In coda fuori dalla farmacia, i bambini hanno imparato bene la lezione dalla mamma. Anche loro, infatti, osservano una distanza rigorosa dagli adulti che aspettano in una fila morbida e insolitamente ordinata.
Si sono piazzati vicino al muro, con delle biciclette. Confabulano, i due fratellini, poi il più grande spiega alcuni aspetti chiave di come cavarsela, in bici.
Il piccolo annuisce, un'ombra passa sul suo volto e allora il fratello maggiore gli fa una confidenza: «La prima volta, cadi sempre». Lo dice con leggerezza, quasi alzando le spalle.
Forse ha convinto il piccino a osare, a non farsi spaventare da quel primo incontro.
Di sicuro noi adulti adesso ci crediamo: la prima volta cadi sempre. Poi risali.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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giovedì 12 marzo 2020
domenica 21 luglio 2019
I piccoli ne sanno di più
Incrocio una bimba minuscola, la sua bicicletta con le rotelle la mostra ancora più piccola e fragile. I suoi codini biondi si muovono appena, concentrati a combattere le paure, in apparenza.
Pedala con una serietà da adulta, ma al contempo con una leggerezza che non so ritrovare andando indietro nel tempo.
Accanto a sé, il babbo che veglia con garbo. E un signore la incrocia e scherza: stai attenta a non andare troppo veloce, che ti ferma la polizia.
Lei si blocca e lo guarda con un'ombra di perplessità. Io penso che questo sia un concetto un po' troppo impegnativo per una bimba piccola, che sta viaggiando con la bici e le sue fide rotelle. Lei invece lo scruta e butta fuori questa frase: ma poi mi mettono in gattabuia?
Quest'ultima parola sembra rimanere conficcata nell'aria, io non so da quanto tempo non la sento. Mi appare un'espressione di altri tempi, chissà dove l'ha sentita questo essere da poco sulla Terra. Però mi fa sorridere, sorridere forte, e penso: guai a pensare che un piccolo non capisce.
Un piccolo ne sa sempre di più. Anche sulla bici con le rotelle. E ti conduce lontano, con un sorriso.
Pedala con una serietà da adulta, ma al contempo con una leggerezza che non so ritrovare andando indietro nel tempo.
Accanto a sé, il babbo che veglia con garbo. E un signore la incrocia e scherza: stai attenta a non andare troppo veloce, che ti ferma la polizia.
Lei si blocca e lo guarda con un'ombra di perplessità. Io penso che questo sia un concetto un po' troppo impegnativo per una bimba piccola, che sta viaggiando con la bici e le sue fide rotelle. Lei invece lo scruta e butta fuori questa frase: ma poi mi mettono in gattabuia?
Quest'ultima parola sembra rimanere conficcata nell'aria, io non so da quanto tempo non la sento. Mi appare un'espressione di altri tempi, chissà dove l'ha sentita questo essere da poco sulla Terra. Però mi fa sorridere, sorridere forte, e penso: guai a pensare che un piccolo non capisce.
Un piccolo ne sa sempre di più. Anche sulla bici con le rotelle. E ti conduce lontano, con un sorriso.
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