Dopo una serata golosa di amicizia, la notte spegne le ultime voci. Sarebbe un contenitore silenzioso, se non fosse per i nostri passi, che cantano sottovoce.
Cantano titubanti perché sono gli unici a parlare, perché all'orizzonte non si vede più nessuno e facciamo fatica a scorgere pure noi stessi.
Il canto dei nostri passi, unica musica accolta dalla notte, che ci ricorda quando siamo piccini e meravigliosi sotto queste briciola di luna. Il canto dei passi, tutto per noi e per le stelle che non osano uscire.
Notte e il canto dei passi.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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martedì 24 ottobre 2017
lunedì 6 febbraio 2017
Camminare così a lungo
Ho camminato così a lungo che neanche mi sono accorta degli stivali consumati: ho sempre avuto il vizio di guardare più in alto, che la strada. Distratta da montagne austere o fruscii di alberi o ancora da un raggio di sole capriccioso quasi quanto me.
Adesso punto gli occhi sulle punte dei piedi e le scopro davvero mie. Riconosco persino il luogo dove sono arrivata: sono tornata a casa. Eppure mi allontanerò ancora e probabilmente di nuovo mi perderò.
Camminare così a lungo, da tornare indietro prima di ripartire ancora.
Adesso punto gli occhi sulle punte dei piedi e le scopro davvero mie. Riconosco persino il luogo dove sono arrivata: sono tornata a casa. Eppure mi allontanerò ancora e probabilmente di nuovo mi perderò.
Camminare così a lungo, da tornare indietro prima di ripartire ancora.
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