La chiamata dell'estate era irresistibile, mi alzavo come un automa, nonostante dovessi separarmi dalla mia musica apparentemente, ma tanto mi restava entro. Mi inchinavo ai versi di Jim Morrison.
Che sarà di noi, quando l'estate sarà finita?
Improvvisamente, eppure con una sua bizzarra lentezza, l'estate si è trasformata in una prigione. Una cella dove non si respira, dove bruciano esseri e sogni, dove soppesi ogni respiro di chi ami. Quando si preannuncia la sua fine, o almeno una sua cospicua esitazione, si fa strada il sollievo.
Quello che racconta l'estate, di noi. Che stiamo cambiando o crescendo. Sbiadendo o rinascendo.

Nessun commento:
Posta un commento