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domenica 18 marzo 2018

L'eleganza è una merenda

Nella fortuna degli incontri, parlo con una signora novantenne. Brillante anche nei ricordi. E me ne porge subito uno che mi riguarda: "Ah conoscevo la sua nonna, mia mamma le confezionava i vestiti, che donna meravigliosa".

Io mi stimo tutta, come direbbe il maestro. Mi siedo ad ascoltare il resto della storia ed entro ancora nel negozio di barbiere del nonno Giannino. Sua moglie Giuseppina è lì, indaffarata. Deve aiutarlo, pulire, asciugare, stirare, mentre pensa a come prendersi cura dei suoi bambini.

Per la sarta c'è tempo solo se viene direttamente lì, in negozio. Ma quando la vede accompagnata da una piccola ombra, una volta provato l'abito, sa che deve fare. Bisogna preparare qualche leccornia da offrire alla figlioletta della sarta.

- La sua nonna mi dava sempre la merenda.

Io la vedo, l'eleganza della nonna Giuseppina, anche quando sfilato il vestito fatto ad arte, porge la merenda a un bimba timida.

domenica 6 agosto 2017

Notte e tutte le vite in una giornata

Complice il caldo, attraversiamo dall'alba tutte le nostre vite. Che lo vogliamo o no. E quando inciampiamo in un ricordo, ha il sapore di un progetto.


Non sappiamo perderci nel passato, perché già stiamo desiderando qualcosa.

Tutte le vite in una giornata, sospingono verso il futuro.

Notte e tutte le vite in una giornata.

domenica 23 luglio 2017

Notte e cosa conta ancora

Ripongo nei cassetti immagini, profumi ed emozioni che ancora scalpitano. Penso a quante delizie ho gustato e quanto ho imparato su di esse, eppure c'è qualcosa che va oltre. Sono gli occhi, i toni della voce, le strette di mano, le cose non dette eppure trasmesse in maniera poderosa.


Di viaggio in viaggio, con gli anni scolpiti nelle mie ossa, sono felice di sapere cosa conta ancora.

L'umanità e le creature tutte. Ciascuna una storia che non puoi raccontare, ma che ti rimane dentro.

Notte e cosa conta, ancora.

mercoledì 3 maggio 2017

Andrà tutto bene

Sul treno scivolo in una scena dolcissima. Ci sono dei ragazzini, con una maestra credo, che stanno tornando a casa in ritardo per un inconveniente.

Non ci sono occhi spavaldi, ma tracce di incertezza. Paura che i genitori si preoccupino, ad esempio, mista alla stanchezza di una giornata forse bella  ma impegnativa. Sì, improvvisamente mi sembrano così fragili.

La maestra con una dolcezza che mi incanta, li raduna tutti e dice: con ordine.

Poi si fa dare il numero di cellulare da ogni ragazzo e provvede a chiamare dal suo telefonino e a far spiegare la situazione all'alunno. Telefonata dopo telefonata, scende la serenità su quegli occhi. Una ragazzina sola resta triste, perché non riesce a farsi rispondere dalla mamma.

- Non hai un altro numero da chiamare?

- No.

Con garbo, se lo fa ripetere e riprova, con successo. E' così rassicurante, che quasi quasi del mondo comincio a fidarmi anch'io. E quando scendono dal treno i ragazzi, con forze ritrovate, sento di potermi mettere a correre anch'io.