Questa sera mi sono commossa, ancora, per una trasmissione tv. Anzi, al solo lampeggiare de "I dieci comandamenti".
Ciò mi ha fatto viaggiare avanti e indietro nei ricordi e nei progetti. Prima, a quando la tv era imperdibile. Mi ha aiutato un flash di una trasmissione - Canzonissima - se ho ben inteso, con Baudo e Vittorio Gassman. Non perché me la ricordassi, chissà se poi c'ero. Ma perché mi trasmetteva una sensazione: quella di una tv imperdibile, appunto, che si affacciava dentro di te e persino ci restava.
Ho pensato, con un brivido, che il primo post di questo blog, mormorato e un po' smarrito, riguardava proprio la tv.
http://neicassettidimalu.blogspot.com/2010/04/
Ho rivisto mio padre, che mi portava a casa il primo disco (prima di quello vero vero, "Io vagabondo"), una colonna sonora della tv.
La tv era imperdibile, allora, un po' come la vita. Perché c'erano pochi, meravigliosi doni che potevi trattenere anche se non stavi attenta.
Adesso tutto scorre e puoi solo allungare la mano, se ti concentri. Se sai indicare a te stessa la possibilità di un risveglio, davanti a uno schermo che ti pareva addormentato.
Qualcosa di imperdibile, era la tv. E forse, può esserlo ancora.
notte e qualcosa di imperdibile (la tv)
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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domenica 18 novembre 2018
mercoledì 26 agosto 2015
Il televisore che non c'è (e quando c'è)
Anche quest'anno non è entrato a casa. Dopo l'avvento del digitale terrestre, ci si era posti il problema in montagna: vediamo se dobbiamo prendere un televisore.
Di anno in anno, è stato messo da parte. E questa volta non ci siamo nemmeno posti il problema: completamente dimenticati.
Me ne sono resa conto una volta in città. Quando ho visto quell'aggeggio scuro e per un attimo mi sono sentita spaesata: a che serve?
L'ho acceso e mi ha aggredita una sfilza di telegiornali. In dieci minuti incidenti, omicidi, disastri di varia natura. Sfinita, ho afferrato il telecomando, ma non cambiava nulla: le voci, di canale in canale, sembravano accompagnare le stesse, strazianti immagini.
Una speranza, per favore, televisione?
Ho trovato pace solo con la recita del rosario, su Tv2000.
Il televisore che non c'è, e non te ne accorgi.
E quando c'è ha un senso se almeno serve per recitare il rosario.
Di anno in anno, è stato messo da parte. E questa volta non ci siamo nemmeno posti il problema: completamente dimenticati.
Me ne sono resa conto una volta in città. Quando ho visto quell'aggeggio scuro e per un attimo mi sono sentita spaesata: a che serve?
L'ho acceso e mi ha aggredita una sfilza di telegiornali. In dieci minuti incidenti, omicidi, disastri di varia natura. Sfinita, ho afferrato il telecomando, ma non cambiava nulla: le voci, di canale in canale, sembravano accompagnare le stesse, strazianti immagini.
Una speranza, per favore, televisione?
Ho trovato pace solo con la recita del rosario, su Tv2000.
Il televisore che non c'è, e non te ne accorgi.
E quando c'è ha un senso se almeno serve per recitare il rosario.
mercoledì 6 agosto 2014
Notte che non capisco
Sarà la camera di decompressione a farmi compiere la follia di accendere la tv. Strumento quasi sempre snobbato, come sa chi ogni tanto guarda i cassetti.
E vedo politici che si cimentano con le cifre, a volte persino sorridendo. Come se le cifre esistessero da sole, e non appese alla scelte, alla sorte degli umani.
Cliché. Analisi. Battute, con il linguaggio aulico o da caserma, poco importa.
E' che il masochismo è già finito e spengo tutto.
Notte, che non capisco. E non voglio capirvi, finché non verrete a dare una sbirciatina dagli umani e verrete a cercare di capire noi.
E vedo politici che si cimentano con le cifre, a volte persino sorridendo. Come se le cifre esistessero da sole, e non appese alla scelte, alla sorte degli umani.
Cliché. Analisi. Battute, con il linguaggio aulico o da caserma, poco importa.
E' che il masochismo è già finito e spengo tutto.
Notte, che non capisco. E non voglio capirvi, finché non verrete a dare una sbirciatina dagli umani e verrete a cercare di capire noi.
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