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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

mercoledì 26 agosto 2026

Adesso svegliati. Ciò che mi ha insegnato Tim Curry nella notte, ogni notte

 

Sono una figlia del Rock(y horror). Non ho mai saputo cosa fosse una cultura dominante, perché per me le culture sono tante, né ho bisogno di asterischi e altri strumenti artificiali.

Don't dream it, be it, è stato solo uno dei democratici ordini scanditi da Tim Curry-Frank nel Rocky Horror per me, quel pensiero di Richard O' Brien fatto esplodere dalla prepotenza cortese di Tim. 

Quando vidi il Rocky Horror Picture Show, decisi anche che dovevo scoprire quest'uomo incredibile in ogni parte. L'ho seguito con passione - dovrei dire, con antici-pation, ma non so farlo come lui - ma non solo nei grandi film, dove spesso ricopriva il ruolo del cattivo, talvolta finendo male come Frank.

Volli fortissimamente guardare "Times Square" e andai ragionevolmente fuori di testa intercettando "Pissing in a River" di Patti Smith; seguivo con ansia le sorti delle Sorelle Pattumiera, ma la voce di Tim nella veste di deejay mi guidava e a modo suo mi rasserenava.

In fondo, ribadiva ciò che mi aveva già spiegato senza mettersi in cattedra. Un insegnante anticonformista, che sceglieva la vita.

Adesso svegliati.

Ho reso omaggio anche al Rocky Horror nel mio libro "Figli del rock", ma non a lui, a Tim Curry. Lo sussurro oggi, quando non oso cliccare sulla sua autobiografia che ho acquistato tempo fa, a patto che fosse plasmata dalla sua voce. Quando ho tante battaglie, dentro e fuori.

Ma io so ciò che mi ha insegnato Tim Curry nella notte. In ogni notte.

Adesso svegliati: incontrerai un incubo o la realtà, a volte entrambi. Ma se lo vorrai, ti aspetta un sogno che sta solo a te realizzare.

ps Tim, e se per una volta fossi stato proprio Frank, e avessi scelto di partire dopo Dolly Parton? Come lui sognava di indossare i vestiti di Fay Wray.

https://www.progettocultura.it/index.php?id_product=1988&rewrite=figli-del-rock-marilena-lualdi&controller=product

martedì 18 agosto 2026

Quello che racconta (di noi) l'estate


(Non) vorrei aver percezione di quando sia accaduto, con precisione. Ero coccolata da rami amici, che falsi amici hanno contribuito a strappare.
La chiamata dell'estate era irresistibile, mi alzavo come un automa, nonostante dovessi separarmi dalla mia musica apparentemente, ma tanto mi restava entro. Mi inchinavo ai versi di Jim Morrison.

Che sarà di noi, quando l'estate sarà finita?


Improvvisamente, eppure con una sua bizzarra lentezza, l'estate si è trasformata in una prigione. Una cella dove non si respira, dove bruciano esseri e sogni, dove soppesi ogni respiro di chi ami. Quando si preannuncia la sua fine, o almeno una sua cospicua esitazione, si fa strada il sollievo.

Mi chiedo, dunque, che ne sia stato dell'estate. Quella pausa di pace, intrisa di verdi carezze, quella chiamata alle armi del bene, quei giochi o racconti che si spargevano con assoluta tenerezza.

Quello che racconta l'estate, di noi. Che stiamo cambiando o crescendo. Sbiadendo o rinascendo.



venerdì 7 agosto 2026

Ripongo pietre nella mia minuscola anima in tumulto




Non dovrei scrivertelo. Non dovrei neppure pensarlo... (Via Col Vento, Margaret Mitchell, Ashley Wilkes)

Le nostre più grandi scemenze possono essere molto sagge (Pensieri 1914-1951, Ludwig Wittgenstein)


Mi capita spesso di soffrire della pesantezza dei social, della strafottenza, della superficialità, del giogo contro la libertà di opinioni e pensiero che si cerca di imporre. Poi, nelle stesse ore mi assale un desiderio irresistibile attraverso questo impalpabile e soffocante strumento: di rileggere o leggere dei libri. 

Grazie ad Alessia su Facebook, penso sia il momento di camminare insieme a Via col Vento, di nuovo e con nuovi occhi. Già mi sembrava un manuale di vita, storia e filosofia prima e uso qualche espressione legata ai personaggi, talvolta, per definire i miei momenti. Negli anni avevo cambiato percezione, ad esempio su Melania e sullo stesso Ashley e ora questo movimento continua a stupirmi, pur fissandomi certezze di cui mi stupisco.

Su Linkedin, invece, una donna di cui le notifiche non mi restituiscono più il nome e le chiedo scusa, mi sospinge verso i Pensieri di Wittgenstein. Fluttuo nel mondo di un'anima dalle proporzioni sconfinate e ripongo nella mia minuscola anima in tumulto pietre che mi tengano legate alla vita.

Libri distanti, anche se non so fino a quanto, del resto io sono il sacro e il profano, come diceva mio padre. E ciò che è sacro, ciò che è profano, non so fissarlo, perché imparo da tutti, a volte persino da me stessa,