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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

martedì 6 settembre 2011

Hard days without my Talisker

Già, giorni orribili: la bottiglia di Talisker è ancora confezionata, eppure mi avrebbe aiutato - quel dito minuscolo e incommensurabile di whisky - a ragionare per distrarmi. Solo a guardarla mi viene in mente un episodio che si innesta sulla riflessione fatta recentemente dal mio compagno di incursioni musicali. Ma sì, è un tarlo che ho in testa da qualche giorno, ne ho già parlato. Sono musicalmente maschilista? A parte Patti Smith, non ho un mito musicale femminile. E Patti, diciamocelo, è un uomo, e così le faccio un complimento, quindi mi sento in colpa.
Ha ragione il mio amico. Il Talisker, che in questi giorni non posso bere, occhieggia e lo detesto per un attimo, perché mi va venire in mente un episodio di cui andavo pure fiera.
Edimburgo, piovoso - figurati - luglio. Torniamo in albergo, due miei amici e io ci fermiamo al bar. Uno si prepara a ordinare acqua, l'altro cherry dolce. Ma sono cavalieri e lasciano la parola a me. Io prendo un dito di Talisker, per sognare meglio. Il barista mi chiede: with ice? E io rispondo di no, con reale espressione scandalizzata, perché il ghiaccio non mi piace nel mio caro whisky. Il barista mi guarda con ammirazione e dice agli altri avventori: She's a real man. La tragedia è che a quel punto uno degli amici si sobbarca l'acqua con aria umiliata, e l'altro chiede lo sherry. Ma cogliendo l'espressione disgustata del barista, precisa: secco, please.
Non provo più orgoglio, adesso. Penso: sarò mica maschilista davvero, e non solo musicalmente? Proprio io, che mi incavolo come una biscia, quando mi trattano da femminuccia.
Ah, questa riflessione ha bisogno di un Talisker. Vero, non solo da guardare.

lunedì 5 settembre 2011

I wanna be a ZZ Top

Ringo mi spalanca la porta ancora una volta sulla - vecchia - America e mi sento spinta da un impulso irresistibile: I wanna be a ZZ Top.
Il mio compagno di incursioni musicali mi ha lanciato un monito, che ora soppeso. Guarda che sei - musicalmente - maschilista. Magari non solo con le chitarre in mano - concedo - in questo periodo molte donne mi annoiano, perdono.
Però pensa che vita fantastica, se sei un tipo ZZ Top. Hai questa barba che ti copre tutta la noia che puoi provare per il mondo, questi occhialoni che sfidano i segni di notti sfatte o di fastidiosi pensieri (magari anche da sballo, che ne sai) e soprattutto non te ne frega un beato tubo delle vanità attorno. Ma è vero che l'unico senza barba si chiama Beard? Meraviglioso. Ma è vero che hanno rifiutato di radersela, quella barba, di fronte a un'offerta milionaria di una casa produttrice di rasoi? Mi inchino. That's coerenza.
Morale, sono costretta ad ascoltare le loro canzoni, perché da guardare non c'è niente (mica puoi contare tutti i peli della barba, corri pure il rischio di addormentarti), e mi sento una donna di frontiera. Sì, via dalla fiera delle vanità.
Se la vita è una barba, meglio dichiararlo subito. Oppure anche solo fare finta.
It's a life style, baby. Vivi al confine e non inchinarti davanti a nessuno. E se sei una donna e quella barba te la sogni, inventati qualcosa.

domenica 4 settembre 2011

La maledizione di Jersey Shore

Già solo per il fatto che ne sto scrivendo, picchio la testa contro il muro. Oh my God, ci sono ricascata. Per ben due volte in pochi giorno ho sbirciato quell'ammasso di muscoli lampadati, lacca e gel a gogo, indigestioni di cibo e musica che si chiama Jersey Shore. Di più, una volta ho portato inconsapevolmente mamma davanti al video e ho sentito che rideva.
Per disgusto, si intende. Molti di noi si disgustono e poi guardano, anche solo per scuotere il capo. Per salvare la faccia, si pongono profondi interrogativi. Che poi aleggiano nell'aria a lungo.
First of all, le unghie rifatte. Sono nate prima loro o "mi spiace, le pulizie non posso farle?". Nella casa del grande tamarro ce le hanno quasi tutte le girl; poi i maschi si lamentano che le ragazze non puliscano (e non è che ci sia la corsa ai fornelli). Per forza! Già è un casino compiere un sacco di altre operazioni, vuoi che si mettano a lavare? Io adoro lo smalto, ma dovendo ahimé lavare i piatti e fare i mestieri - myself, and I'm proud of it - lo uso raramente. Che fare con quelle unghie finte e intoccabili? Ragazzi, cercate di capirle...
E poi anche voi maschietti, porca miseria. Possibile che contino solo palestra e lampade. Poi mi guardo in giro, nel Northern Italy Shore e vedo che anche mister Radical Chic ha bisogno di una bella abbronzatura artificiale, altrimenti è a disagio.
Per fortuna, ci sono Sam e Ron che si lasciano e si rimettono insieme più veloce della luce. Questa sì che è notizia.
Ragazzi, vi volete decidere una volta per tutte, così cambiamo copione?
Oh my God, sto parlando ai protagonisti di Jersey Shore. Era meglio discutere con il mio amico immaginario.

