Tutti si devono riposare. Anche il telefono, il tablet e tutti i loro parenti.
In questi giorni, di tanto in tanto contemplo il loro sonno. Mi piace prendere spazi di silenzio e rimirarli senza chiedere nulla.
Suonerie, soft e rock, ticchettii, rumori 4.0: tutto archiviato in un cassetto chiuso a chiave. Ogni tanto li lascio liberi, perché si sgranchiscano le gambe, salvo poi metterli a nanna ancora.
Dorme telefono, vibra un pensiero che per stanchezza si era assopito. Un nuovo progetto, un'emozione, persino un sogno. Il semplice guardare il cielo con un grazie.
Notte e dorme il telefono (sveglio un sogno).
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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domenica 12 agosto 2018
domenica 3 agosto 2014
La conquista e la vacanza
I miei nonni erano operai che avevano scelto un appartamento piccolo, troppo piccolo nella casa del Cotonificio, per paura di non stare nelle spese. Quando si resero conto che ce la facevano, prestando attenzione, decisero di coltivare un sogno, oltre all'orto davanti al palazzo.
Intendevano tornare nella loro Valle e costruirci una casetta. Ci vollero tanti anni, e tanto lavoro. Tanti lavori, anche. In questo modo, un sogno per loro più più ingombante scivolò via, neanche fu preso in considerazione: le vacanze.
Tranne una volta all'anno, se si poteva. Un giorno all'anno, navigando a metà secolo. Si prendevano i mezzi e si raggiungeva con tempo e pazienza Cernobbio. Il lago di Como, chissà se per omaggio anche alla bisnonna Serafina, che in quella provincia era nata, ma lontana da quello specchio d'acqua.
Si partiva e bisognava farsi immortalare davanti alla fontana. Mia nonna Argia (la seconda sulla destra) era felice di stare insieme ai suoi due uomini, marito e figlio. E di avere con sé la famiglia di sua sorella Antea, la deliziosa donna che mi ha vestita a suon di abitini di maglia nella mia infanzia: ciascuno in questa foto mi è caro ed evoca ricordi. Per i nomi pittoreschi, chiedete proprio alla bisnonna Serafica, lettrice accanita.
Io, ora, davanti a quella fontana spesso mi trovo per lavoro e sono grata perché in questa terra, in questo lago ho trovato persone che mi hanno permesso di scoprire molto, del mondo e di me. Anche in una villa bellissima, dove in queste settimane l'artista Elena ha offerto la sua visione delle donne, compresa la piccola Malu.
Così spesso in un luogo d'incanto, che per i miei nonni era una conquista durissima: l'unica vacanza, aspettando di coronare un sogno, l'unico che importasse, tornare nella loro amata valle.
Intendevano tornare nella loro Valle e costruirci una casetta. Ci vollero tanti anni, e tanto lavoro. Tanti lavori, anche. In questo modo, un sogno per loro più più ingombante scivolò via, neanche fu preso in considerazione: le vacanze.
Tranne una volta all'anno, se si poteva. Un giorno all'anno, navigando a metà secolo. Si prendevano i mezzi e si raggiungeva con tempo e pazienza Cernobbio. Il lago di Como, chissà se per omaggio anche alla bisnonna Serafina, che in quella provincia era nata, ma lontana da quello specchio d'acqua.
Si partiva e bisognava farsi immortalare davanti alla fontana. Mia nonna Argia (la seconda sulla destra) era felice di stare insieme ai suoi due uomini, marito e figlio. E di avere con sé la famiglia di sua sorella Antea, la deliziosa donna che mi ha vestita a suon di abitini di maglia nella mia infanzia: ciascuno in questa foto mi è caro ed evoca ricordi. Per i nomi pittoreschi, chiedete proprio alla bisnonna Serafica, lettrice accanita.
Io, ora, davanti a quella fontana spesso mi trovo per lavoro e sono grata perché in questa terra, in questo lago ho trovato persone che mi hanno permesso di scoprire molto, del mondo e di me. Anche in una villa bellissima, dove in queste settimane l'artista Elena ha offerto la sua visione delle donne, compresa la piccola Malu.
Così spesso in un luogo d'incanto, che per i miei nonni era una conquista durissima: l'unica vacanza, aspettando di coronare un sogno, l'unico che importasse, tornare nella loro amata valle.
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