Una sera in gita, ci abbiamo provato a guardare "Profondo rosso". Era un brivido già osare entrare nella notte distanti da casa, con un film dal sapore proibito per me.
Eppure, inchiodati davanti allo schermo in albergo, neanche potevo troppo interrogarmi sulla verità. Perché un compagno di scuola qua e là avvisava: l'assassino è la madre dell'ubriaco.
E ci ribellavamo, scoppiavamo a ridere, tremavamo senza farci notare. Poi, alla fine, in modo terribilmente sintetico, aveva ragione lui. Ma te ne convincevi solo all'ultimo momento, quando l'attrice musa di un'epoca lontana rivelava tutta la propria feroce determinazione.
Prima, c'era solo da tremare. E anche più tardi, quando mi trovai nella stanza condivisa con una compagna che però aveva preferito la discoteca.
Ho visto tante volte "Profondo rosso", ammirato la curiosità elegante indossata da Hemmings e la dedizione ribelle di Daria Nicolodi. Eppure, ogni volta, sentivo quella frase.
- L'assassino è la madre dell'ubriaco.
Fosse stata quella la certezza, mormorata da un adolescente più avanti degli altri.
Invece c'è di più, o di peggio: che l'orrore è conficcato in noi e non si lascia fermare, se non quando sei solo ad affrontarlo.
Notte e quello che è chiaro di Profondo rosso (non è l'assassino)
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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mercoledì 14 settembre 2016
giovedì 22 maggio 2014
Come se ci fossero pirati
Come se ci fossero i pirati, ma quelli in bianco e nero. Che forse non fanno veramente male. Sarà perché arrivano senza ansimare dalle pagine di Salgari.
Sarà perché Massimo Girotti sistema tutto, con delicatezza. E Clara Calamai, così fragile se uno ci vuole credere.
Come se ci fossero privati, e un film che apre storie come un libro, senza più richiuderle davvero.
Sarà perché Massimo Girotti sistema tutto, con delicatezza. E Clara Calamai, così fragile se uno ci vuole credere.
Come se ci fossero privati, e un film che apre storie come un libro, senza più richiuderle davvero.
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