Tutti impeccabili, siamo. Contro i no expo o i teppisti per chiamarli con i loro nomi. Chiaro, certo, e via dicendo. Ma se fossero i nostri figli, ci comporteremmo come la mamma americana che ha strappazzato il figlio armato di pietre?
Sì, perché hai incendiato quell'auto? E se ti fossi ustionato le madri? Sai che potevi bruciarti il giubbotto, quello buono? No, scusa caro, chi se ne frega: te l'avrei ricomprato nuovo.
siamo perfetti, sputasentenze. E l'unica frase che non ci viene naturale è: è colpa mia. Per questo, dopo anni di tormenti e polemiche in salsa Expo, salvo solo Giuseppe Sala: perché ha detto, se Expo non sarà, è colpa mia.
Notte ed è colpa mia. Questo il sogno che voglio gustare.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
sabato 2 maggio 2015
Il momento, la finestra
C'è quel mometnto, in cui parlare con tutti. Tu sei nella consueta fase "vorrei mordere tutti",eppure ti sfugge.
Se ti afferra quel momento, ti trovi a parlare con effetti sconosciuti. Se riesci in altre lingue, ti sembrerà quasi di farla franca: come se tu non volessi ascoltarti.
Ma c'è quel momento, come una finestra, in cui ti puoi affacciare sugli altri.
E non vedo ragioni, per richiudere tutto.
Se ti afferra quel momento, ti trovi a parlare con effetti sconosciuti. Se riesci in altre lingue, ti sembrerà quasi di farla franca: come se tu non volessi ascoltarti.
Ma c'è quel momento, come una finestra, in cui ti puoi affacciare sugli altri.
E non vedo ragioni, per richiudere tutto.
La vecchia targa del dottore
L'ultima volta ci saremo andati quarant'anni fa, quasi. E lui non se n'è andato molto più tardi.
Eppure la targa del vecchio dottore è sempre lì, lucida sulla porta fiera. O dovrei dire, la vecchia targa del dottore.
Qualcuno veglia, con il suo amore discreto, e quando passo davanti è come se potessi spingere quell'uscio ed entrare da lui. Spiegargli un problema, con la paura e l'ingenuità di una bimba, e uscirne con un sorriso e una caramella.
Eppure la targa del vecchio dottore è sempre lì, lucida sulla porta fiera. O dovrei dire, la vecchia targa del dottore.
Qualcuno veglia, con il suo amore discreto, e quando passo davanti è come se potessi spingere quell'uscio ed entrare da lui. Spiegargli un problema, con la paura e l'ingenuità di una bimba, e uscirne con un sorriso e una caramella.
venerdì 1 maggio 2015
Notte e venticinquemila passi
Venticinquemila passi, mi dicono: e il mondo si è appena dischiuso.
E la lista enuncia Paese per Paese, ma quanti altri compaiono con la timidezza di chi non può permettersi una vetrina.
Sto camminando ancora, quando devo andare via da Expo, eppure è difficile congedarsi da riservati sorrisi. Niente a che veder e con l'orgoglio rumoroso delle Frecce tricolori.
Eppure tutto insieme è Expo.
Venticinquemila passi, un mondo e le emozioni, mica so contarle. Ripararle nel cuore sì, come la terra che ospita saggiamente semi.
Notte e venticinquesima passi.
https://www.youtube.com/watch?v=h6wFu8l2GEE&feature=em-upload_owner
E la lista enuncia Paese per Paese, ma quanti altri compaiono con la timidezza di chi non può permettersi una vetrina.
Sto camminando ancora, quando devo andare via da Expo, eppure è difficile congedarsi da riservati sorrisi. Niente a che veder e con l'orgoglio rumoroso delle Frecce tricolori.
Eppure tutto insieme è Expo.
Venticinquemila passi, un mondo e le emozioni, mica so contarle. Ripararle nel cuore sì, come la terra che ospita saggiamente semi.
Notte e venticinquesima passi.
https://www.youtube.com/watch?v=h6wFu8l2GEE&feature=em-upload_owner
Siam pronti alla vita - canzone per la notte
Lascerò ad Arguta Paffuta di fare la dura, ma stenterà anche lei. Tutto costruito? Va bene.
Ma quando sento i bambini cantare l'inno d'Italia, nelle zampate iniziali di Expo, e mi assalgono le parole:siam pronti alla vita.
Oh sì, pronti alla morte, gridano gli adulti, se c'è da combattere (meglio per un ideale). Eppure i bambini ci devono riportare al nocciolo della questione.
Siamo qui per vivere. Non sopravvivere. Abbiamo voglia di vivere.
Poco dopo, senza preavviso partono le frecce tricolori, e io vengo scossa dalla paura, prima di cedere al fascino. Penso ai piccoli, in tanti angoli del mondo, che rabbrividiscono al passaggio di un aereo. Piccoli che vogliono vivere.
Siam pronti alla vita, canzone per la notte.
Ma quando sento i bambini cantare l'inno d'Italia, nelle zampate iniziali di Expo, e mi assalgono le parole:siam pronti alla vita.
Oh sì, pronti alla morte, gridano gli adulti, se c'è da combattere (meglio per un ideale). Eppure i bambini ci devono riportare al nocciolo della questione.
Siamo qui per vivere. Non sopravvivere. Abbiamo voglia di vivere.
Poco dopo, senza preavviso partono le frecce tricolori, e io vengo scossa dalla paura, prima di cedere al fascino. Penso ai piccoli, in tanti angoli del mondo, che rabbrividiscono al passaggio di un aereo. Piccoli che vogliono vivere.
Siam pronti alla vita, canzone per la notte.
Expo, in stato di grazia
No, non mi sono accorta dei disastri, troppo lontani. No, non mi indigno nemmeno più.
Ho visto, sentito, annusato troppa grazia. Quasi un mondo che non esiste, se non l'avessi toccato con mano.
Popoli che amo, ad uno ad uno, tutti insieme.
Grazie Expo per questo cammino iniziato, con i colori in armonia.
Le ombre esistono, ma gli uomini e le donne di più.
Ciao, primo giorno. In stato di grazia.
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