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lunedì 20 marzo 2017

Dialoghi reali - Un ascolto per tutti

- Ma perché non mi ascolti mai?

- Perché ti ho ascoltato la prima volta. Poi hai ripetuto le stesse cose.

sabato 28 gennaio 2017

Dialoghi reali - non l'hai mica capito

- ma quella là è qua perché là.

- non ho capito cosa hai detto.

- ma io cosa ho detto l'ho capito bene. 

Comunicare, dicevamo. 

lunedì 2 gennaio 2017

Christmas forever (potere alle lettere)

Sono distratta, ma so che è trascorso il Natale. Solo che è rimasto un pezzo qui con me. 

Una lettera di un amico dalla Norvegia, è il rito che si rinnova da ormai da più di trent'anni. E mi vede in colpevole difetto, ma lui da signore qual è neanche me lo rinfaccia.

Se ci penso, a quante lettere scrivevo da donzella. Alcune erano talmente intense che erano seguite da telefonate degli amici. No, non perché fossero capolavori letterari: "Mari, grazie per avermi scritto, adesso mi traduci la tua calligrafia?".

Non me la prendevo, anzi era un'occasione per riderci su e aggiungere altri particolari tra di noi.

Non ho scritto abbastanza lettere, tuttavia, già quando potevo. Poi le dannate mail mi hanno viziata e sono fuggita. Neanche tanto prendere la penna, era il guaio. Piuttosto sai che fatica imbustare, andare a prendere i francobolli e imbucare: roba che se ci penso, mi infurio con me stessa per la mia pigrizia.

Perché il mio pen friend mi scrive da più di trent'anni la lettera di Natale. Prima, la nostra corrispondenza era più fitta, quindi è arrivata l'era della rete senza legami in cui sono scivolata pure io. Lui è fedele a questo appuntamento e mi trasporta in Norvegia, ma anche più lontano, nella loro vita, sento il loro tempo, guardo prima di uscire se ha nevicato molto, cerco un raggio di sole.

Christmas forever, grazie a te amico. E potere alle lettere, un po' dovremmo restituirlo a questo mezzo antico ed eterno come il Natale.


mercoledì 23 novembre 2016

Dialoghi reali - Della comunicazione

- Ho visto il marito di quella signora.

 - Ah, bene.

- Ma di che signora sto parlando?

- Non lo so.

venerdì 18 novembre 2016

Possiamo parlare con tutti

Possiamo parlare con tutti, in ogni angolo della terra, persino il più dimenticato. Possiamo aggrapparci a una linea invisibile, a un computer, le lettere meno: troppo concrete.

Possiamo parlare con tutti, sempre e dappertutto.

E per questo, spesso neanche cominciamo a farlo.

lunedì 12 settembre 2016

Quello che non leggiamo (ciarlatani della verità)

In questo periodo si susseguono inesorabilmente le notizie su persone che rifiutano le cure tradizionali e si affidano a quelle alternative: così viene fotografato il fenomeno. Improvvisamente, un episodio tira l'altro e già questo mi insospettisce un po'.

Ma come spesso accade di recente, è il commentificio che mi spaventa davvero, a morte. Subito piovono i giudizi implacabili sulle malattie (degli altri), le scelte (degli altri) e l'irresponsabilità (degli altri). Compassione, poco pervenuta.

Il peggio è avvenuto con l'ultima triste storia letta. Triste, perché se n'è andata una donna, con il peso della sua malattia e del suo dolore condiviso dalla famiglia. I titoli sono sintetici, i pezzi per lo più dettagliati. Persino i servizi televisivi dipingono un passaggio fondamentale all'inizio.

Vale a dire: lei ha provato sì a curarsi con le terapie tradizionali, il male è cresciuto ugualmente e la donna ha provato allora con altre cure, prima di tornare ai medici.

Pochi, pochissimi l'hanno letto, sentito. E subito si sono lanciati a bollare: quella che ha rifiutato le cure e si è affidata ai ciarlatani.

Quello che non leggiamo (o non vogliamo leggere), a volte ci condanna a giudizi sbagliati e dolorosi. A volte, anche a essere dei ciarlatani della verità.

lunedì 20 giugno 2016

Parlare perfettamente

Sì, è vero che parlate perfettamente. I vostri concetti rimangono scolpiti nell'aria e si stropicciano mentre non cadono.

Siete impeccabili nella comunicazione e si potrebbe lustrare all'ennesima potenza la vostra padronanza.

C'è solo una cosa che non capisco: quello che volevate dire.

lunedì 23 maggio 2016

Parliamo allo stesso modo

Parliamo tutti allo stesso modo, per essere sicuri di non capirci. La corsa alle banalità non conosce ostacoli.

Salta tutto, se non un sottile disagio che a stento resta sotto la pelle: sappiamo di non voler ascoltare, di non volerci dire niente. Per cui parliamo allo stesso modo.

lunedì 16 maggio 2016

Ci scontriamo

Siamo convinti di saperne ogni giorno di più, guardiamo al passato spesso con scherno e possiamo parlare in ogni modo, con mille strumenti.

Invece, preferiamo scontrarci ticchettando su tasti o sfiorandoli appena. Spesso dicendo la stessa cosa, malferma, ci scontriamo. E scontrarsi diventa l'unica nostra certezza.

martedì 10 maggio 2016

La comprensione

Tu capivi ciò che volevo esprimere, prima che io maldestramente mi sforzassi.

La maggior parte delle persone è impegnata a stravolgere ciò che si cerca di dire, dopo che l'hai invano soppesato.

La comprensione è empatia. È origine, e non destino.

Ecco perché oggi sto quasi sempre in silenzio, papà.

lunedì 22 febbraio 2016

La saracinesca e le parole

Oggi davanti alla saracinesca ormai abbassata da due settimane, mi sono sentita addosso le parole che non ho pronunciato.

Perché sapevo che il signore gentile avrebbe chiuso il bar: me l'aveva raccontato una vicina. E io che ci entravo di tanto in tanto, perché la cucciola era entusiasta del cartello alla sua altezza (io posso entrare), non avevo idea di come comportarmi.

Gli ultimi giorni sono entrata a bere il caffè, a chiedergli come andasse, a commentare il tempo. Lui non mi ha detto nulla e così io.

Adesso, davanti alla saracinesca abbassata, mi chiedo se io abbia fatto bene, perché forse non voleva parlarne,voleva congedarsi così.

Ma di fronte a una saracinesca abbassata, le parole sembrano rimbalzare con dolore, specialmente quando non le hai dette.