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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

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lunedì 25 ottobre 2021

Fermarsi, bellezza e dannazione

La bellezza trova un alleato implacabile nell'autunno e io mi devo fermare, altrimenti perderò la testa. Le strade che abbracciano Siena, offrono non scorci, bensì sguardi ampi e irresistibili. Devo sostare per la bellezza o non riuscirò più a trovare la strada.

Risalendo la penisola, la Lombardia mi accoglie con una morsa che elimina prima di tutto i miei buoni propositi. In tangenziale, sono tutte le lamiere e lo sguardo non può allontanarsi. Giusto al cielo per un istante, quando uno stormo di uccelli si leva, vira, si posa, con precisione fuori quota.  Mi chiedo, se ci sia un leader tra di loro, o tutti sappiano produrre questi movimenti impeccabili, insieme.

 
Io, invece, sono qui intrappolata con altri compagni di viaggio sull'asfalto: li scorgo oltre i miei e i loro vetri. Sono circondata dalle lamiere e dal cemento tutt'attorno e mi accade di pensare che non uscirò mai da questo nodo scorsoio.

Fermarsi, incatenati da una dannazione che neanche dopo questa pandemia e mille propositi sembra poter sfumare. Mi porto nel cuore e nel cassetto una foto che mi libererà.
 

lunedì 24 febbraio 2020

Milano piano piano

Quando ero studentessa e pendolare, era il mio assaggio di vita, la sensazione frizzante fuori dalla provincia che ti addestra anche troppo. Ti ho vista cambiare e/o sono mutata io.

Un giorno, mi sono risvegliata ed eri così complessamente bella da dirmi tutto in un lampo. Ricordo un mattino di pochissimi anni fa, quando venni da te per una decisione difficile e stranamente intelligente (come te, mi piace prendermi in giro). Ero vicino alla Centrale e poi dovevo recarmi vicino al Duomo, in uno dei punti più antichi della città, coccolato sotto il suolo. Avevo tempo, guarda un po’, e scelsi di compiere quella strada a piedi.

Ti vedevo così cambiare di istante in istante, eppure piano piano: modernissima, con tracce di lavoro ancora in corso o in piena esplosione, e poi addolcita dalla storia, anche i passi guidavi a un ritmo più lento.

Oggi penso che siamo a una prova bastarda, contenere un virus e sconfiggerlo, contando i minuti per tornare a una vita normale. Non la merita nessuna terra, figurati tu. Hai accolto il mondo, adesso il mondo ti, ci osserva. Sei triste, forse arrabbiata. Vorresti dire, come me: al diavolo, chi mi chiude le porte in faccia adesso non mi vedrà più domani, quando mi rialzerò. Ma sai già che non sarà così.

Perché Milano si rialza e tutti attorno con lei. In fretta che è sempre troppo piano per noi, che abbiamo fame di un nuovo futuro da accostare alla storia.

Milano piano piano perdona, si è già dimenticata e guarda avanti.

Milano piano piano da attraversare.

Milano deserta, Milano che trabocca di volti: è la stessa Milano, la stessa Lombardia, lo stesso Paese e lo stesso mondo. Piano piano, perché per noi è sempre troppo piano, ripartiamo.

domenica 23 febbraio 2020

Seguendo il suo corso

Ci siamo lasciati alle spalle una città fredda d’agosto, tracce di fermento controvoglia.

Lombardia, sempre in movimento, di corsa, febbrile, feroce, poche volte festosa. Dove sei. Lombardia. Italia. Mondo.

Ti, vi trovo qui, al cospetto del mio fiume, l’Olona che sbircia tra i boschi, i prati, i capannoni vivi e quelli addormentati. Pochi passaggi umani, le altre creature che sussurrano.

Che ne sa il fiume dell’emergenza coronavirus. Segue il suo corso, per natura e non abitudine, e offre lampi di pace a chi li cerca. 

Così distante da noi, così simile.

Ciascuno di noi, seguendo il suo corso, si può allontanare dal rumore e dalle paure. E offrire lampi di pace a chi li cerca.

venerdì 12 agosto 2016

Incontri su un pezzo di pane

Adoro il mio Paese, quando si incontra persino su un pezzo di pane. 

Il burro piemontese si posa con quell'asprezza morbida che aspetta solo un incontro. Così, chiamata, scende un cucchiaio di marmellata calabrese. Sì, diciamo un paio. Clementina più peperoncino: senza inutili conflitti, solo ringraziandosi a vicenda e completandosi.

Le Terre di Zoè e il filo con la Calabria mi arrivano come scoperta dalla Lombardia, dalla Solbiate Olona che mi ha vista crescere e che mi vizia un po' ancora, con le delizie che incontro nella pasticceria di Gianluca Colombo, cugino che è un vulcano di idee e iniziative.

Pizzica, questa marmellata, e lo fa in modo irresistibile per me.


