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venerdì 29 dicembre 2017

Notte e non si può perdere una canzone

Sui media britannici risuona l'allarme. Più forte di quella canzone che strimpellai su una pianola da bimba, senza conoscere le parole.

Ora, le conoscono davvero in pochi nei Paesi anglosassoni.

Auld Lang Syne. In questi giorni, riassaporavo il poeta in versione rock, per ripercorrere le sue strade. Robert Burns, gli amici, le strade che si separano almeno in apparenza. Un brindisi, che sconfigge i mari e le distanze, senza aver dichiarato guerra.

non si può perdere una canzone, figurarsi una poesia.

Socchiudo gli occhi e la assaporo, come tanti altri canti che sembrano diventare un'abitudine, tanto da andare smarriti.

Invece, c'è tanto bisogno di alzare un calice, ricolmo di cortesia, per attraversare un anno e una vita.



And we'll tak a cup o'kindness yet, 
For auld lang syne. 

Notte e non si può perdere una canzone.

sabato 31 dicembre 2016

Prima pagina (da oggi incomincerò)

Corro indietro a quarant'anni fa e alla prima pagina. Quella di un diario, che fingeva di annotare fredda cronaca per Capodanno.

Prima pagina di vita, eco anticipatrice di tante altre. Dell'esistenza, del giornale, la mia firma stampata e non più vergata confusamente sopra le righe.

Voglia di esistere dal principio e varcare timidamente un quaderno dal sapore ufficiale. Mi sono descritta, trascritta, curata nelle tante pagine che sono seguite: meno ordinate ancora e più libere, quelle mie.

Prima pagina, e una certezza da Capodanno: da oggi incomincerò.

Ogni volta che l'ho detto, ho tremato e sorriso. Come il personaggio di un libro che non ho ancora pubblicato e forse non lascerò mai correre libero, sono brava a incominciare.

Che sia l'inizio dell'anno o la fine di un cerchio che si chiude malamente. Che siamo bambini o adulti storditi: è bello incominciare.

Da oggi incomincerò.

Buon 2017.

mercoledì 7 gennaio 2015

Solo un saluto

A Capodanno provavo l'insano bisogno di fare gli auguri a ogni passante. Insomma, pensavo: è il primo giorno del 2015 per tutti. Quindi non aprire bocca è scortesia, anche se non conosci la persona in questione. E' un giorno speciale, coraggio.

Coraggio, non ne ho avuto. Al limite, dove ha vacillato, ho optato per un sorriso. E sarà stata suggestione, ma mi pareva di cogliere una certa allegrezza.

Così, mi ha preso un'altra insana sfida, quella di sparare anche un "buongiorno" ogni tanto, a perfetti sconosciuti. E' così triste, quando vedi in ambienti dove tutti si conoscono che c'è chi non ritiene opportuno salutare.

Salutare, verbo. Salutare, diventa aggettivo, soprattutto per chi lo fa.

E allora dico buongiorno, anche a te che non conosco affatto. Spero che lo sia, perché lo meriti, perché ogni giorno è il primo.

domenica 28 dicembre 2014

Come tutti un'orchestra

L'armonia e gli sforzi che essa costa. Un prezzo umano, duro e irresistibile che non si può percepire interamente, se non da dentro.

Se da sempre vado matta per il concerto di Capodanno, dai fasti dei grandi teatri a quello non meno nobile della mia città, ho una curiosità gioiosa in più che spero di accontentare. Far parte delle prove.

Martedì 30 al teatro Sociale di Busto Arsizio (dalle 17) le porte si aprono perché si possa vivere questa esperienza insieme con la MicroKosmos diretta dal maestro Fabio Gallazzi.

Mi piace questa occasione, sulle note di Strauss, perché offre un'emozione e diventa una metafora. Perché siamo tutti un'orchestra, che ogni giorno può unire gli sforzi e le passioni per gli altri.