Noi siamo pronti. Pizza nostrana, italianissima. E birra ancora di più: made a 300 metri da casa.
Ognuno combatte come può e confesso di non essere grande atleta. Allora ecco che ho preparato le armi giuste per noi: pizza e birra, in modo da prima lusingare e poi confondere i tedeschi.
Che offensiva, eh? Manca solo una cosa: accendere la tv? No, suonare la carica.
Dai azzurrrrrrrriiiiiiiii. Combattere, sempre
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
giovedì 28 giugno 2012
Vorrei che una partita di calcio
Vorrei che una partita di calcio fosse una partita di calcio. Che la politica si perdesse per strada, e le nostre stesse retroletture.
Vorrei che questa sera fossimo solo noi: la nazionale azzurra e quella tedesca. Come altre volte, come in altre lotte dal sapore eroico. Vorrei voci di cantori ad accompagnarle, e noi che non vediamo nient'altro, se non i nostri in campo.
Vorrei che vincesse persino il migliore, anche se non dovessimo essere noi (questo non è vero al cento per cento, ma provo a pensarlo). Vorrei una partita di calcio, semplice e selvaggia al punto giusto.
E vorrei vincerla, se possibile.
Vorrei che questa sera fossimo solo noi: la nazionale azzurra e quella tedesca. Come altre volte, come in altre lotte dal sapore eroico. Vorrei voci di cantori ad accompagnarle, e noi che non vediamo nient'altro, se non i nostri in campo.
Vorrei che vincesse persino il migliore, anche se non dovessimo essere noi (questo non è vero al cento per cento, ma provo a pensarlo). Vorrei una partita di calcio, semplice e selvaggia al punto giusto.
E vorrei vincerla, se possibile.
Ogni giorno voglio credere a qualcosa
Succede contro ogni mia dichiarazione, stavo dicendo contro ogni mio credo. Sì, ogni giorno voglio credere a qualcosa.
A un nuovo miracolo, anche minuscolo; a un sorriso immeritato, colto di prima mattina; a una strada che si apre laddove ero convinta ci fosse un muro. Se anche ci vado a sbattere, poi, non importa.
Ogni giorno voglio credere a qualcosa. Né importa se in questa borsa dove infilo granelli luccicanti di sabbia, altro se ne va.
Ci credo, senza aggiungere un altro pensiero, un'altra analisi, solo un piccolo fremito che non si può lasciar spegnere.
Birra italiana e pizza nostrana: palla al centro
Noi siamo pronti. Pizza nostrana, italianissima. E birra ancora di più: made a 300 metri da casa.
Ognuno combatte come può e confesso di non essere grande atleta. Allora eccomi armata: pizza e birra, in modo da prima lusingare e poi confondere i tedeschi.
Che offensiva, eh? Manca solo una cosa: accendere la tv? No, suonare la carica.
Dai azzurrrrrrrriiiiiiiii. Combattere, sempre
Ognuno combatte come può e confesso di non essere grande atleta. Allora eccomi armata: pizza e birra, in modo da prima lusingare e poi confondere i tedeschi.
Che offensiva, eh? Manca solo una cosa: accendere la tv? No, suonare la carica.
Dai azzurrrrrrrriiiiiiiii. Combattere, sempre
Beautiful e i figli unici
Ho capito qual è il guaio di Beautiful, dopo 30 anni o giù di lì: manca un figlio unico. O meglio, ce ne sono troppo pochi.
Vedi Liam come sta bene? O come stava bene, prima di trovarsi in balìa di due sorelle. Thorne si lascia mettere i piedi in testa da Ridge da 30 anni e ora anche i vetri; le sorelle Logan a volte si confondono probabilmente anche sulla propria identità. Credo che una volta Donna si sia chiamata Brooke, e Katie si sia chiamata Donna.
Un figlio unico concede respiro e soprattutto non ha qualcuno con il quale litigare per 30 anni: può inventarsene uno ogni tanto, perché aiuta a crescere o a sentirsi vivo. Ma poi può continuare per la propria strada.
Vedi Liam come sta bene? O come stava bene, prima di trovarsi in balìa di due sorelle. Thorne si lascia mettere i piedi in testa da Ridge da 30 anni e ora anche i vetri; le sorelle Logan a volte si confondono probabilmente anche sulla propria identità. Credo che una volta Donna si sia chiamata Brooke, e Katie si sia chiamata Donna.
Un figlio unico concede respiro e soprattutto non ha qualcuno con il quale litigare per 30 anni: può inventarsene uno ogni tanto, perché aiuta a crescere o a sentirsi vivo. Ma poi può continuare per la propria strada.
La vita larga e l'abito giusto
Quando non puoi infilare un abito, per varie ragioni, occhio a non aprire la porta alla tentazione
di guardare in casa - anzi corpo –
d’altri.
Rossella in lutto (si fa per dire) vive come un’ingiustizia
il ballo altrui in Via col vento, lo sappiamo, ma il peggio è vedere i vestiti
delle altre. Apprendiamo che Maribella indossava “il suo vestito di tarlatana
verde mela così largo da far apparire la vita come quella di una vespa”. Al contrario,
per la precisione, “lei ha la vita larga come quella di una mucca”.
Il verde fa divampare l’invidia nella nostra eroina, ne
siamo consapevoli. Lei pensa di essere condannata a portare grigio… viola… al
massimo lilla (noi bustocchi a questo punto piangiamo con lei, pensando alla
sentenza crudele di indossare la maglia del Legnano).
Rossella terribile che non puoi indossare il vestito che
desideri, guarda bene Maribella. E’ vero, ha la vita magari non di una mucca,
ma un po’ larga. Tuttavia, con quel vestito non si vede: merito del taglio e
forse del fatto che l’ha portato il suo innamorato. Melania la troverebbe
bellissima, forse per un istante dovresti anche tu: sai come brillano con il
sorriso, i tuoi occhi?
Avvisa anche tu chi ha un bimbo a bordo
Basta con le critiche a chi ha i bimbi a bordo e avvisa gli altri tramite adesivo,
ma non se stesso. Bisogna dare loro una mano, restituendo il piacere
dell’avviso
Mi è parso opportuno – suggerimento di Arguta Paffuta, lo
ammetto – farle un cenno cortese. Sguardo interrogativo.
Ma no, malfidenti mica l’ho rimproverata per il cellulare.
Ho solo avvertito dolcemente: signora, volevo avvisarla che ha un bimbo a
bordo.
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