Sfogliando i pensieri della giornata, sento che è ancora intinta nell'estate, anche se l'aria suggerisce di infilarsi presto la giacca.
La pelle dei miei pensieri è difatti tiepida, per le lievi felicità. Un piccolo incontro, un atto compiuto per la prima volta racimolando coraggio da qualche parte, un tramonto che si lascia respirare dolcemente. E soprattutto tu, che ogni cosa trasformi in estate.
Buona serata.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
martedì 11 settembre 2012
L'ora migliore della merenda
Credo che nell'era moderna sia un pochino vergognoso fare la merenda alle quattro, specialmente se il pranzo è terminato alle due.
Credo sia più tollerabile farla alla cinque. Accettabile appena alle sei.
Direi di bandire però l'ipotesi di merenda alle quattro, alle cinque e alle sei insieme.
Siamo uomini o piccioni?
Va be' dai non rispondete...
Credo sia più tollerabile farla alla cinque. Accettabile appena alle sei.
Direi di bandire però l'ipotesi di merenda alle quattro, alle cinque e alle sei insieme.
Siamo uomini o piccioni?
Va be' dai non rispondete...
Quelli che ti considerano una volta all'anno
E non è per Natale,se non per il loro. Avete in mente soggetti che cercano di ignorarvi e aggirarvi,ovviamente con il contributo di qualche loro complice spesso accanto a voi, ma una volta all'anno tac, vi considerano, vi interpellano, magari anche solo per accusarvi? Ma come, se mi hai ignorato fino a ieri, adesso improvvisamente divento il soggetto più importante o il numero pubblico numero uno?
Malati o furbi, chi lo sa. Può succedere nel lavoro, nella vita, persino in palestra o diletti luoghi sociali. Io non so come facciaTe voi, non ho neanche molto tempo per rifletterci o compiangere loro piuttosto che i complici di turno.
Potrei rivolgere una poesia,dai, così è più simpatico e finisce lì. Non in rima eh, perché non contano così tanto.
O tu soave e felice essere
Che una volta all'anno
Mi tiri in ballo,
Manco fosse Natale.
Ti rassicuro, da 30 anni
A Babbo Natale non credo più
Continua a ignorarmi, grazie
Malati o furbi, chi lo sa. Può succedere nel lavoro, nella vita, persino in palestra o diletti luoghi sociali. Io non so come facciaTe voi, non ho neanche molto tempo per rifletterci o compiangere loro piuttosto che i complici di turno.
Potrei rivolgere una poesia,dai, così è più simpatico e finisce lì. Non in rima eh, perché non contano così tanto.
O tu soave e felice essere
Che una volta all'anno
Mi tiri in ballo,
Manco fosse Natale.
Ti rassicuro, da 30 anni
A Babbo Natale non credo più
Continua a ignorarmi, grazie
Il vero riposo
Telefono con l'acquolina. Ciao siete aperti stasera?
- no
- ah scusa avevo capito che il riposo era mercoledì
- sì, mercoledì è di turno. Ma martedì e lunedì sera chiudiamo e basta. Non c'è in giro nessuno
Io amo il pragmatismo e la calma delle colline. Anche quando devo rimandare un pasto succulento.
- no
- ah scusa avevo capito che il riposo era mercoledì
- sì, mercoledì è di turno. Ma martedì e lunedì sera chiudiamo e basta. Non c'è in giro nessuno
Io amo il pragmatismo e la calma delle colline. Anche quando devo rimandare un pasto succulento.
L'11 settembre di ciascuno
Quell'anno mi occupavo ancora di cronaca nera. E pensate un po', quando cominciò lo stillicidio di notizie e quando poi imperversarono le immagini, io fuggii da ogni schermo. Di più, non volevo vedere nemmeno una fotografia.
Mi piazzai davanti al pc a ingoiare le agenzie. Righe fredde, che in realtà senza immagini si coloravano ancora più di dramma, ma non lo capivo.
Oggi ricordo con dolore le vittime, ma ripenso anche a quella data e a ciò che significa.
Oggi ricordo con dolore le vittime, ma ripenso anche a quella data e a ciò che significa.
C'è un 11 settembre di ciascuno. E può riguardare l'America, il Cile o una data molto personale.
Io conservo questo flash, e l'interrogativo che mi ponevo da circa 10 anni colorarsi di ulteriore forza: ma non è che mentre sei lì e piangi davanti alle agenzie, hai sbagliato pure mestiere?
La forza di fare gli sciocchi
Fare gli sciocchi, tra amici, che sia in un prato, in un bar o su facebook. C'è chi guarda, scuote la testa, sorride o deride. Chi condivide.
Ma fare gli sciocchi per una sera o per un minuto, senza procurare male ad alcuno, è una forma di forza, ne sono convinta. A volte, l'amico che si è sfogato con una battuta per voi vuota, o che un'altra ha letto volentieri, ha trovato un rifugio. E ha aiutato altri a costruirne.
Per una sera... Poi la giornata riporterà la pioggia delle preoccupazioni.
Ma fare gli sciocchi non significa essere sciocchi. Quella è un'altra storia.
Ma fare gli sciocchi per una sera o per un minuto, senza procurare male ad alcuno, è una forma di forza, ne sono convinta. A volte, l'amico che si è sfogato con una battuta per voi vuota, o che un'altra ha letto volentieri, ha trovato un rifugio. E ha aiutato altri a costruirne.
Per una sera... Poi la giornata riporterà la pioggia delle preoccupazioni.
Ma fare gli sciocchi non significa essere sciocchi. Quella è un'altra storia.
lunedì 10 settembre 2012
I maschi ci fanno un baffo
In omaggio alla mia amica, musa e grande penna Paola maturo una piccola considerazione tennistica. Che è il suo, non mio forte, per cui chiedo perdono se scivolo in altro terreno.
Guardo Sara e Roberta, le due deliziose e solide creature, e mi stimo tutta. Questa sì che è una squadra fortissima, in cima alla classifica, grazie a grinta, preparazione e credo amicizia.
Sapete una cosa, ragazze? I maschi ci fanno un baffo.
Notte, davvero
Guardo Sara e Roberta, le due deliziose e solide creature, e mi stimo tutta. Questa sì che è una squadra fortissima, in cima alla classifica, grazie a grinta, preparazione e credo amicizia.
Sapete una cosa, ragazze? I maschi ci fanno un baffo.
Notte, davvero
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