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giovedì 26 marzo 2026

Sono passati Gli Anni e molti sogni, noi no

 

Mauro mi ha spiazzato ancora, la gente a teatro altrettanto. L'anno scorso, a Milano, prima che scendesse un'altra scure sulla vita, avevo ricevuto una scossa potente di cui ancora non potevo valutare l'impatto rigenerante. Se ho attraversato questi mesi, è anche alla capacità insospettabile di "tenere il tempo" nei momenti più ardui.

Perché tornare dopo un anno al suo spettacolo "Alla ricerca dell'uomo ragno", nella mia città? Forse perché sono una consumatrice seriale di spettacoli intrisi di musica e storie, ma ancor più perché adoro la parola ricerca. La adoro e la detesto, se penso a tutte le volte in cui mi sono persa.

Nonostante il robusto vaccino rock (ma mica sarà un caso che Mauro Repetto mi offra così presto Bon Jovi sul piatto), mi ero lasciata incuriosire nel febbraio 2024 e ora avevo bisogno di un'altra dose insolita.  

Neanche stavolta ho alzato la mano a raccontare il mio sogno, che è un vigneto e di più ancora. Un angolo di mondo dove produrre qualcosa più tangibile delle parole, ma soprattutto dove essere Marilena, non un ruolo. 

Non c'era bisogno, perché ormai la conta dei sogni nemmeno mi interessa più. Cioè, avverto ancora la potenza di quello del vigneto, ma guardandomi indietro vedo sogni tanto amati che sono persi irrimediabilmente e altri inattesi che si sono realizzati. Non ho bilance a portata di mano, né le voglio.

Sono le sorprese che mi suscitano quel sorriso evocato da Repetto, a darmi più forza, a partire da te che inaspettatamente batti le mani, dopo avermi accompagnato per senso più o meno del dovere e che prima di entrare al Teatro Sociale Cajelli hai sbuffato "Eh, stasera c'era la Nazionale".

Ma ciò che mi guida sempre, che mi sta permettendo di andare avanti, è la ricerca. Di me stessa prima di tutto, e mi rammarica non adoperarmi seriamente, inghiottita dal tempo che reclamano i ruoli.

In qualche modo, mi dico dopo una serata così, ci riuscirò.

E la gente? Ah, a Milano era già su a ballare prestissimo, nella città di provincia Mauro ha dovuto chiamarla, sciogliendone la ritrosia. Tutti un po' uguali, prima timidi, poi lanciati, infine un popolo spezzato in due: chi si è fermato per incontrarlo, chi avrebbe voluto ma guardando al telefono ha pensato a una situazione di casa che non permetteva di prolungare la sosta di libertà.

Sono passati Gli Anni, e molti sogni. Noi no, ciascuno a modo proprio.



domenica 23 febbraio 2025

Il crimine (di non sorridere) non vincerà

 

Io, metallara dentro, non so come abbia fatto ad approdare qui: più di trent'anni fa, ero sull'altra riva del fiume. Ma in una notte di follia e dopo aver divorato la serie sugli 883, ho fortissimamente voluto essere qui, al teatro Manzoni di Milano, alla corte di Mauro Repetto. E accanto alla mia alleata di tutti i tempi e oltre il tempo, la mia amica Sara

Negli anni di università, apparentemente impegnate a coltivare sogni differenti, ma c'era un Sogno che andava oltre noi stesse e ci univa per sempre.

Stasera mi sono ritagliato un tempo e uno spazio che non avevo: ho pensato fosse l'unica opportunità dopo mesi, e forse l'ultima perché ogni giorno la mia - sempre apparente - libertà si riduce.

Poi, Mauro Repetto non mi trascina solo con la musica che ascoltavo magari più distrattamente da ragazza, ma suonavo con la mia tastiera (e poi mi vai a citare la voce di Bon Jovi, accipicchia). Mi fa pensare a un sogno e la sua prima domanda mi getta nel panico, forse nello sconforto.

Che sogno hai?

Isolando la mia persona dai desideri per il mondo: essere in Scozia, scrivere solo libri, coltivare un orto, anzi coccolare un vigneto, avere la mia mamma per sempre con me in grado di accudirla.

Se intendiamo un sogno da realizzare con le mie mani, be'... mi blocco. Neanche nuotare, posso dire - e l'avrei detto - dopo che la mia spalla è stata fracassata. 

Allora, sono finita?

Mauro, sono finita?

No, arrivi tu dopo un'ondata di canzoni, balli e sorrisi a rassicurarmi. Perché nessuno può uccidere l'uomo ragno, perché supereroi possiamo essere ogni giorno, perché quando non realizzi un sogno hai sempre una possibilità: quella di sorridere ogni giorno, dentro e oltre le tue difficoltà.

Grazie Mauro Repetto, mentre fuggo verso i miei doveri come Cenerentola.

Il crimine (di non sorridere) non vincerà.