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lunedì 21 novembre 2016

Lucio e la straordinaria volontà

Gli spezzoni delle trasmissioni di Lucio Flauto mi riportano indietro solo per poco, assieme ai ricordi delle figlie Elena e Luisa con Giancarlo De Angeli. 

Per poco, perché sto già correndo avanti. Non veloce come fece lui, pioniere e unico in ogni esperienza e poi anche con Tam e AntennaTre, ma mi pongo l'interrogativo già affiorato dentro di me all'inaugurazione della mostra "Ti ricordi quella sera?" organizzata dagli Amici di Renzo Villa alla Bottega Artigiana.

Perché loro hanno saputo creare tutto questo?  E perché noi trascorriamo più tempo a lagnarci che a tentare di costruire.

Non è questione solo del fatto che sia mio concittadino, Lucio. Anche se mi fa solennemente incavolare che non esista nulla a ricordarlo a Busto. L'ho citato a due amici che vivono lontani e si sono subito illuminati, rievocando i pullman carichi di spettatori diretti qui o il tale sketch.

E' che ho sentito due parole magiche oggi a proposito di Flauto. Il talento, la simpatia, la verve naturale, l'empatia con il pubblico: tutto vero. Ma per farcela in ogni cosa e anche in quegli iniziali ottanta metri quadrati c'era qualcosa di più: la straordinaria volontà. Bando alle ciance, in fondo è questo che abbiamo perduto più di ogni altra cosa.

E quegli spezzoni dopo avermi fatto sorridere, dopo avermi meravigliata o aver destato ammirazione e malinconia, sanno dirmi qualcosa di prezioso. Per ricordare il passato che è ancora dentro di noi e per scuotere noi stessi e il futuro.

Grazie Lucio alla tua unicità e alla tua straordinaria volontà.

sabato 19 novembre 2016

Voglio ricordarmela quella sera (in tv)

Sono piccina e già viziata dalla tv e dalla libertà: non me la ricordo, quella sera. Vado ancora alle elementari e sento la voce di mio padre che commenta su quei pionieri.

Poco tempo dopo, avrei dato per scontato tanto, troppo. Lucio Flauto, mio concittadino ineguagliabile, Renzo Villa, Enzo Tortora: ma che coraggio hanno avuto? E il Peppino, Peppino Mancini. Più di quarant'anni fa: me lo richiedo con forza pensando a quanto hanno osato con la loro creatività.

Di Telealtomilanese, ho un pallido ricordo. Poi Antenna Tre e spesso si andava lì, nella magia di uno studio televisivo, dove tutto risultava diverso oppure - per una strana alchimia - più vero.

Eppure non era chiaro l'elemento più importante: che era la mia città che osava, la mia Busto che andava oltre la linea, che rischiava, che tremava e ripartiva più forte, fucina di libertà e di umanità con uomini e donne speciali.

Io ora voglio ricordarmela, quella sera, in tv. E quella voglia di correre avanti, che Busto - mi spiace - sembri avere smarrito. Proprio come l'Italia e la televisione.

Voglio ricordarmela perché loro se lo meritano e perché qualcosa bisogna fare, per ritrovarci e ritrovare quella voglia di osare. Grazie a chi ci offre questa chance.

Bottega Artigiana, via Zappellini 4, Busto Arsizio: Amici di Renzo Villa. Sabato 19 novembre- Sabato 3 dicembre

domenica 3 maggio 2015

Vivere (senza malinconia) - canzone per la notte

Nell'aria scivola questo motivo, antico e sempre nuovo. E penso: ma chi è mai colui che può darti o prenderti la libertà?

Tuttavia, è vero che si deve vivere, senza malinconia. Vivere, sempre padroni della propria vita. La malinconia ci ha lasciati, assieme a un pensiero di troppo.

E ancora, sarà vero che si può…

cogliere il più bel fiore
goder la vita e far tacere il core.


Cavolo, nelle canzoni si può tutto: è questa la fregatura.


Vivere (senza malinconia), C. A. Bixio, canzone per la notte.