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martedì 10 gennaio 2017

Notte e meglio di un libro che nasce e ti cambia la vita

Stai nascendo. Oggi a mezzogiorno il comando è partito, con un clic che non dà l'idea di tutto ciò che c'è dietro. Certo, l'ascolto, gli incontri, le interviste e una figura che prende corpo, o meglio anima.

Sei un libro, no, sei un uomo, anche adesso che sei lassù. Una pagina, o quante altre di vita: hai cambiato la mia. Cavolo, se l'hai cambiata. Mi hai messo davanti gli occhi di qualcuno che mi ha scosso la coscienza, con una forza irresistibile. E mi hai portata a una distanza che non potevo più recuperare, mi hai portato dentro me stessa.

Stasera arrivo in un posto gioioso e a pochi metri colgo la scritta su un bar: quante volte ci sono passata davanti, non lo so. Solo in questa serata solo spaventata per scherzo dalla neve, l'ho vista davvero. Tuo figlio mi ha esclamato: ma era il suo grazie!

Non lo so, non perché tu non potessi ringraziarmi, anzi sarebbe proprio da te. E' che io non merito proprio nulla, perché per parlare di te mi sono sentita ancora più piccina.

Te lo dico io, grazie, perché mi hai cambiato la vita. Me l'hai resa più scomoda, quindi stupenda.

E penso a quanto sia pazzesco questo giorno, visto che nelle stesse ore partiva la stampa di un libro così diverso, un fumetto, ma ugualmente importante anche perché realizzato con amici.

Un uomo saggio, quindi generoso. Una vecchia tradizione che vuole portarci avanti.

Sai cosa: meglio di un libro che nasce e ti cambia la vita, ce ne sono solo due.

notte e meglio di un libro.

sabato 30 luglio 2016

Un amico dice grazie

A volte un amico ti dice grazie. E sembra farlo anche per te, che non riesci a dare voce a quella riconoscenza.

Perché quando si è amici, si possono scambiare le parole e i pensieri, senza perderli mai.

venerdì 24 giugno 2016

Notte e ora riconosciamoci

Riconoscenza. Quando Giordano, da un Paese ferito a una città che lui continua a vedere splendida, ribadisce i suoi sentimenti, mi guardo attorno.

Vedo lui, greco, abbracciato ufficialmente ora dai bustocchi. Perché è grato, e la gratitudine finalmente si conquista uno spazio.

Ma forse riconoscenza - oh sì, quel sentimento che il mio poeta Angelo Bottigelli vedeva tristemente morto, anzi neanche più le ossa erano avanzate - vuol dire altro ancora.

Riconoscersi, appunto. Oggi l'ho visto con tante persone e con ciascuna è stato se stesso. Di più, era come se permettesse a ciascuno di fare altrettanto, di liberarsi dei ruoli, dei pensieri, delle afflizioni: così ci si guardava e ci si ritrovava; ugualmente si riconosceva l'altro.

Del resto, lui per prima cosa ha riconosciuto un'altra creatura: la magnolia della sua giovinezza.

Oh sì, dire grazie, fa decisamente bene. E trovarne i motivi, ancora di più.

Grazie Giordano, e ora riconosciamoci.

Notte e ora riconosciamoci.
http://neicassettidimalu.blogspot.it/2016/06/giordano-che-ci-fa-sentire-migliori.html




lunedì 14 marzo 2016

Non posso chiederti niente

Con le mani infangate, quasi quanto il cuore, non posso chiederti niente.

E tu mi mandi la pioggia, a cercare di lavare via quanto di male ho fatto. Mi consegni il sole a illuminare il poco bene non sprecato. Ogni dono che mi consegni all'inizio e alla fine della giornata, e in ogni istante in mezzo, mi inonda di stupore.

Non posso chiederti niente. E tu mi dai lo stesso.