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domenica 5 aprile 2020

Come se avessi voluto diventare John McEnroe

Ogni sera è una lotta per non immergermi in una tv, che da indifferente è diventata causa di ansia e confusione per me. Con diligenza mi do alla loro ricerca di film da mordicchiare, anche tardivamente, a parte il lunedì di Montalbano, che è una partita a sé.

Ma stasera mi hanno convocato Borg e McEnroe (quanta fatica nel non invertire l'ordine) e non ho potuto rifiutare. La lotta c'è stata, comunque: un po', perché non volevo rivedere gli istanti finali di quella partita, poi perché vacillo ogni volta che compare Gerulaitis: forse il mio vero preferito di tennisti rockstar, per la sua umanità disarmante.

Ogni incontro, persino un bis ti denuda con epifanie e io ho ripensato a come adorassi McEnroe. Quello in cui mi rispecchiavo, ribelle per definizione. Poi ho guardato dentro Borg, messo a nudo senza crudeltà in questa pellicola, specialmente nelle parole attribuite a Vitas.

Non è un ghiacciaio, ma un vulcano. Quello che tiene dentro, rovente e inespugnabile finché esplode. 

Ho sempre agito come se avessi voluto diventare McEnroe, fuoco e fiamme, anzi magari già mi illudevo di esserlo, così era più comodo occultare la mia identità: quella di un vulcano, che si è tenuto molto dentro, troppo a lungo.

Adesso ammiro John perché è stato un campione non solo nello sport. E guardo con tenerezza Borg. E ancora di più me stessa.

domenica 19 ottobre 2014

Notte vincendo con McEnroe and anyone

Chi dorme questa notte? Ho una marea di tornei da tennis da ripassare. Domare l'emozione di rivedere McEnroe e amare questo sport ancora, profondamente.

Anche se lui è il mio preferito, indiscusso, sorrido al mito Borg. Faccio persino un cenno di saluto a Lendl, che non sopportavo, allora lui si è vendicato facendomi vincere Murray.

Poi vedo altri campioni di quegli anni e subito dopo. Il mio caro Gerulaitis. Vilas che vidi dal vivo proprio contro Lendl. In tema di classe, applaudo Edberg. Arrivo fino giusto ad Agassi, ma poi corro indietro.

Non posso dimenticare Fleming e le emozioni del doppio con McEnroe. Con il lunghissimo Peter, John mi sembrava quasi un angioletto.

Un signore, Fleming, che disse: la migliore coppia nel doppio è costituita da McEnroe e chiunque.

Scansati, sonno. Devo gustarmi tennis archeologico.

Notte vincendo con McEnroe and anyone.

sabato 7 settembre 2013

Campioni imperfetti

Stanotte voglio sognare uno dei miei sport perduti. Resiste a malapena tra uno scozzese testardo e una principessa italiana.

Ma stanotte organizzo la partita di tennis che voglio io, sotto la tenda dei sogni. Campione imperfetto e incontrastato McEnroe: lo sento urlare fin nei cassetti più arroccati. Solo Fleming sa ammansirlo, e questa non è opera di uomo qualunque. Vilas si avvicina e sento la carica della fine del mondo.

Campioni imperfetti, coloro che ti fanno sognare. E nel cassetto della malinconia, vicino a quello della speranza, vedo Gerulaitis. Vorrei che si fermasse, qui con noi, e un altro incontro si apre su tappeti che cambiano colore, nella stessa tiepida luce.

#buonanotte