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giovedì 22 novembre 2018

Se non posso non posso

Ho meditato su due frasi, che mi hanno rincorso in questi giorni.

Una era un complimento, che notoriamente non so accettare. Ma va bene così, perché poi li analizzo. Mi serve, per crescere.

- Mari, tu riesci ad arrivare a tutto.

Magari, ho commentato e riposto in un cassetto.

Oggi ho tormentato una persona che nel suo campo riesce ad arrivare a tutto. Ridendo, gli ho detto: mi hanno dato licenza di tormentarti, perché tu risolvi tutto.

Mi ha risposto: ok, ma se non posso, non posso.

La mia deformazione professionale di cronista mi impone l'obbligo di aggiornare: poi lui, ha risolto tutto.

Persino di più rispetto a quanto credeva.

Perché io oggi ho deciso di capire.

1 Sì, accade che io - come tanti altri- voglia arrivare a tutto e talvolta incredibilmente ci riesca.

2 Se non posso, non posso. Il tema del volere, mi piacerebbe approfondirlo, un'altra volta. 

E vorrei dedicare questo cassetto a quanti si tormentano...

Ehi.

Se non possiamo, non possiamo.

Ps ed è umano, bellissimo. 

martedì 6 marzo 2018

Una lettera e il limite del vivere

Le lettere restano, per accompagnare quando perdi di vista la strada e persino i compagni.

Lo ripeto, viaggiando nel mazzo consistente di fogli che ancora conservo. Come sono stata fortunata, e come lo sono ancora, persino.  Talvolta, riprendo in mano le lettere e torno a viaggiare nelle vite.

Questa lettera ha quasi vent'anni, ha superato la maggiore età. Penso a tutte le volte in cui ho reso infelice don Lorenzo Cattaneo, perché non passavo da lui. Perché non avevo tempo, perché qualcosa si intrometteva tra me e questa pausa bellissima, che in realtà riempiva la vita. Ma adesso che sono cambiata, penso soprattutto a tutte le volte in cui sono passata da lui e ho ascoltato altre meraviglie, rendendoci felici.

Io qui mi stupisco che ciascuno di noi possa avere questo volto, quello come nel giardino degli ulivi, come sulla strada del Golgota. E ancor più, quanto il nostro volto possa essere gioia di incontro, luce per gli altri.


Uno deve saper accettare il limite del nostro vivere, però, scrive don Lorenzo, senza esigere. Donando.

E io oggi ripenso a quelle belle conversazioni al collegio, nel silenzio di uno studio traboccante di libri e  di riflessioni. Anche una lettera, che resta al mio fianco oltre ogni separazione, mi rammenta il limite del vivere e la capacità pazzesca di andarvi oltre.