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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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sabato 22 luglio 2017

Notte e non ci si può perdere

Nella folla che deve gridare qualsiasi cosa sul treno, vicino alla porta mi riposa la vista di una madre e una figlia. La prima con i capelli bianchi raccolti e occhi colore del mare, è un po' ansiosa per l'approssimarsi della meta; la seconda, la tranquillizza e allo stesso tempo benevolmente la richiama perché non si agiti per niente.

C'è un altro figlio che aspetta - apprendo - e la madre non vede l'ora di abbracciarlo. Di fronte a un moto di dolce gelosia di colei che ha vicino, spiega con tenerezza: non lo vedo da una settimana, mentre ho goduto di te in questi giorni.

Questo pensiero smorza tutto, ma non come la visione che ho poco dopo: le due donne si tengono per mano. Mi viene da chiudere gli occhi e vederle nella stessa posa, trenta, quarant'anni fa. La madre sicura che guida la bimba, la richiama perché non si faccia prendere dalla foga, perché non si perda…

Chi guida, nella notte dei timori e delle incertezze, delle ansie e dell'amore. Un tempo la madre, oggi la figlia. Eppure quella stretta mi dice che entrambe stanno tracciando la direzione a modo loro, i piani del tempo scomposti e intrecciati come quelle dita. Che non ci si può perdere.

Notte e non ci si può perdere.

martedì 13 giugno 2017

Le cose spiegate da una mamma

Con la manina stretta in quella della mamma, procede sicura la bambina. Rallenta solo davanti a un negozio dal nome troppo difficile per lei.

- Che cos'è questo negozio?

- E' dove fanno questo e questo.

La bimba annuisce e anch'io, senza che me ne renda conto. Quasi quasi le seguo e imparo qualcosa.

Perché le cose spiegate da una mamma, le capisco anch'io, ragazza ottusa.

giovedì 1 settembre 2016

Due o tre cose sul fertility day (e chi è peggio)

Anch'io ho sofferto e mi sono indignata per il fertility day. Per la mancanza di sensibilità che vi ho trovato, come una coltellata. Poi ho respirato, profondamente. E ho ricordato tutte le coltellate prima e quelle che ancora verranno.

A 29 anni mi sono trovata così, squarciata eppure con una speranza. Mentre ritrovavo le forze, vedevo gente, diciamolo donne, che si recavano pietose in ospedale a trovarmi. E intanto spargevano bugie su di me e sul mio ventre, come se quello mi rappresentasse in toto. Be' forse loro. Qualche anno dopo, il bis. E ho trovato un conoscente, un fiorista, che veniva a portarmi stupito un mazzo di fiori. Dicendo: ah, pensavo, fosse una nascita, invece che cos'è, un aborto?

No stupidello. Forse il tuo cervello. Sono malata, ma passerà o spero.

Tanti esseri umani, poveri come non potevano apparire, mi hanno seguito negli anni. Anche quando  sembravano aiutarmi ed essere al mio fianco: tra di loro è spuntato chi poi mi ha preso in giro, l'ultima e suprema derisione.

Sì, perché il fertility day non è niente. Dietro ci sono le persone che commentano, alle tue spalle e non solo. Forse perché hanno creduto di dare la vita e pensavano di poter sputare sugli altri, come se fosse una questione di medaglie.

No. E' qualcosa di più. E' qualcosa che va oltre.

Sono diventata più forte. Ma non grazie a queste persone. Grazie a me stessa, a chi mi ama, ai miei amici autentici e agli angeli.

E oggi sono felice. Non solo perché non ho  messo al mondo webeti (termine che non mi piace neppure, visto che presuppone che qualcuno si ritenga migliore degli altri al punto da insultarli).

E' perché sono piena di amore e ho figli amati. Non importa se non sono sui documenti ufficiali  o non li esibisco come medaglie tra cinguettii. Importa che siano nel mio cuore, fragile ma fertile. Senza orologi che segnano il tempo.

martedì 19 aprile 2016

Cosa sapevo, cosa so dell'Ecuador

Dell'Ecuador non sapevo nulla, poi ho appreso qualcosa, briciole da Expo e un mare di emozioni da una mamma innamorata.

Dell'Ecuador so che soffre, come il Giappone. Chissà perché entrambi mi sono parsi Paesi cortesi, e tormentati oggi dalla nostra indifferenza.

Dell'Ecuador so che ha tremato. Di noi che non ci scuotiamo mai.

http://neicassettidimalu.blogspot.it/2015/09/marocco-ed-ecuador-e-son-viva.html

sabato 13 dicembre 2014

Buona notte mamma sulle labbra di tutti

Non ti nomino nemmeno, non posso sapere quale sia la verità. Neanche in queste ore, su di te.

Ma tu sei una mamma sulle labbra di tutti, alcune si credono anche immacolate. Nel caldo dei loro pensieri, pontificano in mille modi.

Sei una mamma, e Dio sa quanto sia prezioso, unico questo. Sono arrogante: lo so più di tante altre che lustrano sentenze di circostanza, tra una visita dal parrucchiere e un impegno sociale.

E vorrei passarti un abito, un abbraccio, una preghiera.

Buona notte mamma sulle labbra di tutti.

martedì 27 maggio 2014

Notte con Meriam, bellissima mamma ammanettata

Resto in Africa questa notte. C'è una nuova creatura, la stringe tra le braccia come può mamma Meriam. E' bellissima, mamma Meriam, l'avete vista?

Dicono che abbia partorito ammanettata al letto, ma non credo ci sia una donna più libera di lei. Capace di vivere la sua fede, di dare un'altra vita grazie a Dio.

La vogliono uccidere, Meriam, perché è cristiana. Intanto la rinchiudono e così i suoi piccoli.

Voglio restare lì, questa notte. In Sudan a vegliare su questa donna, o pregare per lei. Perché mi sa che è lei, con il suo splendido sorriso di mamma, che veglia su di noi.