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SOLO 800 MILIONI DI RESPIRI

giovedì 30 novembre 2017

Una sola

Una sola pennellata. Un unico sbuffo sopra un tramonto. Un sì fragile, ma inarrestabile, che non ha più bisogno di risuonare.

Una sola cattiveria.

Una sola generosità che si riversa su di te.
Una sola e tutto.

Una sola volta, ma per sempre.

Notte e cosa sembrava dicembre

Sono nulla i mesi, e tutto. Novembre il peggiore, quello da chiudere in fretta. Eppure anni fa lo accoglievo come la vita.

Dicembre il profumo della festa. Persino quando Lemmy ci fece quel brutto tiro, quello definitivo. Poi ci trascinò a sorridere al suo funerale.

E mi rimane impresso quel brindisi rock chiesto e ottenuto, la voglia di suonare e suonare ancora.

Un due di picche alla morta, un asso che canta la vita. Cosa può sembrare dicembre, e ogni mese, e tutta la vita ancora.

Notte e cosa sembrava dicembre.

Ed era quel ribellarsi lì

Mentre sono diligente, mi tempesta la mente una canzone. Non una delle più memorabili della mia lunga colonna sonora, eppure si impossessa di me, peggio di un'epifania di Joyce. 

Così frugo tra gli album rock, che bello quando si chiamavano così, album: contenevano canzoni e immagini del cuore. Ero apparentemente diligente, ma mi ribellavo ogni giorno. Non avendo una gran voce, lo facevo senza disturbare. Sembra una contraddizione, spaccare i cocci degli altri però non mi è mai interessato.

Volevo mettere in discussione me, per farmi volare più lontano: come quando a una festa afferri il protagonista e lo lanci nell'aria.

Era quel ribellarmi lì, a base di musica e no scanditi con gli occhi e con i gesti, che mi faceva essere libera.

Ed è quel ribellarmi lì che mi scorre ancora nelle vene.

mercoledì 29 novembre 2017

Notte e dentro il crepuscolo

Via dalle luci di Natale, dentro il crepuscolo di una sera invernale protetto dal museo, e da ciò che prima ancora era.  Unterlinden.

Muovendomi tra i tesori, rimango impigliata da un buio sincero che mi invita a fermarmi, almeno un istante. Nubi che si vogliono addormentare, tetti di tempi antichi e colonne che si tingono di scuro. 

Non fa freddo abbastanza, da voler fuggire.

Dentro il crepuscolo trovo la forza di muovermi per scoprire nuovi tesori. E di fermarmi per rimettere in cammino me stessa.

Notte e dentro il crepuscolo.

martedì 28 novembre 2017

Quello che scalda il cuore

Una vecchia stufa in Alsazia, il calore che irradia più la vista di questi aggeggi dal sapore antica. E un filo di polvere che tutto rende più desiderabile.


Io osservo, ma sono le voci che assorbo. E ogni momento ride in quelle fiamme o nel loro canto silenzioso, compresso dal vetro.

Quello che scalda il cuore, forse non si vede. Non si sente.


Notte e le stupide battaglie di principio

Queste battaglie di principio. Sciocche quanto chi vuole portarle avanti. Contro i muri che ascoltano solo il proprio ego o altri suoni persino più molesti.

Stupire battaglie di principio. Mica dovranno buttarsi nella mischia i soldati più fragili. Lasciale fare a chi nulla ha da perdere.

Folli battaglie di principio.

Quasi quasi ne affronto una.

Notte e le stupide battaglie di principio.

Tutto di passaggio

È tutto di passaggio, in un mondo atrocemente bello. 

Scorrere via e sentire che non si può fuggire, come da un'Alsazia morbida e pensierosa.

Tutto di passaggio, mentre pianti i piedi nei sogni o nella realtà.