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domenica 18 novembre 2018

Notte e qualcosa di imperdibile (la tv)

Questa sera mi sono commossa, ancora, per una trasmissione tv. Anzi, al solo lampeggiare de "I dieci comandamenti".

Ciò mi ha fatto viaggiare avanti e indietro nei ricordi e nei progetti. Prima, a quando la tv era imperdibile. Mi ha aiutato un flash di una trasmissione - Canzonissima - se ho ben inteso, con Baudo e Vittorio Gassman. Non perché me la ricordassi, chissà se poi c'ero. Ma perché mi trasmetteva una sensazione: quella di una tv imperdibile, appunto, che si affacciava dentro di te e persino ci restava.

Ho pensato, con un brivido, che il primo post di questo blog, mormorato e un po' smarrito, riguardava proprio la tv.

http://neicassettidimalu.blogspot.com/2010/04/

Ho rivisto mio padre, che mi portava a casa il primo disco (prima di quello vero vero, "Io vagabondo"), una colonna sonora della tv.

La tv era imperdibile, allora, un po' come la vita. Perché c'erano pochi, meravigliosi doni che potevi trattenere anche se non stavi attenta.

Adesso tutto scorre e puoi solo allungare la mano, se ti concentri. Se sai indicare a te stessa la possibilità di un risveglio, davanti a uno schermo che ti pareva addormentato.

Qualcosa di imperdibile, era la tv. E forse, può esserlo ancora.

notte e qualcosa di imperdibile (la tv)

giovedì 23 marzo 2017

Notte e se non credi a Mago Zurlì

Riesco a mettere un argine al fiume di ricordi bambini e sono quasi fiera di me, mentre cammino con passo certo nella vita.

Poi, mi assale il pensiero di pochi mesi fa. Nella mia città, c'è una intensa mostra sulla storia della tv che proprio qui ha messo le radici, nelle sue forme private e libere. Un'anima precisa e cara intervista Cino Tortorella e io mi lascio assorbire da quei discorsi.

La sera, non trovo più il cellulare e dopo una serie di ricerche febbrili nel pensiero e nei punti dove ero stata, mi sovviene che l'ultimo avvistamento risaliva a quella sala. Così all'alba scrivo all'amica che mi conforta: un cellulare, è stato trovato.

Un episodio banale, che ora mi bussa gentilmente alla porta, con una carezza: forse se non credi a Mago Zurlì, lui ti riconduce a un mondo fatato, dove tutto si risolve lietamente. Anche se non sei più bambina.

Notte e se non credi a Mago Zurlì.

giovedì 19 gennaio 2017

Notte e vogliamo interpretare la terra

Accidenti a me, mentre accendo la televisione già mi sto rimproverando. Come se ascoltare dibattiti in tv, aiutasse a soffocare il dolore di quanto accade nel mio Paese scosso dal terremoto e dalla neve.

Come no. Ascolto interminabili esperti e qualche aspirante tale, interpretare la terra. La creatura più imponderabile, facilmente accusata di malignità, forse perché non conosciamo quella più terribile e imprevedibile: l'uomo.

Notte e vogliamo interpretare la terra.

lunedì 21 novembre 2016

Lucio e la straordinaria volontà

Gli spezzoni delle trasmissioni di Lucio Flauto mi riportano indietro solo per poco, assieme ai ricordi delle figlie Elena e Luisa con Giancarlo De Angeli. 

Per poco, perché sto già correndo avanti. Non veloce come fece lui, pioniere e unico in ogni esperienza e poi anche con Tam e AntennaTre, ma mi pongo l'interrogativo già affiorato dentro di me all'inaugurazione della mostra "Ti ricordi quella sera?" organizzata dagli Amici di Renzo Villa alla Bottega Artigiana.

Perché loro hanno saputo creare tutto questo?  E perché noi trascorriamo più tempo a lagnarci che a tentare di costruire.

Non è questione solo del fatto che sia mio concittadino, Lucio. Anche se mi fa solennemente incavolare che non esista nulla a ricordarlo a Busto. L'ho citato a due amici che vivono lontani e si sono subito illuminati, rievocando i pullman carichi di spettatori diretti qui o il tale sketch.

E' che ho sentito due parole magiche oggi a proposito di Flauto. Il talento, la simpatia, la verve naturale, l'empatia con il pubblico: tutto vero. Ma per farcela in ogni cosa e anche in quegli iniziali ottanta metri quadrati c'era qualcosa di più: la straordinaria volontà. Bando alle ciance, in fondo è questo che abbiamo perduto più di ogni altra cosa.

E quegli spezzoni dopo avermi fatto sorridere, dopo avermi meravigliata o aver destato ammirazione e malinconia, sanno dirmi qualcosa di prezioso. Per ricordare il passato che è ancora dentro di noi e per scuotere noi stessi e il futuro.

