Post in evidenza

SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

giovedì 1 marzo 2012

La pizza che vorrei

Bravo ragazzo, che mi insegni alternative a rock e uncinetto. Qui però andiamo sul pericoloso, ovvero alla cucina. Mi sono dilettata in questo locale a lungo, negli ultimi anni però con minore intensità.

Per due motivi. Uno è l'alibi di tutte, il tempo. L'altro è tangibile: nella mia vita sono tra due fuochi che non sono i fornelli, ma persone di indubbie capacità culinarie. La mamma è la regina, ovviamente: difatti, mi sono specializzata in tutto ciò (e non è molto) che non fa lei.

Ma la pizza, la preparava papà. Era lui il pizzaiolo provetto, quindi mi sono specializzata solo nel mangiarla. Ci vuole ancora più pazienza, a partire dalla pasta. Vi sembro paziente, io? Non è che perché sto cercando di sferruzzare, ho preso un diploma speciale: i progressi lo dimostrano.

Un giorno, però, affronterò anche il capitolo pizza in cucina. In questo folle periodo ho imparato ad aver fame di ciò che non so fare. E vista l'ampia gamma, direi che l'appetito vien mangiando. Occhio che mi sto mettendo il grembiule.

mercoledì 29 febbraio 2012

My beer Burns

Rabbie, ti ho tra le mani. Grazie alla mia sorellina Robbie. Nulla mi esalta di più che bere una birra così, e ci stiamo pregustando la serata giusta.

Meravigliosa la bottiglia made in Scotland, dedicata a Braveheart, ci mancherebbe. Ma che emozione quella dedicata a Robbie Burns. IL poeta. Scots Wha Hae... Con la tua lirica scorreva il coraggio infuso da Robert Bruce (non il ragazzo indeciso e traditore del film di Gibson) prima della battaglia di Bannockburn.

Quando dall'Inghilterra ci mettevamo in viaggio verso la Scozia... ricordo che pronunciavamo quelle parole varcando il confine. Scots Wha Hae. Liberty's in every blow. Alla gloria, o alla morte.

Sì, appena superata l'invisibile barriera e respirata l'aria di Scozia, bisognava urlare quei versi. Ricordi Robbie (sorellina)?

La mia birra Burns. Brucio anch'io! ti adoro, caro poeta, anche perché mi consoli della solitudine in cui mi trovo in cui propongo di mangiare l'haggis, re dei pasticci. Tu, che sei un vero scozzese e intenditore, gli hai dedicato una fantastica ode.

Ora avanti: plachiamo questa sete. Scots Wha Hae

Seduta sul fiume con la chitarra

Non mi avete creduto, ma sono uscita verso il fiume. Quello vero, mai silenzioso a differenza del mio amato lago. Un ruscello cresciuto troppo in fretta, alla cui riva mi siedo. Ho la chitarra e osservo con stupore l'acqua. 

Forse ha ragione Paul Stanley (lui è uno degli uomini più sensibili del mondo, osserva l'adolescente in me), è composto dalle lacrime delle persone che si lamentano sempre, mentre il tempo scorre più violentemente. C'è gente che piange un fiume, e non vede mai l'altra riva - canta lui -, incollata ai propri problemi, reali o ingigantiti. Gente che poi finisce piegata e ingoiata dalla marea. 
 Mi allontano dal fiume. Potrei coltivare altre bizzarre idee, alla Patti Smith. Ma sono una rocker cresciuta troppo in fretta, e mi sa che stanotte abbandono la chitarra, tanto non la so suonare, dai. Forse riafferro persino l'uncinetto. Vuoi vedere che sono più rivoluzionaria, con l'uncinetto?

martedì 28 febbraio 2012

Playing away

Devo zittire tutto il tweet rimasto dalla notte o fuggo. Abbiamo già concluso la registrazione del disco dei Kiss, ora sono sotto i Motley Crue.

Nikki Sixx, che per me è uno degli uomini più intelligenti del mondo (ragiono da adolescente, lo so), aggiorna implacabile. Forse perché sono un orso, e di quelli selvaggi che in cattività danno fuori di matto o muoiono, spingo il muso fuori e annuso l'aria. Il sangue rock è in ebollizione.

Lo sapete già. In certi istanti, fosse per me, piglierei la tastiera e andrei in giro a suonare. Su un palco improvvisato, o per strada, o sotto il fatidico ponte. La chitarra no, non sono mai stata portata nonostante gli innumerevoli tentativi. Non che sia una pianista d'eccezione, già non lo ero prima e le dita si sono arrugginite.

Ma vuoi mettere una tastiera fracassona, rispetto ad altre?

Fermami, caro, o fuggo a suonare lontano. Playing. Suonare. Giocare. Come ho fatto a diventare così seria, o meglio seriosa? Ahi, ho visto che stai staccando la spina: non importa, infilerò le batterie.

Ci sono momenti in cui nessuno può fermarti, quando vuoi suonare lontano. Hey buddies, I'm comin'.

Scuri e Chiari in noi

A papà piacevi, e papà raramente ne sbagliava una. Forse anche lui si sarebbe commosso, nonostante il tuo appello "amici, non piangete. È solo sonno arretrato".

Ma mi commuovo, cavolo, adorabile Walter Chiari. Penso a tuo figlio, con la tua carica di simpatia. Tua e sua. Ci penso spesso in questo periodo: lui è mio coscritto e ha avuto un grande padre. Anch'io. Com'è dura poi rincorrervi, e voi stessi ci raccomandate di non farlo.

Onore anche ad Alessio Boni. Che si sa calare, interrogare, impegnato in metamorfosi di ogni tipo. La tua, meravigliosa.

Questi Chiari, antidoto ai mille scuri dei nostri giorni. Riposa, Walter.

lunedì 27 febbraio 2012

Semplicemente Anna

Ho incontrato Andrea Riscassi, grazie a una grande donna. Che gioia ricevere la notizia dal suo blog: il suo impegno per ricordare un'altra grande donna ha raggiunto il traguardo.

Il consiglio comunale di Milano ha approvato la mozione per dedicare una via ad Anna Politkovskaja, scrive il giornalista del quale ammiro profondamente lo stile e l'impegno civile. "Una bellissima notizia alla vigilia delle elezioni-plebiscito di domenica" scrive Andrea.


Lui e l'associazione Annaviva sono felici e ringraziano. Un gesto di rispetto e di civiltà. Curioso, proprio in un momento in cui è apparso come in Italia vie dedicate alle donne non abbondano. Questa, appunto, era, è una grande donna. Ma oggi, più che mai, semplicemente Anna.

Seguite Andrea nel suo blog, perché ne vale la pena. Sempre. Grazie Andrea.

http://andreariscassi.wordpress.com

Margherita curiosa


Non so se sia la più coraggiosa, o semplicemente curiosa. Ma è lei la prima a essere comparsa nel mio giardino.

Minuscola e con una vaga ombra di stupore. Fosse per la neve in ritirata sotto il sole, o perché riusciva a sbirciare un lavo reso terribilmente blu dal vento: non so nemmeno questo.

Ho solo sentito gridare il delizioso bambino: è la prima margherita, coraggio che farai i cuccioli.

Una frase rimasta sospesa nell'aria, come l'emozione della prima margherita. Aspettami. Oggi potrei persino essere ottimista. O curiosa.