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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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venerdì 30 ottobre 2015

I pendolari e la vera vittoria

Abbiamo vinto. Leggo e rileggo la prima espressione usata del Comitato pendolari: mi trasmette tante emozioni.

Perché di solito vincere evoca qualcosa per sé. Invece, qui leggo tutta la gioia di chi ha combattuto per una comunità. Ci crede ancora qualcuno, alle comunità? Oh sì.

Rileggo: Da metà dicembre tutti i Malpensa Express da/per Milano Cadorna fermeranno a Busto Arsizio e Saronno. E ripenso a questi mesi, folli e belli. A quando ci hanno tolto i treni, in nome di Expo.

A quando ho incontrato Luca Marsico a Ispra e gli ho portato la voce dei pendolari: mica la ignorò, lui.

A quando Luca arrivò alla stazione come promesso e portò l'assessore Sorte.

A quando sono arrivate piccole risposte, ma non potevano bastare a una città di 81mila abitanti, legata a Milano anima e core. 

A quando il Comitato pendolari non ha mollato un centimetro.

A quando sono arrivate queste risposte, totali e fondamentali.

Grazie Comitato pendolari. Grazie Luca, mica ho timore di scriverlo: mi rivolgo alla persona, non a un ruolo o a un partito.

I pendolari e la vera vittoria: fare del bene a tutti.

mercoledì 1 luglio 2015

I treni affollati, i treni vuoti (e perché si dice ancora)

C'è un momento in cui mi rallegro di un treno affollato. Una sera tardi, tornando da Expo. Mi va quasi alla testa, perché è stupendo viaggiare senza paura, immersi tra la gente. È quello che dovrebbe essere di solito, che ci toglierebbe l'insicurezza in cui a volte ci siamo cacciati.

La fine della poesia avviene con uno sguardo al tabellone, che mi riporta alla routine. Ritardi di cinque minuti qua e là (record di venti per un convoglio), un treno di quelli tardivi che arriva sul tuo binario senza annuncio e quattro ignari signori ci salgono felici, strappati in extremis da una voce amica: avete sbagliato treno!

Treni affollati. Treni vuoti: penso a quelli che si ostinano a passare  senza fermarsi a Busto Arsizio, ebbri di un fattore turisti Expo che francamente non ho respirato sui Malpensa Express.

Sono grata del fatto che venga ripristinata la fermata delle 8.04 da settembre. Era una prima necessità e l'assessore Sorte e il consigliere Marsico dopo aver ascoltato, hanno agito: grazie.

Bene.

Sembreremo noiosi a dire: bene, ma ancora.
Il Comitato pendolari tuttavia lo deve fare, perché la battaglia non è fine a se stessa. Qui non ci sono medaglie, ma le vite, le loro fatiche quotidiane.

Io spero che questo sia solo il primo passo.

Spero  di non vedere più treni vuoti, sfrecciare davanti a una massa di persone che devono andare a lavorare e studiare.

E di vedere treni affollati solo per gioia, per scelta ,come quelli serali per e da Expo.

sabato 25 aprile 2015

Non ci posso credere (addio al treno)

Non ci posso credere. No, non posso credere che nella regione lesta a definirsi la locomotiva e la terra del lavoro, si taglino i treni a chi deve andare a lavorare.

Che nella Lombardia pragmatica si corra a mettere treni per la gallina domani (di incerte proporzioni e frequenza) e si faccia cadere l'uovo di oggi, con noncuranza.

Non riesco a pensare che la mia città, abituata ad andare nel mondo e ad accoglierlo, si trovi con meno collegamenti con la sua Milano (perché sì, è anche un po' nostra), per non parlare della nostra Malpensa, per accogliere il mondo a Expo. Come se non potessero convivere.

Non ci voglio credere. Voglio pensare che qualcosa possa accadere, ancora. Che lunedì 27 non sarà questo groviglio di contraddizioni, ma che le persone di buona volontà e buonsenso possano fare qualcosa.

Io vengo a dirti addio, treno delle 8.04. E come una folle o come un'illusa, visto che siamo pure la città del film festival, sogno che qualcuno arrivi a Busto e dica: no, questo finale va cambiato.


sabato 7 febbraio 2015

Don't touch my Train (e firmate)

La mia città non è capitale di nulla, né capoluogo: ha "solo" 80mila abitanti e una gran voglia di fare, che la crisi non placa.

Il passato può apparire distante, anche se non mi sembra mai superfluo ricordare che l'aeroporto di Malpensa, l'abbiamo fondato noi, i nostri industriali con i nostri operai. Ma guardo il presente, il futuro. I pendolari del lavoro, dello studio, della cultura: gente che cortesemente prestiamo a Milano.

Per questo ho firmato la petizione contro la soppressione del Malpensa Express a Busto Arsizio e sono felice del tam tam, e che si firmi pure in biblioteca. Di solito siamo così silenziosi, brontoloni sotto tono.

Ma adesso no.

Don't touch my Train, non per orticellismo, ma perché noi abbiamo dato e diamo tanto. Perché se sfrecciate, cari treni, è anche per merito nostro. Quindi fermatevi e lasciateci salire, grazie. Anche perché il grazie, ce lo meritiamo noi.