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domenica 5 febbraio 2017

Gara di umiltà

Ci sussurrano all'alba che le porte di Santa Maria per un po' non si apriranno e che la mattina presto dovremo bussare alla chiesa vicina, quella di Sant'Antonio. Così sarà per le altre celebrazioni.

Il nostro santuario deve essere sottoposto a lavori per l'anniversario dei cinquecento anni. All'inizio sento una fitta, perché la Madonna dell'Aiuto non è solo colei che ha protetto la mia città nei secoli, ma anche il volto che mi dava il benvenuto e il coraggio spesso di buon'ora. Ma trascorrono pochi istanti e sento che bella, questa gara d'umiltà.

Lei che non voleva apparire, resta a proteggerci mentre tutto attorno c'è fermento. E noi scivoliamo accanto, a una chiesa che di solito resta chiusa, se non in occasioni speciali. Dedicata a un santo così amato a Busto e fondamentale anche nella vita della mia famiglia.

E' come se la chiesa sussurrasse alla sua piccola vicina: io ad aprile avrò una festa meravigliosa, tu sei aperta così poco, vai avanti tu e accogli tu chi prega.


sabato 17 gennaio 2015

Sant'Antonio e i precetti

Nella mia città siamo tutti un po' divisi tra sacro e profano, o meglio divisi per niente. Nella chiesetta di Sant'Antonio ascolto il prete che fa parlare il santo in dialetto e invita a compiere il bene con la mano calda, non fredda. Insomma, finché calpestiamo questa terra.

AIUTA

Coccolo con lo sguardo la mia chiesetta e ringrazio il bisnonno Antonio e la bisnonna Maria, che qui si sposarono tracciando il futuro per sé e altre persone oggi qui, tra le quali io sono la meno simpatica. Durante la messa sento il nome della raffinata e adorabile nostra Antonietta, moglie di Angelo Bottigelli. Anche per lei fu scelto questo patrono, così venerato a Busto perché proteggeva dagli incendi le case rette da telai e tessuti. Come per mio padre, e mio cardine. Se torno indietro, da altro ramo, ho pure un trisnonno Antonio.

PREGA E RINGRAZIA

Di rito in rito, la cassoeula. Noi preghiamo e pregustiamo. Nella chiesetta un bel cartello induca come prepararla correttamente. E occhio: oggi è d'obbligo. Come un precetto, se non temessi di essere giudicata irriverente.

GUSTA

Ma io sono Malu sacro-profano, come tanti concittadini.