venerdì 26 agosto 2011

Forza, Nyc. Anche per l'angelo di Battery Park

Irene incombe, e ascolto la voce del presidente Obama. Ma è l'ordine di Bloomberg a gelarmi il sangue e i ricordi: evacuazione obbligatoria di diverse zone, tra cui Battery Park.
E' strano, forse anche un po' folle, pensare a quel luogo ormai diversi anni fa a New York. Era un giorno meraviglioso di turno, avevo appena pranzato con Francesco sbirciando l'acqua amabile. Leslie mi rincuorava al telefono e mi aspettava il traghetto. Di lì a poco avrei vissuto un momento delizioso, tra le piccole onde buone e sopra un gabbiano che seguiva discreto. Era il sapore della libertà.
Ma in attesa del traghetto una signora bionda si sedette accanto a me su una panchina. E io da brava italiana diffidente pensai: sarà mica una rapinatrice o una folle. Invece, lei parlò rischiarando ancora di più la giornata con un sorriso. Una donna come tante, che proveniva dall'America più profonda ed era felice di essere a New York, in viaggio con il marito e i figli. L'Italia, l'Europa, luoghi che facevano sognare, irraggiungibili. Lei si informava, si raccontava, parlava di Gesù, della sua famiglia.
Send me an angel, gracchiava la radio dopo l'incontro. Ma io l'avevo già incontrato. Un angelo come tanti, e speriamo che tanti veglino su New York, già abbastanza ferita, sul suo sguardo solo apparentemente disincantato, che viaggia tra l'acqua e il cielo, senza fermarsi mai.

giovedì 25 agosto 2011

Gene, is that you? Happy... days

You're right, Gene. You're always right, 'cause you never look for easy approval. That's what I feel, even today. It would be a special day (your 62° birthday)but you - Gene Simmons, the Kiss Demon - think that you must celebrate every day on earth. And you see, you're right again.
Yet this should be a special birthday - we guess - as after so many years you asked Shannon to marry you on tv. We were all shocked. Some are delighted, some wonder: but what's Gene doing? He kept telling us: I'll never get married.
Tv show or reality? We don't know of course. And it doesn't matter. I must confess your so called new opinion about marriage didn't really impress me, one is free also to change his mind. But something else did: your eyes, when you were on your knees watching Shannon. Is that you, Gene? You've always been able to surprise us. And you're soooo right, this time as well.
Happy birthday and happy every-single-day-on-earth. Also your wedding day.

giovedì 18 agosto 2011

New ecology

Sotto il castagno ho pensato: "Devo scrivere con rispetto". Ho riposto il pc ed estratto uno dei meravigliosi blocknotes dal cassetto.
Lui, che si è appena rifatto una chioma dignitosa dopo la solenne potatura dello scorso inverno, mi ha osservato stizzito. O meglio, ha lanciato un'occhiata malevola al mio strumento cartaceo: "Fantastico, mi vieni sotto il naso a scrivere sulla mia pelle?".

sabato 16 luglio 2011

La sottile arte del porridge (sit down and eat)

A casa mi puntano il dito contro: perversione! Ma l'arrivo del porridge si è trasformato in una piccola lezione di vita. Mica per niente me l'ha mandato un'amica insegnante.
Can you remember? Ma sì, ricordi quando eravamo da Nan e Alex anni fa e lei preparò il porridge sulla tavola deliziosamente imbandita? Si aspettava di vederlo tornare al mittente, come sempre quando sfrecciano da queste parti gli italiani. Malu no... non si sottrasse all'assaggio e divorò tutto.
Così Robbie è precisa anche nei ricordi e quest'anno mi spedisce una deliziosa confezione. Libidine che solo dal Fife poteva arrivare. Avena dei miei desideri e della serie "Se siete imbranati non è colpa nostra, ma vi aiutiamo ugualmente" con le fantastiche buste separate, della misura esatta del latte necessario per preparare il piatto.
Fosse solo questo, potrebbe essere perversione e basta, come mi ricorda sempre quell'indice puntato. No, è che troppo spesso faccio colazione in piedi. Con il porridge non si può. La scusa ufficiale è che è Scottish, cioè no, scotta la ciotolina (no darling, non è quella del cane, non puoi capire) e quindi sedersi è un must.
La realtà è che le perversioni vanno gustate con calma. Come la vita, of course.