Post in evidenza

SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

Visualizzazione post con etichetta cibo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cibo. Mostra tutti i post

venerdì 11 ottobre 2019

Se io ho da mangiare

Sulle rive del lago, una nonna mostra timidamente la sua arte. Magnifiche borse, confezionate con foglie. Le chiedo dove le venda e lei accenna alle bancarelle qui e là. Finché confessa riluttante, che non vuole ricavarci qualcosa.

Lei così dà da mangiare a bimbi lontani, grazie a un prete. La sua pensione, è bassina. Ma c'è anche quella del marito. E poi non è neanche quello il ragionamento.

«Io ho da mangiare, penso a quei piccoli che non ne hanno».

Se io ho da mangiare, sento il grido di fame là fuori. A patto di saper piegare la schiena, di addentrarsi in un campo a recuperare le foglie prima di lasciar brillare la propria arte silenziosa.

Se io ho da mangiare, devono mangiare tutti.

lunedì 25 marzo 2019

Conoscere tutto (grazie Identità)

Da impenitente socratica, mi sono consolata della mia ignoranza. L'ho vista come il motore della mia curiosità.

In questi giorni di congresso di Identità Golose, ogni storia, volto, emozione che ho incontrato mi hanno rivelato più di quanto potessi imparare. 

Qualche ripasso, mai troppo assorbito, per costruire le mie nuove memorie.

Bisogna scappare per trovare la strada 

Bisogna conoscere tutto per tutto dimenticare.

E bisogna apprezzare chi ti insegna senza volerlo fare.

Grazie Identità Golose 2019






sabato 10 novembre 2018

Notte e più di un panino

Per placare gli sbuffi di casa, faccio una lesta irruzione a caccia di due tranci di pizza. Prima di me, entra un signore e chiede una focaccina.

Lo sento persino io, che la sta ordinando, ma non ha di che pagare. La commessa glielo domanda, espressamente, con fermo garbo e mi rendo conto che lo deve vedere spesso.

Mi sembra però insopportabile che io sia qui, a comprare due tranci di pizza e lui vada via - qualsiasi luogo o non luogo significhi questo "via" - a mani vuote. Sto per intervenire, quando la commessa gli dice: se vuoi, ti do un panino.

L'uomo lo prende ed esce rapidamente. Io sento che lei è stata giusta. Ma sento anche che io non so fare abbastanza ed esco con due tranci di pizza, che sono più lievi di un panino.

notte e più di un panino

mercoledì 27 settembre 2017

Perché scegliere

Sun un piatto si osservano, senza acredine, pizzoccheri bianchi e polenta. Parlano lo stesso linguaggio, tra le montagne decise ma non invadenti della Valtellina.

Perché scegliere. Per una volta, in silenzio osservi con uguale intensità. 

Perché scegliere. A volte, sei scelta tu.

venerdì 17 marzo 2017

Notte e un risotto giallo

Camminando contro la primavera, le voci degli incontri si posano su di me invece di fuggire. Come quella di un bimbo in braccio alla mamma, che gli sta chiedendo con dolcezza cosa voglia mangiare per cena.

- Il risotto giallo.

Lei con voce dolce si scusa, non potrà prepararglielo perché non farà in tempo. E gli chiede cos'abbia mangiato, per pranzo.

- Il risotto giallo.

Scettica, indaga con il papà e la risposta vola via da me. Ma mi piace pensare che quel bimbo abbia gustato il risotto giallo talmente felice, da volerlo ancora cucinato dalle mani più amate. Perché c'è sempre un risotto giallo che vogliamo, anche quando l'abbiamo già mangiato. Un piatto d'amore che ci chiama, in braccio a chi si prende più cura di noi.

Notte e un risotto giallo.

venerdì 18 novembre 2016

Notte e la minestrina (ama e fa' ciò che vuoi)

Porto per il turno la minestrina. Ottima, leggera e sostanziosa.

Arriva l'ora della minestrina. Mi rimprovero di averne versata troppo poca nel contenitore, che - si sa - la minestrina già riempie poco.

Cavolo, ho davvero infilato una miseria di minestrina in quel contenitore. Guarda,  già finita. Neanche la prudente tavoletta di cioccolato mi offre consolazione.

Maledetta minestrina, sei già finita. Già non saziavi quando eri in abbondanza.

Finito il turno, sono qui a ripensare con un pizzico di rabbia alla minestrina. Mentre mangio il panozzo, bevo il mio bicchierino di vino e faccio il bis di cioccolato.


Ama e fa' ciò che vuoi. Oppure poi mangi troppo.

Notte e la minestrina (ama e fa' ciò che vuoi)

lunedì 8 agosto 2016

Diamo una zampa. Anzi la pappa

Mi capita di andare daI guerriero Lello con la convinzione di poterlo aiutare un pochino. Coccole, pappa speciale, per affrontare anche le terapie con più energia al canile di Busto dove l'Apar cura lui e gli altri amici con dedizione.

Ma Lello mi disarma ogni volta. Il suo sguardo luminoso, la sua zampina che subito cerca la mia mano... Ecco, mi sta già aiutando lui. A vedere la grandezza semplice della natura, a capire che la sofferenza non svuota la vita.

A voler bene. In queste parole già c'è tutto.

Però c'è un modo di dare una mano, una zampa, in questo periodo più che mai: portare loro le pappe.

