Nessun rimpianto, né scuse. Con una foto birbante, Paul Stanley mi riporta negli anni Ottanta.
Solo divertimento. No, non era solo divertimento. C'era una fifa boia, io me la ricordo, io la respiro ancora. Ci sparavano negli occhi The Day After e i tg non erano più teneri.
Sono iniziati con l'uccisione di John Lennon. L'81, che disastro, anche di più. La morte - l'uccisione, lo dico - di Bobby Sands. Pochi giorni dopo, l'attentato al Papa. E Vermicino? Chi dimentica Vermicino, quell'angoscia cosmica, quell'essere là tutti impotenti da Alfredino?
Mi fermo qui, per non riesplorare poi tutta la confusione adolescenziale.
Eppure ha ragione Paul Stanley. Eppure c'era quell'energia, pazzesca e da cortocircuito. Per chi aveva la musica, forse un talismano in più era assicurato. C'era la voglia di scappare al concerto rock e di mettersi contro la famiglia.
C'era il dovere, cosmico e solenne, di incazzarsi contro la famiglia, per partire da qualcosa, per sentirsi più grande. C'era l'idea che il mondo era nostro e adesso erano solo squisiti assaggi.
Abbiamo sbagliato, ciascuno come poteva. Ma non mi va di chiedere scusa, perché ho fatto tutto ciò che dovevo. Non sento inclinazione a coltivare rimpianti.
In quegli anni, ho dato tutto. E non ne toccherei neanche un istante, se non per dare un ultimo abbraccio a qualcuno che se lo meritava.
Gli anni Ottanta, senza scuse né rimpianti.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
Visualizzazione post con etichetta bonjovi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bonjovi. Mostra tutti i post
mercoledì 2 settembre 2015
martedì 1 settembre 2015
Homebound train - canzone per la notte
Anch'io preferisco il treno all'aereo, perché non accelera il frullatore dei pensieri. E anch'io sono stata un diavoletto da ragazza, forse quasi quanto ora.
Ho viaggiato tanto, forse persino troppo: dev'essere trascorso un milione d'anni o giù di lì. Ma adesso voglio salire sull'unico treno che mi preme. Quello per tornare da te.
I been everywhere, now I'm heading home
Homebound train, Bon Jovi, canzone per la notte.
Ho viaggiato tanto, forse persino troppo: dev'essere trascorso un milione d'anni o giù di lì. Ma adesso voglio salire sull'unico treno che mi preme. Quello per tornare da te.
I been everywhere, now I'm heading home
Homebound train, Bon Jovi, canzone per la notte.
domenica 23 marzo 2014
Wild is the wind - canzone per il giorno
Rubo lo spunto meteorologico, per una riflessione più filosofica. Tranquilli, l'ho detto per allontanare Arguta Paffuta.
Ma questo vento mi riporta sempre la canzone dei Bon Jovi e mi porta lontano sì. Chissà perché le canzoni di triste amore del buon Jon non mi convincono mai del finale negativo. Insomma, c'è questo vento terribile che separa due cuori. C'è lui che si autoconsola, pensando di non poter realizzare i suoi sogni: forse un uomo migliore ti renderà felice. Un sacco di luoghi comuni, sussurra Arguta che si è riaffacciata.
Be', sarà colpa di quel sorriso che non si placa e che si riversa anche nelle canzoni tristi. Ma io credo che questo vento selvaggio alla fine riesca a riannodare i legami.
Wild is the wind, Bon Jovi, canzone per il giorno.
Ma questo vento mi riporta sempre la canzone dei Bon Jovi e mi porta lontano sì. Chissà perché le canzoni di triste amore del buon Jon non mi convincono mai del finale negativo. Insomma, c'è questo vento terribile che separa due cuori. C'è lui che si autoconsola, pensando di non poter realizzare i suoi sogni: forse un uomo migliore ti renderà felice. Un sacco di luoghi comuni, sussurra Arguta che si è riaffacciata.
Be', sarà colpa di quel sorriso che non si placa e che si riversa anche nelle canzoni tristi. Ma io credo che questo vento selvaggio alla fine riesca a riannodare i legami.
Wild is the wind, Bon Jovi, canzone per il giorno.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)