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mercoledì 23 marzo 2016

Notte e cos'è il destino

Non credevo di potermi levare di testa il pensiero del papà e delle bimbe che sfuggono all'attentato, per caso, mentre muore la mamma.

Non ci riuscirò.

Ma poi sento che una creatura indifesa si ammala e non posso dire nulla.

Poi, un tizio davanti a me se ne sbatte del rosso e me lo trovo addosso fino all'ultimo istante, quello in cui qualcuno forse - non io, che dici? - sterza per me

Cos'è il destino, mi ringhio addosso.

Vivi per miracolo, morti perché scritto. Rinati se Qualcuno lo vorrà.

I pensieri non fuggono, si abbracciano.

Notte e cos'è il destino.

martedì 22 marzo 2016

Notte e ci fosse meno notte

Neanche la pioggia riesce a stingere questa notte. Scura come il cuore che non sa rassegnarsi all'orrore umano.

L'unica cosa positiva che porta la notte dopo Bruxelles, è il silenzio. Dopo rivoli di parole spesso fastidiose, si fa accarezzare finalmente l'aria muta. Muti, dovremmo essere tutti, finché non torniamo umani. Allora, forse ci sarà meno notte.

Notte e ci fosse meno notte.

Tutte le volte che siamo passati di lì (liberi)

Viaggiare, ci ha resi più liberi o così ci siamo detti. Viaggiare oltre il destino o per incontrarlo, poco importa.

Viaggiare ci rende fragili, come ogni libertà.

E al dolore delle ragazze in Spagna, si unisce quello di Bruxelles. Quante volte siamo passati di lì, da quell'aeroporto, da quella città, dal cuore d'Europa.

Quante volte passeremo ancora di lì: questo ci dirà che siamo feriti ma sì, siamo ancora liberi.