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martedì 15 dicembre 2020

Sempre dalla parte giusta

 

Ho lasciato scorrere le immagini che non mi appartenevano più o che mi sono appartenute in un modo nuovo. All'inizio con un po' di pudore, perché avevo la seccante sensazione di essere stata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Quei giorni lì, in cui la Nazionale stravolgeva le abitudini intrise di pessimismo, io ero dalla parte sbagliata.

Allora, pensavo, che diritto ho oggi di emozionarmi, scuotere la testa di gioia, poi di dolore quando Pablito se ne va. È forse che oggi rileggo quei giorni, negli occhi delle persone che amavo e che sopportavano tutto, anche le mie contestazioni adolescenti: il mio voler essere da un'altra parte, sempre.

Loro me lo dicevano già: un giorno sarai dalla parte giusta, che è compiere atti savi o folli, senza rimanerne intrappolati sempre. E saper esclamare 38 anni dopo...

Dio mio, Paolo Rossi

Perché amando, si è sempre dalla parte giusta, che non ha colori, che non si divide.

 

lunedì 2 gennaio 2017

Notte e l'orrore in Brasile (o dentro di noi)

Devo far scivolare lo sguardo in fondo alle homepage e sui social neanche posso farlo vagare.

L'orrore delle vite martoriate nel carcere in Brasile.

E un orrore che quasi lo raggiunge: la nostra indifferenza.

Notte e l'orrore dentro di noi.

mercoledì 30 novembre 2016

Cose troppo insopportabili (di calciatori, operai e minatori)

Tutto il giorno e di più a soffocare le immagini e il loro dolore.


Chapecoense, ma come fa il destino a escogitare tali follie? E poi vago sperduta nella rete. Trovo minatori intrappolati in Cina, di cui scorgo solo flash senza troppa attenzione. E gli operai a Messina, uccisi nel, dal loro lavoro.

Cose troppo insopportabili, i dolori del mondo, vicini o lontani, gridati senza posa o lasciati finire in un angolo dei siti.

di calciatori, operai e minatori.

di uomini.

martedì 11 ottobre 2016

Arriviamo (we're coming your way)

Siamo in arrivo da te. Brasile e ogni angolo del pianeta.

We're coming your way: la promessa che suona minacciosa come una risata improvvisa. Steven Tyler che si arrampica sulla scaletta dell'aereo, con la frenesia ritrovata e la stanchezza cacciata via.

Stiamo sempre arrivando da qualche parte, attesi con trepidazione oppure destinati a sorprendere.

Arriviamo, non sempre per restare. Ma ciò non ha alcuna importanza, perché quei momenti trascorsi insieme sono scolpiti in qualcosa che ci sfugge eppure è più reale di noi.

Stiamo arrivando, carichi o esausti, neanche vediamo la differenza. E' che stiamo arrivando da voi, questo conta.

Rock on, Aerosmith.

venerdì 5 agosto 2016

Notte e c'è solo Pelé

Non importa, o' Rey, se non accenderai tu la fiamma.

Tu lo stai facendo da anni innumerevoli, e ciascuno prezioso a modo suo. Tu l'hai già fatto, per sempre.

Sono pronta ad accogliere le mille e una notte delle Olimpiadi. Ma le leggende, rare e sincere, mi riportano a te.

Ti voglio bene e ti sono grata.

Notte e c'è solo Pelé.

martedì 8 luglio 2014

Sto piangendo anch'io, filo d'erba

Sto picchiando i pugni sul divano e almeno 32 anni fa ero solitaria.

È solo calcio e in queste ore, in questi giorni ci sono ben altre, reali tragedie per cui piangere. Ma un sogno è sempre tale, piccolo o grande. Un filo d'erba pestato, soffre come un albero.

E io che mi sono imposta neutralità, non riesco a sopportare questa disfatta. Non riesco a leggerla negli occhi dei tifosi brasiliani, a sentire il gelo del silenzio dopo un inno stupendo.

Se avessi ancora voce intera, griderei: fino alla fine, forza ragazzi.

http://www.nomosedizioni.it/catalogo.php?b=12NMS412

sabato 5 luglio 2014

Mica che torno all'82, Brasile

Ho deciso di andare contro me stessa e di pagare dazio. L'ho deciso, basta: non tifo Brasile, non posso. Mi devo far perdonare l'82. Detesto gli esiti scontati. La Colombia mi è dannatamente simpatica.

Mi concentro, quest'anno non tiferò Brasile.  Ma queste panoramiche sullo stadio... i volti dei tifosi. Sì, ma cavolo ci sono anche quelli della Colombia, e sono pure in minoranza: io prediligo le minoranze, a prescindere.

E poi ti viene in mente il grido di un amico antico, anzi non sei certa di non ascoltarlo proprio ora. Lui tifa da lassù e tu che fai, gli remi contro?

Quando risuona il fischio finale, è una liberazione. Sì, voglio essere libera, anche di fregarmene. Ma Luiz si avvicina a Rodriguez, lo abbraccia, fa applaudire lui. Si scambiano la maglia.

Non ce la faccio più. Spengo, mica che torno all'82. E credo al calcio, alla vita, quasi incondizionatamente.

#l'onestafacciadipertini

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