Post in evidenza

SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

Visualizzazione post con etichetta Tay. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tay. Mostra tutti i post

martedì 23 ottobre 2018

Notte unendo terre e sguardi

Non so se sento più gli anni o i chilometri. So solo che ogni tanto voglio essere ancora questo, nonostante la mia poco arrendevole natura.

Un ponte che unisce i lembi di una terra o di uno sguardo. Inarcata sotto un cielo macchiato di luce e voglia di bufera, resto immobile a sperare.

Anche di poter essere un ponte come quello sul Tay, nonostante la mia poco arrendevole natura. Che lascia passare tutti, ma con pochi si ferma ad ascoltare il vento.

Notte unendo terre e sguardi 

giovedì 8 gennaio 2015

If I could listen to the river (Tay)

I guess I was born near a river: I remember my first trip there. And when my Dad had some time, he only had one thought: let's take my daughter to the river. Water, light and smiles playing together, and I couldn't ask anymore.

Then I grew up or I pretended to do so. I reached the river Tay. I listened to its pride, its pain, its tales.

And when I feel deaf to the world and I still can't understand why we get lost in nothing, I have one desire.

To get back to a river and listen to Him. I just miss the River Tay.

domenica 28 settembre 2014

Prebble e il giuramento violato

Ho promesso, correggo giurato che non mi piace: non comprerò un libro in Scozia. Non ho voluto nemmeno la valigia per non cadere in tentazione. Mi sono data anche un conforto tecnologico: ho la complicità degli e-book.

Ad esempio, a ogni viaggio scozzese riempivo la valigia di libri storici o di romanzi come quelli di Ian Rankin. Tutti acquistabili online, basta.

Ma a Glenfinnan, terra dove è partita l'ultima guerra di liberazione, perdo il controllo di me stessa. Non sono nemmeno in una libreria, bensì in un negozio con merce varia. Recupero il libretto con le parole in gaelico, visto che avevo smarrito l'altro: solo questo, mi impegno solennemente.

Poi mi guarda, mi guarda proprio, "Glencoe" di John Prebble. Cribbio, io ho una venerazione per lui, in "Culloden" ho pianto come una dannata. E da notare che lui è nato in Inghilterra, ma è un'anima libera, troppo libera per non scrutare nelle sofferenze. Il libro sul disastro del ponte Tay è un capolavoro, un'indagine accurata che passa dalle vite umane senza mai calpestarle.

Glencoe, è una storia troppo complicata e dolorosa per me. L'ho letta, ascoltata nella canzone dei Nazareth, mi ricordo le interpretazioni degli attori a Edimburgo. Lo sfregio peggiore, perché calpesta l'ospitalità, legge antica come l'uomo.

Ma come la spiega lui, dev'essere unica ed emblematica, un'iniezione di umanità.

Prebble. E il mio giuramento violato.

martedì 4 marzo 2014

Tay and may

I guess The Tay is shining like powerful thoughts.

Camminare lungo il fiume, ti offre la certezza o l'illusione - Qualcuno lo saprà e non mi immischio - che uno sbocco, un porto, uno spalancarsi esista. Maybe.

Intanto l'acqua canta: Tay and may, a quiet song.

Quando ci arriverai, sta a te non esserne sopraffatto. Intanto, cammini, pensi e sfogli quei riflessi d'acqua, che brilla con i suoi potenti pensieri.

Riflettere, uno dei verbi più magici del mondo.