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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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domenica 3 maggio 2020

Quello che metto da parte per raccontarti

Che non ci sia alcuna Liberazione, casomai un'assunzione di impegno, come quando cerchiamo di diventare adulti, mi viene confermato dalla frase di un amico.

Uno di coloro che mi hanno permesso di arrivare fin qui, tenace tra gli sbandamenti. Oggi al telefono mi diceva che a volte pensa a qualcosa e osserva dentro di sé: questo, lo devo raccontare a Marilena quando la vedrò.

E ancora non possiamo vederci. Perché siamo amici, non congiunti, nonostante il filo che ci lega sia così stretto da tremare e sognare per l'altro.

Quello che metto da parte per raccontarti: mi appare come un tesoro, che nemmeno potrò sfiorare in questi giorni di Fase 2. Perché non è congiunto lui, come altre persone così care a me. E perché abbiamo paura: mica dobbiamo nascondercelo. Perché ciascuno di noi ha qualcuno da proteggere e temiamo di non compiere il gesto giusto.

Quello che metto da parte per raccontarti, guardandoti negli occhi, ha il sapore della libertà.

lunedì 17 aprile 2017

Notte e adesso piango (non mi impegno)

Mi parleranno di resurrezione e in qualche contorto modo ci credo anch'io. Mi diranno che è un angelo ora e ha pure ragione chi afferma che lo era anche prima.

In questi giorni di rinascita, non ho potuto scrollare via questo magone che ha abbracciato tanti di quelli del passato, fondendosi in un'unica sensazione di dolore. Che cosa facevo prima? Reagivo. Pensavo oltre. Pregavo, certo. Fuggivo. Mi impegnavo. Scrivevo.

Adesso, ci ho messo un po' a scrivere, perché prima ho fatto una cosa per me inaudita: ho fissato quel magone negli occhi e si è sciolto. Un pianto liberatorio, la certezza che non voglio fuggire, che non voglio andare oltre, che ho tutto il diritto, forse persino il dovere, di fermarmi a piangere per questa creatura come per le altre che sono volate via.

Anche il vento si è placato, come se si stupisse.

Non mi impegno: adesso piango.

Notte e adesso piango.

lunedì 25 aprile 2016

Notte e non siamo liberi

Chi ha aiutato a liberare, come la Brigata ebraica, non può celebrare. Chi non ha un mosso un dito, sventola bandiere. Chi sventola solo parole, viene celebrato. E chi odia, può piazzarsi comodamente ai posti di comando.

Ma più di tutto, siamo divisi, lacerati, se possibile più di 71 anni fa.

Cielo, se c'è da combattere, da soffrire, da liberare, più che mai.

Notte e non siamo liberi.

sabato 25 aprile 2015

Notte e chissà se siamo più liberi

Ho festeggiato la Liberazione nel mio cuore, dove le bandiere non aggrediscono e non sono aggredite.

In questi anni tante storie mi hanno seguita, chiamata, addolorata, incoraggiata. E spento molta volontà di giudizio.

Ma quando sento vecchi razzismi e nuovi insulti, l'incremento di veleni e la fretta di distinguo, mi viene da pensare.

Non so se settant'anni dopo siamo più liberi. Ma peggiori, sì.

venerdì 25 aprile 2014

La radio libera sopra la tua testa

La radio libera sopra la tua testa. Nascosta e poi capace di gridare all'ennesima potenza, fino a stordirvi.

Perché la mia città, quando voleva essere decisamente libera, sapeva essere prima nel modo più giusto: al servizio.

Siamo liberi, gridò una radio in un palazzo. E a me piace - papà - pensare che quella emittente felice nell'annunciare la libertà potesse essere solo lì, sull'anima coerente e sincera che io amo e che sei tu.