I bambini non si fanno esplodere. Ci sono figli di puttana che li usano e li uccidono per massacrare altri.
Gli innocenti non vengono giustiziati. Ci sono vigliacchi che li assassinano a sangue freddo.
E noi adulti consenzienti all'abuso delle parole, dovremmo osservare un periodo lunghissimo di silenzio prima di insegnare ai piccoli a parlare. Una rieducazione, prima di salire in cattedra.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
Visualizzazione post con etichetta vittime. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vittime. Mostra tutti i post
domenica 26 luglio 2015
domenica 20 luglio 2014
Come un supereroe
Un bimbo con la maglietta di supereroe e una malattia troppo bastarda. E piccoli che corrono su una spiaggia, ma la morte ha più fretta di loro. E quei ragazzini rapiti e trucidati in nome di un odio antico, nutrito da ricco fanatismo moderno.
I bambini felici di sognare su un aereo.
Sognavano tutti, prima che vincesse il male. E io sogno che in qualche modo siano davvero supereroi, siamo solo noi - troppo piccini - a non vederli più.
martedì 1 luglio 2014
Notte e con qualcosa ti devi consolare
Tempesta ancora forte sul cuore, e sempre. Quei tre ragazzi, quelle vittime che ogni giorno cadono senza che sappiamo: non c'è confine per il dolore.
A differenza di ieri, però, sono riuscita a guardare una partita dei Mondiali. Quasi con imbarazzo, poi ho capito perché. Perché era sport, sport puro. Entrambe le squadre, capaci di conquistarsi la mia simpatia, cariche, non cattive. Mi restituiscono a quello che è uno dei miei sport preferiti, al piacere della sfida che non è contro.
E il caldo? Mi sa che esisteva solo per gli italiani.
Faccio fatica, faccio fatica e molto, ma è come rifugiarsi in una canzone. Di più, popoli uniti come spicchi di mondo.
Notte e con qualcosa ti devi consolare.
A differenza di ieri, però, sono riuscita a guardare una partita dei Mondiali. Quasi con imbarazzo, poi ho capito perché. Perché era sport, sport puro. Entrambe le squadre, capaci di conquistarsi la mia simpatia, cariche, non cattive. Mi restituiscono a quello che è uno dei miei sport preferiti, al piacere della sfida che non è contro.
E il caldo? Mi sa che esisteva solo per gli italiani.
Faccio fatica, faccio fatica e molto, ma è come rifugiarsi in una canzone. Di più, popoli uniti come spicchi di mondo.
Notte e con qualcosa ti devi consolare.
Etichette:
Belgio,
Mondiali,
terrorismo,
Usa,
vittime
Iscriviti a:
Post (Atom)