Perché dai sapori piccanti ho sempre tratto un'energia inaspettata, io lombarda. E il burro piemontese, lo sento, approva che io adori il mio Paese anche così, quando si incontra e si fonde senza perdere le proprie, orgogliose caratteristiche.

mercoledì 16 dicembre 2015

La Scozia, che mi ha portato a te

Molti mi chiedono perché io mi sia innamorata della Scozia, dei suoi laghi, della sua natura abbracciata alla storia, della sua ritrosia che pur è calore e amicizia per una strana alchimia.

Me lo sono domandata a lungo, anche io. E non mi sono data risposte certe e immutabili, ma forse una mi ha sfiorata.

Perché nella Scozia ho cercato ciò che non potevo ammettere da bimba e ragazzina, ribelle per contratto. I nostri laghi, i nostri fiumi, la natura abbracciata alla storia, la ritrosia che riesce a esprimersi in calore e amicizia per una strana alchimia.

Il mio andirivieni tra Lombardia e Piemonte, dovevo sconfessarlo in qualche modo e in realtà amarlo, quasi disperatamente. E adesso adoro la Scozia, adoro il mio lago Maggiore e spingo il mio amore verso altri laghi, grandi e minuscoli. Cavalco le colline piemontesi con i miei sogni smussati, vi ho intinto il mio libro e respiro giornate di primavera come questa dicembrina e altre nella nebbia o sotto una pioggia così scozzese.

La Scozia, la amo ancora di più. Perche mi ha riportato a te.

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/chi-ha-bisogno-di-willy-ebook.html



venerdì 30 ottobre 2015

I pendolari e la vera vittoria

Abbiamo vinto. Leggo e rileggo la prima espressione usata del Comitato pendolari: mi trasmette tante emozioni.

Perché di solito vincere evoca qualcosa per sé. Invece, qui leggo tutta la gioia di chi ha combattuto per una comunità. Ci crede ancora qualcuno, alle comunità? Oh sì.

Rileggo: Da metà dicembre tutti i Malpensa Express da/per Milano Cadorna fermeranno a Busto Arsizio e Saronno. E ripenso a questi mesi, folli e belli. A quando ci hanno tolto i treni, in nome di Expo.

A quando ho incontrato Luca Marsico a Ispra e gli ho portato la voce dei pendolari: mica la ignorò, lui.

A quando Luca arrivò alla stazione come promesso e portò l'assessore Sorte.

A quando sono arrivate piccole risposte, ma non potevano bastare a una città di 81mila abitanti, legata a Milano anima e core. 

A quando il Comitato pendolari non ha mollato un centimetro.

A quando sono arrivate queste risposte, totali e fondamentali.

Grazie Comitato pendolari. Grazie Luca, mica ho timore di scriverlo: mi rivolgo alla persona, non a un ruolo o a un partito.

I pendolari e la vera vittoria: fare del bene a tutti.

martedì 21 luglio 2015

Appuntamento al buio sul treno

Il viaggio è iniziato da pochi minuti, quando si spegne il treno per Arona. E' sera, ma sul convoglio diventa notte.

Suggestivo, all'inizio, un po' inquietante quando le luci non si riaccendono subito. Alziamo la voce della conversazione, ci scherziamo anche su, perché in quella carrozza siamo solo in tre. Diamo uno sguardo più avanti e intravediamo una luce in fondo al tunnel, ops, al treno. Fuori sembra tutto ancora più buio del solito, nonostante l'illuminazione delle case che incrociamo.

Succede, con tutti i disguidi che accadono in questi giorni, ci consoliamo. 

Il giorno dopo, una persona a me cara mi dà un appuntamento per un'ora. Poi precisa: se non mi sopprimono il treno come ieri.

Accipicchia, non è qui finiremo con il buio pesto?

#nnvabene

sabato 25 aprile 2015

Non ci posso credere (addio al treno)

Non ci posso credere. No, non posso credere che nella regione lesta a definirsi la locomotiva e la terra del lavoro, si taglino i treni a chi deve andare a lavorare.

Che nella Lombardia pragmatica si corra a mettere treni per la gallina domani (di incerte proporzioni e frequenza) e si faccia cadere l'uovo di oggi, con noncuranza.

Non riesco a pensare che la mia città, abituata ad andare nel mondo e ad accoglierlo, si trovi con meno collegamenti con la sua Milano (perché sì, è anche un po' nostra), per non parlare della nostra Malpensa, per accogliere il mondo a Expo. Come se non potessero convivere.

Non ci voglio credere. Voglio pensare che qualcosa possa accadere, ancora. Che lunedì 27 non sarà questo groviglio di contraddizioni, ma che le persone di buona volontà e buonsenso possano fare qualcosa.

Io vengo a dirti addio, treno delle 8.04. E come una folle o come un'illusa, visto che siamo pure la città del film festival, sogno che qualcuno arrivi a Busto e dica: no, questo finale va cambiato.