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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

mercoledì 9 gennaio 2019

Il campione e la mamma (non dimostrare niente a nessuno)

Sento tanti che si spacciano per campioni. Sotto i riflettori, sentono di aver dato tutto.

Stasera ne ho visto uno. Dopo una battaglia durissima, e aspettando le altre sotto forma di allenamento sfibrante, è uscito dall'arena, mano nella mano con una donna.

- è la mia mamma.

E l'ha presentata a tutti. Fiero e devoto, perché sa dove siano iniziati i sacrifici.

Un campione e la sua mamma. E la certezza di non dover dimostrare niente a nessuno.

lunedì 7 gennaio 2019

Louder than hell - canzone per la notte

Martelliamo note per coprire il rumore dell'inferno. Fiamme che sprigionano ruoli, falso coraggio, voglia di stritolare la libertà degli altri.

A noi piace più forte dell'inferno, ci diciamo.

Ma forse, mi dico stasera, più rumoroso dell'inferno c'è solo il silenzio.

Un quesito senza risposte, che si scioglie nella notte. 

Louder than hell, Motley Crue, canzone per la notte 

sabato 5 gennaio 2019

Il riparo sotto la pioggia

Trovare un riparo sotto la pioggia, mica vuol dire ritrarsi.

È anche un modo per osservarla meglio, senza i mormorii della pelle. Lasciare che gli occhi inseguano ogni goccia e vi danzino. Persino quando non c'è.

venerdì 4 gennaio 2019

La notte che protegge

Ci sono sere che si ritagliano da un album di carta, come quelli che da bambina prendevo e animavo con le forbici. Personaggi che diventavano persone e storie che si riempivano di colori.

Tu socchiudi gli occhi e ascolti le riflessioni degli amici, qua e là costellate di battute. Tutto è silenzioso e impeccabile nella casa, tanto che da grande vorresti diventare così.

Poi, ti accorgi che grande sei già diventata e non ti viene nemmeno da rimproverarti. Senti, intervieni, ridi, guardi avanti con loro oltre il velo gelido dell'inverno.

E quando esci nella notte, non ti incute paura alcuna. Perché è la notte che protegge, ancora calda di questo incontro, di queste tracce di umanità che  non si fanno notare.

giovedì 3 gennaio 2019

Il presepe, tardivamente

Non so quante volte io sia corsa in centro in queste settimane. Stasera, vi sono passata e mi sono accorta del presepe.

Quel presepe che per anni si è steso sulla piazza, dolcemente, con la piega di un sorriso. Quel presepe che ogni anno aspettavo con avidità, perché era la prima promessa del Natale.

Ora l'ho visto respirare profondamente, proprio sul finire delle mie feste. Mentre passeggiavo con un'amica, e non correndo da qualche anonima parte.

Il presepe, tardivamente. Il presepe, davvero.

Conversando sempre più distanti

Ascoltiamo metà di quello che ci viene detto, leggiamo un quarto, eppure rispondiamo il doppio.

Come a colmare il vuoto che la nostra disattenzione ha creato. 

Conversazioni che perdono i pezzi e altri ne afferrano a caso, ci portano sempre più distanti.


martedì 1 gennaio 2019

Quello che non potevi fare

Un primo giorno come altri, con le sue luci e le sue contraddizioni. Con i suoi tempi tenuti insieme malamente, e difatti sono saltati.

E un'amica mi sgrida dicendo a proposito di una di queste tappe: hai sbagliato, quello che non si può fare non lo si fa.

Sarà, ma quello che non potevo fare oggi, facendoli, mi ha reso più felice di tutto.