Grazie Lucio alla tua unicità e alla tua straordinaria volontà.

sabato 19 novembre 2016

Voglio ricordarmela quella sera (in tv)

Sono piccina e già viziata dalla tv e dalla libertà: non me la ricordo, quella sera. Vado ancora alle elementari e sento la voce di mio padre che commenta su quei pionieri.

Poco tempo dopo, avrei dato per scontato tanto, troppo. Lucio Flauto, mio concittadino ineguagliabile, Renzo Villa, Enzo Tortora: ma che coraggio hanno avuto? E il Peppino, Peppino Mancini. Più di quarant'anni fa: me lo richiedo con forza pensando a quanto hanno osato con la loro creatività.

Di Telealtomilanese, ho un pallido ricordo. Poi Antenna Tre e spesso si andava lì, nella magia di uno studio televisivo, dove tutto risultava diverso oppure - per una strana alchimia - più vero.

Eppure non era chiaro l'elemento più importante: che era la mia città che osava, la mia Busto che andava oltre la linea, che rischiava, che tremava e ripartiva più forte, fucina di libertà e di umanità con uomini e donne speciali.

Io ora voglio ricordarmela, quella sera, in tv. E quella voglia di correre avanti, che Busto - mi spiace - sembri avere smarrito. Proprio come l'Italia e la televisione.

Voglio ricordarmela perché loro se lo meritano e perché qualcosa bisogna fare, per ritrovarci e ritrovare quella voglia di osare. Grazie a chi ci offre questa chance.

Bottega Artigiana, via Zappellini 4, Busto Arsizio: Amici di Renzo Villa. Sabato 19 novembre- Sabato 3 dicembre

domenica 29 maggio 2016

Dialoghi reali - La replica di Barnaby

- Sì, ma cavolo, questa puntata dell'ispettore Barbaby è una replica. L'ho vista non  molto tempo fa. Che seccatura.

- Davvero, alla tv non c'è più nulla.

- Davvero!

- Ma allora perché continui a guardarla, gira.

 - Non mi ricordo chi è l'assassino.

lunedì 22 febbraio 2016

Notte e forse è una farsa

Il debole si indigna con il forte. E quest'ultimo ricambia.

Mi bastano cinque minuti di tv per sospettare.

forse tutto è una farsa.

Notte e forse tutto è una farsa.

martedì 14 ottobre 2014

Il male aggrovigliato

Il male aggrovigliato al bene, e quest'ultimo che arriva così, come meno te l'aspetti.

Seguo un'intervista di Paolo Poli e mi tengo stretta questa frase. Mentre viaggio a lungo in personaggi lontani e irresistibili, mi risento la bimba che spalanca gli occhi e il cuore davanti alla tv.

Ora, gli occhi, li chiudo subito. Ma prima aspetta, voglio gustarni questo viaggio con Paolo Poli e mondo in bianco e nero che brillava di colori.

domenica 15 giugno 2014

Oba-ba-luu-ba canzone per la notte

Superata in cinque minuti la difficoltà di scrivere il titolo, mi tuffo nel concetto che dà il benvenuto: a zigo ago c'era un mago con la faccia blu.

Naturalmente, molti di voi non la ricorderanno perché troppo giovani, altri ostenteranno amnesia per sembrarlo. Ma questa sigla tv nel suo piccolo ha celebrato la necessità di trovare una parola magica e di accostarla a un sogno, diverso per ciascuno.

E ha anche sancito una verità: basta crederci un po'. Ognuno può trovarsi a zigo-ago e incontrare un personaggio che può apparire buffo, ma ti spalanca una magia.

Oba-ba-luu-ba, Daniela Goggi, canzone per la notte.

mercoledì 9 aprile 2014

Perché preferivo il vecchio televisore

Accendendo questo aggeggio quasi nuovo, vedo: politici che vengono continuamente invitati in salotti civettuoli a parlare di ciò che dovrebbero fare, faranno e fanno chissà quando. Programmi definiti comici, in cui non mi scappa da ridere neanche con il solletico. E donne famose di cui non so dirvi mezza parola, perché non arrivano i sottotitoli a chiarirne identità e professione reale. Non che con gli uomini sia più chiara la faccenda.

Così mi chiedo perché. perché ho buttato il vecchio televisore. Almeno potevo dare del vecchio a lui.

martedì 18 marzo 2014

Ma questi che dicono

Signui, mi hanno acceso il televisore. Piantine come plastici, politici che pensavo fossero da un pezzo in pensione (non pagata da noi, mi piace sognare), grandi ragionamenti e piccole fregature.

Ma questi che cosa dicono, mi chiedo. E perché lo dicono, non hanno una casa (magari non pagata da noi, mi piace sognare) dove tornare stasera?

Ma soprattutto, perché vengono invitati (pagati da noi, con il canone) a emettere questi suoni che non ci conducono da alcuna parte?

#buonanotte