Sto ancora cercando non di domare, ma di mettere in un strano ordine le emozioni di questa giornata, gioiosamente segnata dalla presentazione di Figli del Rock nella sede e nel cuore di Progetti Fantasia, a Magnago.
Strano, perché notoriamente non mi appartengono queste operazioni: mi piace lasciare che le sensazioni galoppino in me. Mentre assaggio l'autunno in uno dei miei ristoranti nel cuore, vengo catturata da una canzone dei Manic Street Preachers.
Wear your eyes as dark as nightPaint your face with what you likeWear your love like it is made of hateBorn to destroy, born to create, born to create, born to create, born to create
So when you hear this autumn songClear your heads and get ready to runSo when you hear this autumn songRemember the best times are yet to come
Come consuetudine, la musica ha già rivelato tutto: i tempi migliori, incredibilmente, devono arrivare.
Oggi sono stata da una super band, quella di Progetti Fantasia appunto. Ho ascoltato Martina cantare i suoi prediletti Linkin Park e pure tratteggiarne un'impeccabile biografia. Ho dialogato con ragazzi e genitori e quando siamo approdati al capitolo cover, non ho potuto che citare Ace Frehley in omaggio a Sofia, accanto a me. Sofia, i suoi 18 anni, i suoi sogni che viaggiano dall'irruzione di Ace nel mondo della musica a quest'epoca dell'intelligenza artificiale. Ha interpretato "2,000 man" con una calda precisione che farà inchinare anche the Spaceman, figurarsi i Rolling Stones.
E poi Mattia, quella domanda. La domanda. La domanda che mette a nudo un'anima rock: quando hai scritto questo romanzo?
Poco dopo, apprenderò che per la prima volta Mattia pone una domanda. Gli occhi illuminati dalle lacrime, a questa scoperta, come quando sento parlare di nonno Fulvio da parte di mamma e pres Simona.
Incredibili quegli anni. Eppure i tempi migliori devono ancora arrivare, ragazzi.
Grazie, di avermi accolto nella vostra super band.

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