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lunedì 15 agosto 2022

Siamo tutti ultimi, almeno una volta. E per gli Ultimi dovremmo muoverci



Una volta almeno, ci troviamo tutti nelle condizioni di ultimi: che ce ne rendiamo conto o no. Ci sarà sempre un momento in cui la nostra parola, il nostro pensiero, persino le nostre vite saranno considerati di poca o nessuna importanza da qualcuno. In cui scivoleremo in fondo a una lista non scritta, banale o drammatica. 

Anche per questo, dovremmo fermarci e riflettere su quanto sta accadendo alla Sfattoria degli Ultimi. Un nome schietto e profetico. Si tratta di un santuario che si prende cura di più di cento animali tra maiali e cinghiali salvati da condizioni di disagio e maltrattamenti a Roma e che ora è tristemente sotto i riflettori per il dramma in cui è stato gettato: il provvedimento di abbattimento di suini che non sono ammalati e sono isolati dagli altri, vivendo in un santuario. Provvedimento decretato a causa della peste suina per cui era scattata la zona rossa. 

Per chi ama gli animali, che sia vegetariano come me o vegano, anche per chi non lo è ma percepisce il paradosso doloroso di questa vicenda, è un colpo al cuore. La mobilitazione di tante persone, giunte da tutt'Italia, ha gridato proprio così e adesso si vedranno gli sviluppi giudiziari, mentre la politica è poco o niente pervenuta. 

Eppure quanto sta accadendo riguarda tutti noi. Riguarda ogni ultimo, quindi ogni essere umano, ogni animale, ogni esistenza. Se passa questo principio per cui si possono uccidere animali sani, animali d'affezione, microchippati, che cosa potrà accadere alla prossima diffusione di un virus che può riguardare altri tipi di bestiole? Un'autorità sanitaria ci potrà dire che si dovranno uccidere ad esempio i nostri cani, i nostri gatti, i conigli per prevenire una malattia? Questo dubbio affiora, perché in quel momento sarebbero loro gli ultimi, e magari ci verrà detto che la loro vita è meno importante di altri obiettivi da raggiungere. E noi, staremo a guardare?

E poi siamo ultimi anche noi umani. Possiamo esserlo. La storia ce l'ha dimostrato e ce lo continua a dimostrare. 

È un bivio drammatico, ma anche illuminante.

Protestare pacificamente ma fermamente e muoversi per gli Ultimi è una battaglia di civiltà. Ed è persino un atto di egoismo, proprio perché siamo tutti - almeno una volta - ultimi.
AGGIORNAMENTO 15 AGOSTO qui

domenica 24 giugno 2018

Notte e c'è un altro ultimo

A volte ti sembra di aver visto un ultimo. Poi ti senti come delicatamente bussare sulla spalla dalla vita e ti indica un altro volto ancora, in cui potresti specchiare anche il tuo.

Di un umano, un animale, una pianta strappata. C'è sempre un altro ultimo in agguato, abbandonato a se stesso in nome di sorti poco magnifiche e ancor meno progressive.

Creature, di fronte alle quali qualcuno si è vestito indebitamente da creatore. Ne raccogli le lacrime o le ferite cariche di dignità, che diventano anche un po' tue.

Notte e c'è un altro ultimo.

giovedì 8 dicembre 2016

Notte e non sono ultimi

Io non conoscevo il tuo nome. Ma il tuo sguardo sì, e da sempre: i lunghi capelli ne incorniciavano la luce.

E quando ti incontravo lungo le strade o alla stazione, mi trasmettevi un senso di pace. Silenzioso e discreto, come solo gli ultimi sanno essere quando ultimi non sono.

Riposa in pace, Luciano.

Notte e non sono gli ultimi.

giovedì 17 settembre 2015

Gli ultimi che se ne vanno

Se ne vanno gli ultimi, non attendono lo spegnersi dell'estate. Un clochard nel suo rifugio eternamente provvisorio, sotto gli occhi della città. Ha ricevuto uno sguardo, un sorriso, un aiuto, indifferenza e tutto è stato accolto da lui, fino all'ultimo.

Dall'altra parte della città, nel canile, si è addormentato  per sempre un cagnolino, curato da coloro che non temevano il suo fare burbero, né lo prendevano come scusa.

Creature, che hanno provato a stare con noi e che hanno fatto felice Chi le ha messe qui, vicino al nostro cuore. Non sono ultime , per Lui, ma solo per i distratti.

Se ne vanno gli ultimi e forse hanno atteso un'ultima carezza.