Nonni nelle stesse ore. Non per la prima volta. Ma questo annuncio che scivola sulla bacheca degli Aerosmith non può non infondermi tenerezza.
Erano i Toxic Twins, Steven Tyler e Joe Perry: conquistava i riflettori il male comune che li rodeva, un po' la somiglianza fisica. Ma la musica, quella creatura fatta nascere insieme, sembrava finire quasi in disparte.
Sono trascorsi anni, decenni. Tra poco in Europa approda l'Aero-vederci tour. Gli ultimi concerti, l'hanno promesso anzi no, tentennano.
L'unica certezza è che oggi siete due nonni rock, che dal palco non riuscite ancora a staccarvi. Un attimo prego, sembrate dire, aggrappati alle chitarre e al microfono. Mentre siete lì, mi verrebbe da chiedervi una ninna nanna. Non perché voi siate vecchi, ragazzi, ma perché mi sento un po' bambina.
Hush-a-bye my baby soft and new
Notte e due nonni rock.
Appunti di Viaggio di Marilena Lualdi Nature, music and doubts Apri un cassetto e trova un angolo di bellezza e riflessione. Qui puoi fermarti, respirare e riscoprire il senso profondo delle piccole cose
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mercoledì 10 maggio 2017
lunedì 31 ottobre 2016
Steven, Joe e ridere insieme (cambia il mondo)
La fotografia più entusiasmante per me - in questo vibrante tour degli Aerosmith in Sudamerica - non è quella con Obama. E non perché debba fare commenti lagnosi su selfie e dintorni. Gli Aerosmith non hanno disertato nemmeno la scuola: siete contenti?
Ma chi se ne frega di questa immagine scattata mentre si parla come se si volesse cambiare il mondo. Ce n'è un'altra, che dimostra come si possa farlo.
Steven Tyler e Joe Perry, sul palco. Suonano, cantano, si fissano, ridono.
Ridere insieme: Dio mio, che cosa c'è di più bello? Seppellire i guai, le avversità, i veleni, ciò che ci ha divisi. Perché ciò che abbiamo fatto insieme è centomila volte più importante.
Ridete ancora, Steven e Joe. E' così che si cambia il mondo, vero?
Ma chi se ne frega di questa immagine scattata mentre si parla come se si volesse cambiare il mondo. Ce n'è un'altra, che dimostra come si possa farlo.
Steven Tyler e Joe Perry, sul palco. Suonano, cantano, si fissano, ridono.
Ridere insieme: Dio mio, che cosa c'è di più bello? Seppellire i guai, le avversità, i veleni, ciò che ci ha divisi. Perché ciò che abbiamo fatto insieme è centomila volte più importante.
Ridete ancora, Steven e Joe. E' così che si cambia il mondo, vero?
martedì 11 ottobre 2016
Arriviamo (we're coming your way)
Siamo in arrivo da te. Brasile e ogni angolo del pianeta.
We're coming your way: la promessa che suona minacciosa come una risata improvvisa. Steven Tyler che si arrampica sulla scaletta dell'aereo, con la frenesia ritrovata e la stanchezza cacciata via.
Stiamo sempre arrivando da qualche parte, attesi con trepidazione oppure destinati a sorprendere.
Arriviamo, non sempre per restare. Ma ciò non ha alcuna importanza, perché quei momenti trascorsi insieme sono scolpiti in qualcosa che ci sfugge eppure è più reale di noi.
Stiamo arrivando, carichi o esausti, neanche vediamo la differenza. E' che stiamo arrivando da voi, questo conta.
Rock on, Aerosmith.
We're coming your way: la promessa che suona minacciosa come una risata improvvisa. Steven Tyler che si arrampica sulla scaletta dell'aereo, con la frenesia ritrovata e la stanchezza cacciata via.
Stiamo sempre arrivando da qualche parte, attesi con trepidazione oppure destinati a sorprendere.
