Post in evidenza

SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

domenica 2 febbraio 2014

Povero chi crede di far la pace

Povero chi crede di costruire la pace dividendo, creando fuochi e seminando odio verso un altro: popolo, gruppo o individuo.

Povero chi crede o finge, chi urla di deporre le armi solo agli uni e si arma per primo di un "contro". Ed è contro sempre gli stessi, specialmente se fa comodo o rischia meno.

Povero chi si veste di amore per la pace come una divisa, perché non prova mai la nudità e la sofferenza di ciascuno. Perché quando cambierà la moda, cambierà pure boicottaggio e parte da ferire. Ferendo in realtà tutti.

E bravo chi resiste alla tentazione. Fosse anche un'attrice, recita una parte di vita.

Brava Scarlett, per esempio.



La legge del capitano

Non sento il gelo con i miei amici, neanche quando sul campo inghiottiamo gol e ingiustizie.

Non importa, il capitano segnerà due reti e andrà tutto a posto. Keep calm and sperem, grida l'ultima pagina del Tigrottino.

Ci spero, sono serena: sarà un attacco di follia. Ma so che in campo deve andare in onda (anche sulle pozzanghere) la legge del capitano e noi non ci tiriamo indietro. Nessuno può farlo. Anche chi è incerto, reagisce, trascina, colpisce.

Non c'è più nessuno che si possa sottrarre. Sotto di un giocatore, chi se ne rende conto?

Il capitano vuole correre ancora, gli anni gli scivolano via. È un esempio che non ci fa amare solo la Pro Patria (lei è legata per conto suo stretta stretta al nostro cuore) ma il calcio che ancora può esistere.

Signori: Matteo, Matteo, Matteo Serafini.

Riso alla John Wayne

Un piatto ottimo, senza retrogusto che diventa amara sorpresa. Ti fa prendere tutto sul serio e ti porta al palato chicchi di sicurezza.

Sai che nulla potrebbe nuocerti e che dietro la prateria ce n'è un'altra ancora. Che la verità spunterà prima o poi e sorprenderà tutti, a partire da te.

E quando sei sazio di tutto ciò, John Wayne ti fa esplodere un sorriso. Può essere per la solare compagna o un duetto con Dean Martin.

Voglio riso alla John Wayne, grazie.

A horse with no name - canzone per il giorno

Nel viaggio in un deserto, che snida fiumi e diventa oceano, c'è questo adorabile cavallo di cui poco sappiamo. Solo che non ha nome, o almeno non lo conosciamo: ammesso che ci sia differenza.

Seguo il cammino degli America, lontano dalla pioggia. Un esodo solitario e questa strana contrapposizione: nel deserto, conosci il tuo nome.

Non quello del cavallo, che a un certo punto devi lasciare in libertà. Non sai se perché sia giusto o il troppo sole ti abbia levato lucidità.

La la la la, mentre galoppa, distante dalle città dove la gente non ama.

A horse with no name, America, canzone per il giorno.

Inseguo

Inseguo i sogni, perché corrono rapidamente e mi piace tenermi in esercizio.

Inseguo i pensieri, per essere certa di non perderli, ma ogni tanto resto indietro per vedere che effetto fa.

Inseguo te, perché non affretti mai il passo e mi piace osservarti, specialmente quando ti giri di poco, pochissimo: il tempo di guardarmi e sorridere.

Inseguo, perché non mi va di stare davanti a farmi ammirare o detestare o che altro non importa.

Voglio osservare e respirare, e quando mi stacco è per tornare, felice.

La spiaggia che non si bagna

Le carezze del mare così discrete, la pioggia che sbircia e fugge.

Tutto si posa con rispetto su questa spiaggia, tanto che pare non bagnarsi mai. Talvolta percepisci un respiro umido, ma è come se avesse indossato un velo di profumo.

La sabbia resta calda e ospitale per le tue orme, e nessuno le cancella per fretta o avidità o incuria.

Le spine prima della luce

La luce non grida, le spine ci provano. Uno schermo che non si può superare, in apparenza o con le nostre forze.

La luce del mio campanile, quello che ho visto prima di nascere. E le spine che si intromettono, che cercano di portarlo via.

Ma vuoi vedere che forse lo esaltano, lo indicano e tracciano anche la strada.

Le spine, la luce, la vita.