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giovedì 19 marzo 2020

Agli angeli non serve la luce

Ha fatto bene il mio sindaco, come già altri avevano deciso, a chiudere i cimiteri. In queste settimane - che non so nemmeno quantificare più - dal primo decreto, mi sono imposta di non andarci e so quello che mi è costato. Ma ci sono regole da osservare e anche se per me  dire una preghiera davanti alla lapide di papà, è più importante di comprare il pane, vi ho rinunciato.

Questa battaglia contro il coronavirus è immane, spaventosa e lo è soprattutto per colpa nostra. Sappiamo sempre cosa fare, specialmente quando non sappiamo niente.  Ma non voglio unirmi al coro di invettive, di questo sbirciare sempre dentro le vite degli altri, sapendo ancora di più di quello che si ostenta a proposito di un virus maledetto.

È che stasera avevo un pensiero, una di quelle fitte che si insinuano e non sai come cacciarle via. Avevo cambiato il lumino a papà con uno provvisorio e chissà se funzionerà bene. L'idea di lasciarlo al buio, in un mondo già così oscuro, mi turba in queste notti dove il silenzio profondo e i rumori scardinanti convivono.

Lo so che è un'idea infantile, ma ci vuole una persona amica che già amici ha perso per questo virus, a scioglierla. Lei che andrebbe consolata, posa questo delicato promemoria sulla mia mente stanca.

Agli angeli, non serve la luce.

venerdì 27 aprile 2018

Ladri di sole

Sotto un cielo grigio vado da mio padre per il suo compleanno. Lui è nato in una notte di tempesta e so che quelle nubi non lo sfiorano nemmeno, nel luogo del suo riposo.

Ma sorrido pensando al fatto che sua cugina, che tanto amava i colori, da pochi giorni ha una bellissima pianta nuova, con i petali che sembrano tanti soli e un velo giallo di primavera, con il suo nome. Allora passo da lei, come se la sua foto mi potesse restituire quel sorriso.

Solo che la pianta non c'è più. Il vuoto davanti alla lapide è come un pugno nello stomaco. Non so quante piante mi abbiano rubato negli anni, al cimitero: persino un alberello di Natale sparì il giorno dopo.

Ma oggi è diverso. Oggi in cielo si festeggia mio papà e alla tavolata immagino anche lei. Che il sole ce l'ha lo stesso, e per sempre, lo so.

Noi, no. Una specie confinata sotto un cielo grigio che non conosce rispetto. Ladri di sole, di raggi di umanità.