A magia d'oli, a la sa spantèga.
Un proverbio, nella mia lingua, che è una musica. Ma quello "a la sa spantèga"? Non vi sembra di vedere la macchia d'olio che si allarga inesorabilmente, come a lasciarsi andare soddisfatta dopo una mangiata. Una sequenza interminabile, che ti fa venir voglia di allungare la mano, ma è tardi: che si può fare ormai.
A la sa spantèga. Ciò che è fatto, è fatto. Ciò che sembra un (mis) fatto piccolo, cresce a dismisura nei danni e a volte ci troviamo a contemplare quella macchia che è esplosa più forte di tutto.
Olio a tavola ugualmente, please, stasera. Ma nella vita, con parsimonia. Unge e va dove vuole.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
martedì 1 maggio 2012
People are strange (ma strana eh)
Sapessi com'è strana questa città. E strano questo mondo. Stranissima la gente, e più strana di tutti io perché sono arrogante e lo devo pur pensare, come da contratto.
Non prendertela. C'è gente che sussurra. Non ha il coraggio di dirti le cose in faccia: la devi detestare? Ma no, povera, al limite compatire. Pensa a quando hai tremato tu, a volte. A quando tremi ancora. A quando non ti sei morso la lingua abbastanza in fretta. Ci penso e me la vorrei strappare. Ma sto cercando di crescere.
C'è gente che semina il venticello della calunnia. Che spesso sbaglia bersaglio. Che non ha voglia di amare qualcosa, ma solo di gareggiare. Va bene, lasciala andare. Gente che appena ha in mano un fiore, ne straccia i petali. Lasciala fare. I fiori sono più forti di loro anche quando appassiscono.
Non prendertela amico. E ama ciò che ami, e ciò che non ami ancora. Sorridi a tutti. La gente è strana, e noi più strani di tutti ridiamo.
Non prendertela. C'è gente che sussurra. Non ha il coraggio di dirti le cose in faccia: la devi detestare? Ma no, povera, al limite compatire. Pensa a quando hai tremato tu, a volte. A quando tremi ancora. A quando non ti sei morso la lingua abbastanza in fretta. Ci penso e me la vorrei strappare. Ma sto cercando di crescere.
C'è gente che semina il venticello della calunnia. Che spesso sbaglia bersaglio. Che non ha voglia di amare qualcosa, ma solo di gareggiare. Va bene, lasciala andare. Gente che appena ha in mano un fiore, ne straccia i petali. Lasciala fare. I fiori sono più forti di loro anche quando appassiscono.
Non prendertela amico. E ama ciò che ami, e ciò che non ami ancora. Sorridi a tutti. La gente è strana, e noi più strani di tutti ridiamo.
Cammino sul tuo ponte
Cammino sul tuo ponte. E' avveniristico, eppure con una discrezione: niente a che vedere con gli svincoli di casa nostra che fanno il verso al raccordo anulare o agli americani.
Accoglie cento auto al secondo, eppure è silenzioso. Si perde nella nebbia o nelle nuvole, quando deve coltivare i propri pensieri. Ma traccia un confine di luce quando arriva il sole, e addomestica il fiume con amore. Scorre il Tay, scorrono i pensieri. Lui guarda, e non ha quasi mai paura. Neanche quando infuria il vento e gli porta timori antichi.
E' un ponte fiducioso che sa separare e unire con uguale saggezza. E' consapevole del fatto che a volte bisogna allontanarsi un poco, per amare meglio. E io lo percorro, e ti amo di più.
Accoglie cento auto al secondo, eppure è silenzioso. Si perde nella nebbia o nelle nuvole, quando deve coltivare i propri pensieri. Ma traccia un confine di luce quando arriva il sole, e addomestica il fiume con amore. Scorre il Tay, scorrono i pensieri. Lui guarda, e non ha quasi mai paura. Neanche quando infuria il vento e gli porta timori antichi.
E' un ponte fiducioso che sa separare e unire con uguale saggezza. E' consapevole del fatto che a volte bisogna allontanarsi un poco, per amare meglio. E io lo percorro, e ti amo di più.
Scherzate vero
I soldi ai partiti non dovrebbero controllarli persone appartenenti ai partiti. Non dovrebbero neanche essere controllati, a dire il vero, perché non è giusto che arrivino, per me: se li dovrebbero guadagnare, come cerca di fare ciascuno di noi.
Scherzate, vero? E' vero che questo popolo spesso bela, ma così rischiate davvero di farlo esplodere. A meno che qualche regista occulta progetti proprio questo.
Sono annichilita dalla distanza tra il mondo reale e voi al governo, e nelle stanze dei bottini. Sembra che scherziate, ma non c'è proprio niente da ridere. Neanche da piangere. C'è da vivere, e la nostra vita è sacrificio, sudore, passione.
Non scherzate oltre, non scherzate di più.
Scherzate, vero? E' vero che questo popolo spesso bela, ma così rischiate davvero di farlo esplodere. A meno che qualche regista occulta progetti proprio questo.
