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martedì 6 febbraio 2018

A stitch in time - un ago vi libererà

Running so fast, why? Stavo correndo, un respiro tra fibre e colori, quando questo interrogativo mi ha percossa.

- vuole fermarsi?

Che domanda, non posso. Sono qui a Milano Unica. Mi sono commossa rivedendo sullo schermo il sorriso di Silvio Albini. Ho ascoltato i discorsi, ho assaporato il futuro, sto vedendo la bellezza, ma devo ripartire.

- non vuole lasciare il suo biglietto? Tessere quest'opera con noi? 


Sfoglio la carta che mi racconta la storia di "a stitch in time" di David Medalla, curata da Lorenzo Bruni, presentato dalla galleria Enrico Astuni. Ho sempre detestato tenere tra le mani un ago, per la precisione da quando - all'oratorio - le suore mi insegnavano a richiamare (non riesco nemmeno a scriverlo, RICAMARE). Io volevo giocare a calcio. Rompiscatole per contratto.

Adesso lascio scivolare la borsa, afferro l'ago e cerco di cucire il mio biglietto su questo telo morbido e irresistibile. Sento che sto per prendere un brutto voto.

La voce della ragazza però è gentile e se ne aggiunge un'altra. Appartiene a una signora che mi racconta di quanto fosse indaffarata, anche da pensionata. Un giorno in cui non poteva proprio fermarsi, capì che doveva farlo. Si mise a creare qualcosa e anche oggi ecco che sta cucendo.

Prima di andare anch'io ho capito qualcosa. Che un ago vi libererà.

Perché ero intrappolata nel tempo, finché non ho cucito nel suo disegno colorato.

domenica 20 marzo 2016

I fili parlano

Fibre, fili, febbre di sapere ciò che le menti e le mani sanno realizzare. Il trisnonno contadino tessitore sapeva creare molto più di me, inutile giocatrice di parole.

Avessi un filatoio, un telaio o fossi in grado di costruirli, sarei capace di portare un sorriso nel cielo.

Ma qui dal professor Ugo Crespi, davvero la mia identità tessile è pulsante, come il mio cuore.

Le fibre si offrono a noi, i fili parlano. Scopro un liquido che racconta la viscosa, e torno fiera della testarda storia del cotone.

Qui al museo del tessile, il tempo finalmente non passa. E quando devo congedarmi, a malincuore, incontro la macchina da cucire della nonna.

Anche i fili parlano. Noi, dobbiamo ancora imparare ad ascoltare.

lunedì 3 marzo 2014

La grande bellezza di tessere

Paesaggi sinceri, opere scolpite o spuntate su muri e ingegno. E le tele. Cosa mi conduce alle tele.

Un magnifico dono di un amico, pelle ovo... Tesoro incontrastato che fa brillare una Madonnina delle lacrime, incapace di piangere. Perché c'è una grande bellezza nella vita, e in una tela che è un miracolo, un Oscar puro come il suo tessuto.

La grande bellezza è anche ciò che sappiamo tessere. Ancora, se lo vogliamo.

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