Il canile in via Canale ne ha bisogno, specialmente umide, perché in agosto la lotta si fa ancora più dura.

Li aiutiamo? Lello e i suoi amici sapranno ricompensarci.





DAL VANGELO
Disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri».

martedì 3 novembre 2015

Quello che resta

Il menù tedesco pochi minuti prima della chiusura del ristorante assomiglia alle torri svizzere. Sta finendo tutto.

Righe tracciate con severità, eppure con un'ombra artistica ci conducono alla verità: resta poco, pochissimo. E si galoppa verso la chiusura, tra una birra e un applauso ai cuochi che sfilano come in passerella.

Ma state chiudendo davvero? Possiamo prendere i menù?

E loro: chiudiamo, prendete.

Fissiamo il menù come promemoria di ciò che resta, perché ci è venuta una deliziosa voglia di cucinare. Per (stare con) gli altri.

sabato 17 gennaio 2015

Sant'Antonio e i precetti

Nella mia città siamo tutti un po' divisi tra sacro e profano, o meglio divisi per niente. Nella chiesetta di Sant'Antonio ascolto il prete che fa parlare il santo in dialetto e invita a compiere il bene con la mano calda, non fredda. Insomma, finché calpestiamo questa terra.

AIUTA

Coccolo con lo sguardo la mia chiesetta e ringrazio il bisnonno Antonio e la bisnonna Maria, che qui si sposarono tracciando il futuro per sé e altre persone oggi qui, tra le quali io sono la meno simpatica. Durante la messa sento il nome della raffinata e adorabile nostra Antonietta, moglie di Angelo Bottigelli. Anche per lei fu scelto questo patrono, così venerato a Busto perché proteggeva dagli incendi le case rette da telai e tessuti. Come per mio padre, e mio cardine. Se torno indietro, da altro ramo, ho pure un trisnonno Antonio.

PREGA E RINGRAZIA

Di rito in rito, la cassoeula. Noi preghiamo e pregustiamo. Nella chiesetta un bel cartello induca come prepararla correttamente. E occhio: oggi è d'obbligo. Come un precetto, se non temessi di essere giudicata irriverente.

GUSTA

Ma io sono Malu sacro-profano, come tanti concittadini.

sabato 9 agosto 2014

Filosofia di un fungo

Preparo i porcini, frutto di un gesto di amicizia. E come essa, freschissimi.

Così posso mangiarli in insalata, che poi porto ai minimi termini: un po' di sale e stop.

Perché il loro gusto è semplice e vero, per questo non va contaminato da genialate umane.

Forse come l'amicizia. Che si fa consumare così, anche quando non è freschissima, o soprattutto in quei casi.

venerdì 18 luglio 2014

Sarde per la vita

Le tue sarde, papà, offerte per Expo. Sto trovando un entusiasmo crescente nell'anno che verrà, per il tema, l'occasione di unire il mondo. E nutrirlo.

Sono felice che le Donne di Expo abbiano pubblicato la nostra ricetta. L'ho indicata per le categorie risparmio- sostenibilità, perché credo sia una direzione importante per i popoli. Che palle questo sfoggio di cibo costoso e vano.

Il nutrimento è essenziale. Come questi pesci sottovalutati, a volte dimenticati. E quante volte ho faticato a trovarteli subito.

Ciò che è povero, ci arricchisce. Il corpo e questa affamata anima.

http://www.we.expo2015.org/it/ricette-per-la-vita/le-sarde-ritrovate-di-papa

martedì 8 luglio 2014

Notte nutrendo l'anima - right food

Sono stata brava. Non perché non ho spaccato la tv dopo la partita, ma perché ho viaggiato attraverso immagini stupende di cibi,quasi indenne.

Hanno toccato le corde dell'anima, senza giocare con la mia gola. Perché il cibo per me è qualcosa di essenziale e fondante.

Fonda l'unione. Fonda la pace. E se non condividi, se lo butti, se lo calpesti, persino se lo ingerisci per fare scena... Se non ringrazi.

Ah se non ringrazi, anche per una sola briciola, l'hai perduta. O peggio, l'hai tolta agli altri.

Notte, nutrendo l'anima. Share food, right food.

sabato 28 giugno 2014

Così soli a tavola

Così soli mentre compiamo uno degli atti più sociali del mondo, mangiare.

Ascoltando Marc Augé, nella piramide Expo, mi sento divisa tra le sensazioni. Da una parte assorbo tutte le contraddizioni del nostro vivere attraverso l'alimentazione. Dall'altra, lui così pacato e serio, non pedante, come un saggio mi rasserena.

Mille immagini mi avvolgono. A volte, sono più in compagnia quando mi fermo nel bar degli studenti a mangiare qualcosa di volante. Un gesto di attenzione da parte dei titolari, l'entusiasmo di un ragazzino a un voto, una persona all'altro tavolino che desidera comunicare.

Partager. Condividere, è tutto.

A volte, mi sento terribilmente sola alle tavolate, soprattutto quando ben presto si rivelano di scena e di gossip. Come se il cibo svuotasse anche le conversazioni e i legami.

Così soli, vacillando in luoghi forse trasformati in nonluoghi.

Eppure guardo questo saggio, penso ai segnali positivi che può dare Expo, al di là del business, e mi metto alla tavola della speranza.