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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

venerdì 1 marzo 2013

Like a rolling Stone - canzone per la notte

Una falcata continua e menefreghista in apparenza. Vestiti di luce o di stracci,che differenza fa?

Tante le volte in cui mi contemplo così, come una pietra che rotola. E si può dare la colpa alla strada che scende, in folle competizione, o ammettere che non si stava badando alla propria posizione; si puó convincere la propria mente addirittura che non ci si è mai mossi.

Come quando sobbalziamo nel letto, persuasi di cadere, e ci aggrappiamo a un residuo di sogno.

Pietre rotolanti, se fortunati,coerenti o benedetti, con una direzione.

Notte, con le pietre rotolanti di Bob Dylan.

La differenza fra galleggiare e cavalcare

L'imbranata varca sempre la soglia di una piscina con venerazione. A ginnastica riuscivo a pigliarmi distorsioni con la cavallina, qui potrei andare a sbattere contro la vasca. E magari incrinarla, mi suggerisce Arguta Paffuta. Per inciso, in questo preciso istante ho udito un sinistro scricchiolio alla sedia.

Comunque, entro e vedo loro. Sono le ragazze della pallanuoto. Già ammiro chi sta a galla, figurasti chi doma l'acqua e si muove guerriera, quasi non badando alla sua presenza. Chissà cos'è quella luce che ogni volta mostrano, e che meriterebbe di brillare su un grattacielo perché tutti se ne accorgano.

Pronte a tuffarsi, a combattere, ad aiutare suor Marcella e i poveri di Haiti.

Io questa serata e anche quella che verrà, la voglio dedicare pure a loro. In fondo, c'è un pezzo del loro grande cuore in copertina.

http://www.nomosedizioni.it/book.php?ID=12NMS412&cat=1


Sgualcito

Un foglio sgualcito, dal cassetto, con un'aria addormentata. Non ha voglia di uscire, si vede, e preferirebbe prolungare la sua sosta.

Forse un biglietto di appunti dimenticati, o una piccola nota scambiata tra i banchi di scuola. Perché aprirlo, così rannicchiato, come se implorasse di stare solo in pace. E i mondi che racchiude, un foglio sgualcito, forse persino malconcio, si mantengono immutati, belli o sciatti che siano.

C'è un foglio sgualcito, che non vuole essere buttato,  ma nemmeno turbato dalla primavera.

Il primo marzo e tanti quesiti

Con che spirito prova a dormire oggi, primo marzo, il capitano Scott 101 anni fa in Antartide? Con quale forza vuole risvegliarsi, per non soccombere?

Che mese e anno strani, sono questi. Giorni sono significativi per Scott e i suoi uomini, anche nel 1913, quindi un anno dopo questa lotta. E si affaccia pure un altro anniversario importante nelle storie di esplorazioni: qualcosa di importante, in un continente molto diverso, proprio un secolo fa.

E ancora, oggi si celebrano i 40 anni di una roccia dei Pink Floyd, che ci ha fatto viaggiare parecchio. Con un aiuto fondamentale per il nostro libro.

Un giorno di marzo e tanti quesiti che scioglieremo stasera a Castellanza, tutto per voi.

http://www.nomosedizioni.it/news/upload/Invito_Lualdi_Castellanza.pdf


Abbandonarsi, un po'

Premessa: in tempi recenti mi son persa nel paesino a due passi della mia città e che frequento da circa  30 anni.

Questa mattina mi sono avventurata in una splendida terra che profuma di inverno agli sgoccioli e lavoro. In un paese speciale per me, ma che forse ho visitato una volta sola da bambina. Disinvolta abbastanza da non guardare più la piantina e dedicare scarsa attenzione al navigatore.

Ma avevo un angelo che pensava e attendeva, lo sentivo. Sono arrivata un minuto prima e con una convinzione: se riuscissi ad abbandonarmi un po', una volta in più.

Non ti allontanare

E io, sempre distante e ostinata, ti guardo mentre sembra che ti allontani. Tutto attorno, una marea di foto e commenti, tanti convinti di conoscere le tue ragioni, più di te.

Con agitazione, ho atteso le otto, poi il tuo congedo è stato un attimo. Vorrei averti capito, più di quanto ti abbia voluto bene, ma non so se è ciò che vuoi tu, figurarsi Lui.

Mentre riprendi a essere con maggiore evidenza un pellegrino, riesco a malapena a recitare una preghiera. Prima di Dirti: non allontanarti, non ancora. Distratta e fedele, ti seguo.

Mio padre non si addormentava mai

All'inizio fu proprio così. Mio padre non si addormentava mai, prima di vedermi rientrare a casa. O di sapermi nel mio cantuccio sicuro.

Quand'ero ragazza, fingevo pure di imbestialirmi, sempre che non lo facesse prima lui. Da ragazza spensierata, ad esempio, mi staccai con delle amiche dal gruppo per viaggiare sulle isole. A Mikonos - allora vista come una specie del regno del male - ci aggirammo la sera per il centro. Mio padre chiamò e l'albergatrice gli disse che eravamo in discoteca.

Due sere dopo, ad Atene al telefono le sentii con gli interessi.

E adesso noi ribelli, agitati per i nostri figli e nipoti. Mentre forse sogniamo di sentire quella voce che vibra: ma ti sembra l'ora?