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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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domenica 7 ottobre 2018

Notte e la fortuna riposa in un bicchiere

Oslavia, ancora: un nome che è musica, come le promesse che ciascuno adotta.

Al cospetto di questo panorama, in una struttura che nasce, gestita dai giovani, mi sembra di avere tutte le fortune del mondo. Meglio ancora, non averle, che implica il possesso, bensì condividerle. Così  le luci si placano nella notte e sbirciano dentro i nostri bicchieri, come se fossero invidiose.

Perché anche la fortuna ama riposarsi e lo fa, in bicchieri che brillano, di curiosità e sacrifici.

Notte e la fortuna riposa in un bicchiere

lunedì 3 luglio 2017

La fortuna o i punti di vista

Sarebbe un dialogo reale, ma è stato troppo interiore. E soprattutto mi ispira una voglia incredibile di sfogliare allo sfinimento il mio testo sacro di Boezio.

Arrivo in un luogo dove il posteggio è oro. Ammetto di aver persino mormorato una preghiera, perché ho una dannata fretta e incombe pure la tempesta.

Ma imboccata la strada, vedo un'auto che occupa gloriosamente un posteggio. E' il mio collega fotografo e mormoro: che fortuna sfacciata ha avuto.

Non faccio in tempo a concludere questa frase, che mi trovo davanti uno spazio in cui potrei parcheggiare la mia macchina moltiplicata per due. Dall'emozione, la manovra non mi viene così spontanea. Quando l'ho conclusa, ecco che nel frattempo arriva il mio collega. Dopo uno sguardo confessa: "Sai che ho pensato. Guarda quella che fortuna. Io mi sono appena accaparrato un posto così piccolo".

E io gli confido a mia volta: "Anch'io avevo sospirato sulla tua fortuna".

Al che mi viene da pensare che nessuno conosce la propria fortuna. Specialemente se sospira su quella degli altri.

lunedì 24 aprile 2017

La fortuna di una creatura qualunque

Facciamo che ti ho visto, quadrifoglio, come tante altre volte mi è capitato nella vita, ma adesso non ti colgo più. Non è perché tanto non vinco niente poi, maliziose creature dell'erba.

E' che, suggestionata da Boezio, mi interrogo talvolta sulla fortuna e non so bene che volto darle. Forse anche quello di un quadrifoglio. Che rimane però placidamente al suo posto, senza farsi strappare dalle superstizioni umane. 

Una creatura qualunque, tra fili d'erba, margherite e fiorellini selvatici, e quindi felice.