Sono annichilita dalla distanza tra il mondo reale e voi al governo, e nelle stanze dei bottini. Sembra che scherziate, ma non c'è proprio niente da ridere. Neanche da piangere. C'è da vivere, e la nostra vita è sacrificio, sudore, passione.
Non scherzate oltre, non scherzate di più.
Pro, sei giorni e un pensiero
La scorsa notte ho sognato la Partita. Non posso dire cosa sia accaduto, maledetta scaramanzia. Non importa nemmeno come sia finita.
Ogni azione, ogni grido, ogni brillare della mia maglia biancoblù era una delizia e una tortura, perché non volevo che finissero mai. E' stato un anno magico e terribile. Quante volte ho tremato, quante volte mi sono incavolata perché non potevo essere lì e da lontano è ancora più dura, quante volte ho tenuto gli occhiali scuri fino alle nubi per coprire le mie emozioni.
Sei la mia squadra. Sei la mia tigre. Ciascuno di voi ragazzi, e anche chi non crede di esserlo. Io mi rifugio dentro di me per sentire e proteggermi.
Pro Patria, sei la mia magnifica luce, un'onda infinita di bianco e blu. E questi sono i sei giorni più lunghi, che vorrei vedere prolungare ancora. Ma comunque vada, infinito per me è il cammino con te.
Fino alla fine, e oltre, forza Pro Patria.
Ogni azione, ogni grido, ogni brillare della mia maglia biancoblù era una delizia e una tortura, perché non volevo che finissero mai. E' stato un anno magico e terribile. Quante volte ho tremato, quante volte mi sono incavolata perché non potevo essere lì e da lontano è ancora più dura, quante volte ho tenuto gli occhiali scuri fino alle nubi per coprire le mie emozioni.
Sei la mia squadra. Sei la mia tigre. Ciascuno di voi ragazzi, e anche chi non crede di esserlo. Io mi rifugio dentro di me per sentire e proteggermi.
Pro Patria, sei la mia magnifica luce, un'onda infinita di bianco e blu. E questi sono i sei giorni più lunghi, che vorrei vedere prolungare ancora. Ma comunque vada, infinito per me è il cammino con te.
Fino alla fine, e oltre, forza Pro Patria.
Umberto il profeta del lavoro
Anche ai più recalcitranti è rimasto impresso “Primo maggio
su coraggio”. Già questo incorona Umberto Tozzi il profeta del Primo Maggio. Ce
lo cantava qualcosa come 30 anni fa, che avremmo avuto bisogno di una robusta
dose di coraggio: merito anche di Bigazzi, va bene, comunque ha visto lungo.
Ieri però ascoltavo un vecchio cd e sentivo come in diverse
canzoni il lavoro vibra, e ahimè ci lascia. Un mondo distante, e il canto che
mi ha più colpito è “Dimentica dimentica”. Anche qui, fermarsi, profezia in
corso.
Sento di “grida di operai” , ma dove sono finite? Il lavoro
se ne va, e anche le aziende: o perché chiudono, o perché ormai sono state
posizionate lontano dal cuore della città. Ottimo per l’ambiente, va bene, ma è
come se il lavoro fosse stato isolato, per lasciarci in pace. E quando si
spegne, non ce ne accorgiamo, finché non ci tocca.
Dimentica, dimentica. Il sospiro della madre che constata:
più sfacchino per guadagnare qualcosa, più i soldi vanno via.
Mio Dio, questa canzone è uno specchio spezzato e mi
rattrista. Dimentica dimentica, e il dispiacere scivola. Sarà così, profeta del
lavoro.
PS. Caro amico K spero che tu stia facendo il Ponte, perché
se mi leggi, non mi perdonerai mai.
Ma sì dai…
Maggio e la mano tesa
Adagio adagio. Il nonno lo ripeteva per l’abbigliamento,
intimando di non illudersi della primavera sbarazzina. Io vorrei vestire un
maggio di dolci abitudini, di carezze, di preghiere.
Vorrei essere attenta e fedele, per una volta, alla Madonna.
Sì, io diavoletto, vorrei sedermi più spesso davanti a lei, nella chiesa dove ha insegnato la cosa più importante: noi tendiamo la mano, ma lei di più.
Lei la alza per proteggerci, per
invocare e ottenere quel “basta” alle nostre pene.
Vorrei stare in silenzio in quella chiesa e mille altre della
mia infanzia. Davanti alla Madonna dell’Aiuto, ma anche alla Madonna delle
Rose, a Sant’Edoardo, che il buon sindaco Angelo Borri pregava con intensità.
Vorrei correre dai Frati, dove ancora lei sorride, stretta al suo bimbo.
Vedi… correre. No, adagio adagio. Dev’essere per me il mese
dell’adagio, dell’assaporare ciò che è buono, e dello scartare ciò che rischia
di rodermi.
Buon maggio, al ritmo che vi rende felici. Che vi rende
uomini se volete.
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