Arriviamo, non sempre per restare. Ma ciò non ha alcuna importanza, perché quei momenti trascorsi insieme sono scolpiti in qualcosa che ci sfugge eppure è più reale di noi.
Stiamo arrivando, carichi o esausti, neanche vediamo la differenza. E' che stiamo arrivando da voi, questo conta.
Rock on, Aerosmith.
sabato 1 ottobre 2016
Fun in Bogota (rock on, Aerosmith)
Having fun in Bogota. Poche parole e tre sorrisi, che sfociano nella risata.
Mi sembra di vedere ragazzini, travestiti da saggi per un giorno. Gli Aerosmith, nella Colombia che sa stupire più di altri Paesi in Sudamerica. E loro fragili e immensi a scherzare.
Steven Tyler, con i capelli selvaggi che non vanno d'accordo con i western. E Joe Perry che sembra dire: sto bene, ero solo un po' stanco.
Divertirsi in Bogota, perché si ha voglia di accendere una canzone, un'emozione, un impalpabile spostamento d'aria che è un pensiero.
Come ragazzini, diventati adulti in fretta e quindi desiderosi di tornare indietro.
Rock on, Aerosmith.
Mi sembra di vedere ragazzini, travestiti da saggi per un giorno. Gli Aerosmith, nella Colombia che sa stupire più di altri Paesi in Sudamerica. E loro fragili e immensi a scherzare.
Steven Tyler, con i capelli selvaggi che non vanno d'accordo con i western. E Joe Perry che sembra dire: sto bene, ero solo un po' stanco.
Divertirsi in Bogota, perché si ha voglia di accendere una canzone, un'emozione, un impalpabile spostamento d'aria che è un pensiero.
Come ragazzini, diventati adulti in fretta e quindi desiderosi di tornare indietro.
Rock on, Aerosmith.
mercoledì 15 giugno 2016
Cosa resta del primo palco
Contemplo Steven Tyler sul vecchio palco. Qualcuno obietterà: il vecchio Steven sul vecchio palco.
Ma mi viene già difficile accostare questo aggettivo al luogo. Che è, semplicemente, il primo. Sfatto dal tempo e con un'aria di bizzarra felicità: così racconta il legno tremante.
Cosa resta del primo palco.
Il primo posto dove si è provato, dove si è avvertita una paura devastante, dove i sogni sono stati più arditi.
Tutti abbiamo un primo palco e a volte lo ritroviamo, per cercarci meglio.
venerdì 18 settembre 2015
Non voglio mica miracoli (sogni rock)
Che cosa chiederò mai, mondo rock. Che mentre canticchio per strada, ci sia uno sguardo più intenso degli altri. Poi una schiarita di voce e Steven Tyler che sussurra: permetti, continuo io.
In fin dei conti, è accaduto a quel musicista di strada, perché succede una volta e deve esaurirsi il bonus.
E vorrei che la minigonna di pelle avesse l'ardire di scivolarmi ancora addosso, come la felpa bastarda e il giubbotto.
Vorrei scoprire ancora un vinile, capace di portarmi lontano, quindi proprio dentro di me.
E ultimo ma non ultimo, vorrei trovare i biglietti per il concerto dei Motley Crue, magari scortata da Alice Cooper.
In fin dei conti, è accaduto a quel musicista di strada, perché succede una volta e deve esaurirsi il bonus.
E vorrei che la minigonna di pelle avesse l'ardire di scivolarmi ancora addosso, come la felpa bastarda e il giubbotto.
Vorrei scoprire ancora un vinile, capace di portarmi lontano, quindi proprio dentro di me.
E ultimo ma non ultimo, vorrei trovare i biglietti per il concerto dei Motley Crue, magari scortata da Alice Cooper.
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domenica 19 luglio 2015
Notte e Steven Tyler si prepara
Il camerino di Steven Tyler è un gran casino; poi, all'improvviso è impeccabile. Come la musica, che all'inizio sembra sforzarsi di radunare tutte le note e invece le mette in un ordine che non è noioso.
