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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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martedì 27 dicembre 2016

L'estate tedesca con George Michael

George Michael, leggo la marea di commenti, di sdolcinatezze e di veleno. Io chiudo gli occhi e vedo solo un ragazzo, poi un uomo, sulla cui vita non posso emettere giudizi. Mentre mi avvolge il buio dei ricordi, sento la sua voce.

Da rocker l'ultima cosa che potevo fare, era applaudire canzone tipo "Careless Whisper". Ma ho sempre amato la sua voce e anche la sua grinta tenera. Mi è accaduto - lo confesso - un po' ciò che ho provato con i Duran Duran. Contestati aspramente ai loro giorni (causalmente anche miei) e poi se non rivalutati, riammessi sotto pelle anche in contrapposizione al vuoto pneumatico dei tempi attuali.

Ricordiamo George Michael e ricordiamo noi stessi. Quello che siamo stati, che siamo ancora, che vorremmo essere.

Io ho la memoria più intensa su una canzone anche poco edificante, se vogliamo. Potevo scegliere Freedom e facevo figura migliore. Ma in fondo, sapeva anche quella di libertà.

Era un'estate tedesca e qualcosa di più. Nel 1987 mi trovavo in famiglia, in Germania, a studiare e ad addomesticare la mia conoscenza della lingua. Tengo gli occhi chiusi, per rivedere i volti di tutti i ragazzi della compagnia. La libertà della campagna in un delizioso paesino (una delle amiche guarda caso si chiamava Heidi) e delle feste. Della birra che scorreva con giudizio, le prime cinture di sicurezza legate subito con la mia ammirazione e l'autista rigorosamente sobrio. Camminavo in punta di piedi per la gioia  di essere in un altro mondo.

Tra le canzoni che dominavano la scena in auto o nelle serate tra di noi o alle feste, c'era quella "I want your sex". La ballavamo, ci scherzavamo su perché erano gli anni Ottanta, quelli sfrenati, ma noi imbranati ancora. Senza pretese, ma con la voglia di vivere e di conoscerci. 

Quando ripenso a quell'estate, mi accompagna anche quella canzone, non la più bella, non la più romantica, ma casualmente caduta lì a suggellare settimane speciali per me.

E non posso che sussurrargli, con cura sì: riposa in pace George Michael. Non per quelli che ti amano, non per quelli che ti giudicano come se nella loro vita fossero capolavori assoluti ed esempi di morale indiscussa per gli altri, ma per te stesso, e per il tuo cuore prima della tua intensa voce.

martedì 17 novembre 2015

Save a prayer - canzone per la notte

Il mondo è in fiamme, io ho una strana brezza dentro. Forse è colpa di questo sentirsi così solo.

E grazie mondo di tante preghiere. Ma non per me.

Una preghiera per me può aspettare il mattino dopo, mentre bruciamo entrambi.

Save a prayer, Duran Duran (e Eagles of Death Metal), canzone per la notte.

giovedì 7 maggio 2015

Wild boys - canzone per il giorno

Non potrò mai stracciarmi le vesti abbastanza di fronte alla mia sorellina, per aver boicottato il suo ascolto dei Duran Duran ai tempo.

Geniacci, se mi soffermo oggi. E ragazzacci firmati, che arrivavano sotto la pioggia. Mica potevi fermarli davvero.

Non è che possano scegliere loro, di vivere a questa maniera, i ragazzi selvaggi. Ma ciò non significa che chiudano gli occhi o si lascino trasportare a caso verso la gloria, anche solo la sopravvivenza.

Tra acqua, fuoco, fracasso (bordello, si direbbe oggi tra i giovani?) c'è una sola certezza: quando provano a domarti, è solo l'inizio.

they tried to tame you 
Looks like they'll try again

Wild boys, Duran Duran, canzone per il giorno.

martedì 25 marzo 2014

Hungry like the Wolf - canzone per il giorno

Riascoltando senza l'allergia da rocker, vedo una notte e una caccia buone. Quelle parole, oggi, mettono quasi paura in un mondo che si è nutrito di storie tenebrose e tv.

Invece, affamato come il lupo, pronto a scovarti e a porgerti un fiore mascherato. E affamati come un lupo, per iniziare ogni giorno, spuntati dalla terra e capaci di ritrovare ali.

Hungry like the Wolf, Duran Duran, canzone per il giorno.