Post in evidenza

SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

mercoledì 30 aprile 2014

Notte che proprio basta

Il primo maggio è sacro, dai tempi di Umberto Tozzi. No, Arguta Paffuta, cancella questo che non l'ho detto io.

Primo maggio, su coraggio? Sì, coraggio di ringraziare se hai il lavoro. Di cercarlo se manca e di non farsi rubare neanche un frammento di sogno. Di non farsi usare da nessuno.



Allora, comincia a dire basta. Ad alzare frontiere, per tornare libero. Non c'è più niente da dire e fare.

Questa è una notte che proprio basta.

There are worse things I could do - canzone per la notte

Quando Rizzo cantava malinconica questa canzone, magari arrossivamo un po' ma dentro di noi le davamo ragione. Sbagliata? Forse. Scorretta? Non proprio.

Il punto è quello più vecchio del mondo: chi si vuole essere, chi si finge di essere.

Aspettare che si realizzino sogni o andare a prendersi la vita, è molto più di un dilemma adolescente. Oh sì, ci sono cose peggiori che potremmo fare. Al contrario, essere capaci di sentire o piangere, è una forza vera.

Resta quella certezza: la cosa peggiore che possiamo fare, è piangere davanti a qualcuno che non merita quelle lacrime. Quindi a tutti, suggerisce Arguta Paffuta?

There are worse things, Stockard Channing, canzone per la notte.

Orzowei - canzone per il giorno

Del sole giallo oggi neanche l'ombra, ma non cambia una virgola di questa canzone, affogata nella pioggia dei ricordi.

Corri ragazzo vai. La canzone può essere semplice, per qualcuno semplicistica, ma in fondo non è semplice il messaggio inviato da un romanzo, da un telefilm, dalla realtà?

Si può sempre avere la pelle del colore sbagliato da qualche parte. Basta non pensare che tutto sia contro di te. Credere nell'amore e correre veloce con esso. Basta immaginarsi forse anche di essere dall'altra parte.

Orzowei, Oliver Onions, canzone per il giorno.

Spaccare

Vorrei poter affermare che non mi piace spaccare, perché sono buona o non sono una bambina.

La realtà è che non mi piacciono le cose troppo facili.

martedì 29 aprile 2014

Solo un ragazzo

Riecheggia una canzone a me cara, e una verità più antica.

Tanti, se non tutti, a scannarsi sul nulla, troppo impegnati nell'operazione per ammettere: stiamo perdendo di vista ciò che conta.

Finché lui dice: non capisco più niente, a me interessava solo fare una cosa che amo. E quando si ama, quella cosa è per gli altri.

Ci vuole un ragazzo, solo un ragazzo, per riportarci a ragionare.

La gentilezza da riparare

E se scambiano la gentilezza per debolezza? Mettila al riparo, perché si sciupa, e non offrirla in pasto all'arroganza.

Cullala, come un bambino, e dille: aspetta a uscire, ancora un poco. Ma non lasciar andare al posto suo l'arroganza a tua volta, perché altrimenti prenderà il potere lei. Affidati alla fermezza, a una sillaba più che una parola, a un basta più che a un discorso vano.

Prima di far uscire lei ancora, tremante ma riparata come si può. La gentilezza.

Pipetta cresciuto

Quando guardo film di Ron Howard, come Apollo 13, mi viene sempre in mente mio nonno. Che con i nomi americani non andava d'accordo, così ribattezzò un ragazzo in un telefilm: Pipetta.

Ul pipetta, per la precisione. Per me da sempre, Happy Days significa che c'è ul Pipetta e il vero nome arriva in un secondo momento.

E quando guardo un film diretto da lui, tanto più proiettato nello spazio, mi viene da dire: nonno, ul Pipetta è cresciuto.