Questa tournée dura e le tappe si confondono. Uno stuolo di Tir attraversa non spazi e il Blue Army Tour viaggia tra la polvere e le stelle.
Blue, I'm blue. Triste, eppure euforico, forse semplicemente libero.
Steven Tyler si prepara e canzoni di tante vite, anche più di nove, scaldano muscoli e desideri sul palco. Quasi quasi, ci salgo anch'io. Sono già su, guarda, e una magia diventa così contagiosa, che finalmente riesco a suonare davanti a questi milioni di facce e le scuoto tutto di rock.
A questo punto, gli Aerosmith colgono la citazione bonjoviana e mi sbattono giù dal palco, sibila Arguta Paffuta.
Ma non capisce niente,
A questo punto, gli Aerosmith colgono la citazione bonjoviana e mi sbattono giù dal palco, sibila Arguta Paffuta.
Ma non capisce niente,
Notte e Steven Tyler si prepara.
sabato 4 luglio 2015
Love is your name - canzone per la notte
Accumulando anni e desideri, si può far cadere l'anima rock, forse solo per una notte.
Confessarsi ciò che aveva una sua dignità, solo se la chitarra strillava selvaggia insieme.
Bisogna farsi perdonare di cadere in trappole sdolcinate e di avere la forza di camminare appena nel fuoco, ma correre nella pioggia.
Tutto è concesso a una vecchia volpe indifesa del rock. Se guarda un'anima, prima che una persona, che si chiama Amore.
Love is your name, Steven Tyler, canzone per la notte.
Confessarsi ciò che aveva una sua dignità, solo se la chitarra strillava selvaggia insieme.
Bisogna farsi perdonare di cadere in trappole sdolcinate e di avere la forza di camminare appena nel fuoco, ma correre nella pioggia.
Tutto è concesso a una vecchia volpe indifesa del rock. Se guarda un'anima, prima che una persona, che si chiama Amore.
Love is your name, Steven Tyler, canzone per la notte.
mercoledì 3 settembre 2014
Steven Tyler e la veneranda età (per sognare)
Sfilati gli abiti ufficiali, entro nella notte. E questa notte. non canto una canzone, ma un album intero. O faccio una tournée - come sostiene un amico rocker - unica via per imparare qualcosa di intenso e degno, senza veli.
Prendo a braccetto Steven Tyler, folle e in un look che non so nemmeno cosa definire alla sua veneranda età, e insieme sul palco scateniamo l'inferno, quello che ti porta in alto a suon di note. La sua voce graffia il cielo e lo spalanca, la mia in effetti secondo qualcuno neanche si sentirà.
Eppure c'è sempre qualcuno che sente la tua voce.
Quando saremo sazi di canzoni e stremati, io dovrò trovare la forza di chiedertelo: scusa Steven, ma perché ti sei inventato questo look alla tua veneranda età?
E lui mi fisserà e mi dirà, lo so: scusa, ma perché alla tua veneranda età vuoi smettere di sognare?
Ricominceremo, forse troverò persino la canzone della notte.
Tipo: Let the music do the talking.
Prendo a braccetto Steven Tyler, folle e in un look che non so nemmeno cosa definire alla sua veneranda età, e insieme sul palco scateniamo l'inferno, quello che ti porta in alto a suon di note. La sua voce graffia il cielo e lo spalanca, la mia in effetti secondo qualcuno neanche si sentirà.
Eppure c'è sempre qualcuno che sente la tua voce.
Quando saremo sazi di canzoni e stremati, io dovrò trovare la forza di chiedertelo: scusa Steven, ma perché ti sei inventato questo look alla tua veneranda età?
E lui mi fisserà e mi dirà, lo so: scusa, ma perché alla tua veneranda età vuoi smettere di sognare?
Ricominceremo, forse troverò persino la canzone della notte.
Tipo: Let the music do the talking.
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