza. La bellezza autentica, non sfacciata, quella che ti ricorda quanto costi portare colore e gioia agli altri. A te stesso, di più ancora.

Alzo gli occhi e incrocio questi petali rosa appoggiati su un telo blu spazzolato dal vento. Ciliegio ornamentale, mi rammenta l'Ia e il pensiero corre al ciliegio che non posso più abbracciare, a tutti i miei amici che ho lasciato immersi nella terra.

Mi scatta dentro la lezione del prof: correggere il pensiero, per non lasciarsi ferire e non ferirli di più, perché da qualche parte restiamo connessi alle nostre amiche piante, nessuno può davvero recidere il nostro legame.

Lo sguardo va allora oltre l'esplosione di rosa e azzurro per impigliarsi nei rami accanto. Nudi ancora, o in procinto di vestirsi svogliatamente. Un contrasto che mi fa bene, perché mi ricorda  il prezzo da pagare, sudare. Di un sudore gelido, che inchioda alla terra senza appartenerle e poi fa risalire, senza promesse durature.

Costa la Primavera e per questa ragione impossibile è non commuoversi alle sue carezze.

giovedì 26 marzo 2026

Sono passati Gli Anni e molti sogni, noi no

 

Mauro mi ha spiazzato ancora, la gente a teatro altrettanto. L'anno scorso, a Milano, prima che scendesse un'altra scure sulla vita, avevo ricevuto una scossa potente di cui ancora non potevo valutare l'impatto rigenerante. Se ho attraversato questi mesi, è anche alla capacità insospettabile di "tenere il tempo" nei momenti più ardui.

Perché tornare dopo un anno al suo spettacolo "Alla ricerca dell'uomo ragno", nella mia città? Forse perché sono una consumatrice seriale di spettacoli intrisi di musica e storie, ma ancor più perché adoro la parola ricerca. La adoro e la detesto, se penso a tutte le volte in cui mi sono persa.

Nonostante il robusto vaccino rock (ma mica sarà un caso che Mauro Repetto mi offra così presto Bon Jovi sul piatto), mi ero lasciata incuriosire nel febbraio 2024 e ora avevo bisogno di un'altra dose insolita.  

Neanche stavolta ho alzato la mano a raccontare il mio sogno, che è un vigneto e di più ancora. Un angolo di mondo dove produrre qualcosa più tangibile delle parole, ma soprattutto dove essere Marilena, non un ruolo. 

Non c'era bisogno, perché ormai la conta dei sogni nemmeno mi interessa più. Cioè, avverto ancora la potenza di quello del vigneto, ma guardandomi indietro vedo sogni tanto amati che sono persi irrimediabilmente e altri inattesi che si sono realizzati. Non ho bilance a portata di mano, né le voglio.

Sono le sorprese che mi suscitano quel sorriso evocato da Repetto, a darmi più forza, a partire da te che inaspettatamente batti le mani, dopo avermi accompagnato per senso più o meno del dovere e che prima di entrare al Teatro Sociale Cajelli hai sbuffato "Eh, stasera c'era la Nazionale".

Ma ciò che mi guida sempre, che mi sta permettendo di andare avanti, è la ricerca. Di me stessa prima di tutto, e mi rammarica non adoperarmi seriamente, inghiottita dal tempo che reclamano i ruoli.

In qualche modo, mi dico dopo una serata così, ci riuscirò.

E la gente? Ah, a Milano era già su a ballare prestissimo, nella città di provincia Mauro ha dovuto chiamarla, sciogliendone la ritrosia. Tutti un po' uguali, prima timidi, poi lanciati, infine un popolo spezzato in due: chi si è fermato per incontrarlo, chi avrebbe voluto ma guardando al telefono ha pensato a una situazione di casa che non permetteva di prolungare la sosta di libertà.

Sono passati Gli Anni, e molti sogni. Noi no, ciascuno a modo proprio.