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venerdì 11 marzo 2016

Notte ed è tutto abbastanza lontano da noi

Vago tra giornali alla ricerca di un perché, finché inciampo in un articolo. Parla del dolore, dell'umiliazione, della morte in una città del Sudan.

Sudan? Da quanto tempo leggo di un articolo sul Sudan? Conosco questa città? Pensa, era della speranza, ora della paura: così leggo.

L'articolo è del New York Times. Sì, di un giornale degli americani che se ne fregano del mondo, esistono solo loro. Infatti, tutti i giorni leggo sui siti europei della tragedia sudanese o di altri Paesi africani.

Fino alla fine del mondo, nei Paesi dove la guerra non c'è, secondo noi.

On paper, the war is supposed to be over.

Sulla carta. Ma nei cuori, nella carne, è in corso. Solo che a noi non frega un tubo. Perché non è qui tra noi, è in un angolo di pianeta, non importa quanto vicino. E' tutto abbastanza lontano da noi, se lo vogliamo.

Notte ed è tutto abbastanza lontano da noi.

lunedì 23 giugno 2014

Notte per un bimbo, giorno per una mamma

Mi ero appena illuminata per Meriam, liberata in Sudan. Un giorno che si univa alla notte, e non erano i lampi a mandare luce di gioia.

Poi leggo un'altra notizia: i dettagli della morte di un ragazzino israeliano, ucciso dal fuoco siriano. Si chiama Mohammad, sì, questo ragazzo è un arabo israeliano. Non fa differenza, per l'amore. Né per l'odio.

Questo ragazzino che stava per cominciare le sue vacanze scolastiche, è morto tra le braccia del papà.

Buona notte, caro Mohammad. Cerco di consolarmi con il giorno di Meriam, ma non ci si può consolare su questa terra, non davvero.

martedì 27 maggio 2014

Notte con Meriam, bellissima mamma ammanettata

Resto in Africa questa notte. C'è una nuova creatura, la stringe tra le braccia come può mamma Meriam. E' bellissima, mamma Meriam, l'avete vista?

Dicono che abbia partorito ammanettata al letto, ma non credo ci sia una donna più libera di lei. Capace di vivere la sua fede, di dare un'altra vita grazie a Dio.

La vogliono uccidere, Meriam, perché è cristiana. Intanto la rinchiudono e così i suoi piccoli.

Voglio restare lì, questa notte. In Sudan a vegliare su questa donna, o pregare per lei. Perché mi sa che è lei, con il suo splendido sorriso di mamma, che veglia su di noi.